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Martedì, 16 Agosto 2016 12:22

Alla Fondazione Magnani Rocca le Ninfee di Monet

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Una mostra che racconta l’’ultima ossessione del grande pittore impressionista a metà tra la pittura di paesaggio e una nuova pittura decorativa con aspetti artificiosi, quasi astratti, anticipatori del linguaggio Informale

Claude Monet, Le Bassin des Nympheas (1904). Denver Art Museum Claude Monet, Le Bassin des Nympheas (1904). Denver Art Museum

PARMA - A partire dal prossimo 3 settembre, la Fondazione Magnani Rocca di Parma ospita una interessante mostra dedicata a Claude Monet dal titolo MONET. Quelle Ninfee che anticiparono l’Informale che, attraverso un ristretto nucleo di opere, indaga l’evoluzione creativa e stilistica del grande artista impressionista anticipatore di tanta pittura moderna.
Le opere, alcune appartenenti alla stessa Fondazione, altre provenienti da collezioni italiane e internazionali, documentano il passaggio graduale da una pittura di paesaggio en plein air, comunque dominato dalla luce e dagli effetti di quest’ultima sulla natura, a una pittura in cui la realtà si dissolve sempre più trasformandosi in una sorta di sogno luminoso. La luce prende infatti il sopravvento, le forme si vaporizzano, la stesura del colore si fa più più libera e audace. Gli stessi toni cromatici vibranti sono i mezzi attraverso i quali trascendere la realtà per ottenere un risultato sovratemporale e intangibile.
Furono proprio queste caratteristiche a cui Monet approdò gradualmente ad affascinare e anticipare il linguaggio dell’Informale in Europa e dell’Action painting in America.

Il percorso espositivo della mostra ha come fulcro l’opera Falaises à Pourville, soleil levant, conservata presso la Fondazione Magnani Rocca, appartenente proprio a una serie di cinque dipinti sul tema, eseguiti dall’’artista tra gennaio e marzo 1897, in dialogo con un dipinto del maestro francese di analogo soggetto, proveniente dalla collezione Tanzi. L’’alba, indagata dal vero, illumina di rosa le rocce, quinte teatrali vaporose, che creano tagli asimmetrici col mare, in cui l’’acqua con i suoi colori costituisce il mezzo per eccellenza riflettente su cui concentrare gli studi sulla fusione atmosferica. Tuttavia sono le  Ninfee a rappresentare la summa di tutta la ricerca del maestro. Trasferitosi infatti a Giverny, nell’’alta Normandia per meglio concentrarsi su questo progetto, Monet riuscì a raggiungere una cifra stilistica radicalmente nuova al punto da trasformarla in astrazione. Come nel dipinto esposto alla Fondazione, Le Bassin des Nympheas del 1904, proveniente dal Denver Art Museum, lo stagno e nuovamente l’’acqua stimolano inaspettate sensazioni visive. Forma e materia sono dissolte in ampie pennellate fluide, dimostrazione concreta di questa nuova svolta stilistica sempre però nel segno dell’abbaglio luminoso.

Vademecum
Dal 03 settembre all’11 dicembre 2016
Parma, Fondazione Magnani Rocca
Biglietto: € 10 valido anche per le raccolte permanenti e per la mostra ITALIA POP, € 5 per le scuole
Orari: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18)
Info: +39 0521 848327
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http://www.magnanirocca.it/

Ultima modifica il Martedì, 16 Agosto 2016 14:49

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