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Martedì, 15 Marzo 2016 11:01

Gino Severini, l'emozione e la regola in mostra alla Fondazione Magnani Rocca

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Circa 100 opere in esposizione per evidenziare  il percorso artistico del pittore cortonese, perfetta parabola di protagonista del Novecento

Gino Severini, Danseuse articulèe, 1915, olio su cartone con elementi mobili (part.) Gino Severini, Danseuse articulèe, 1915, olio su cartone con elementi mobili (part.)

PARMA - La Fondazione Magnani Rocca dal 19 marzo al 3 luglio 2016, celebrerà la figura di Gino Severini, allievo di Giacomo Balla, attraverso una mostra, curata da Daniela Fonti e Stefano Roffi, che ripercorrerà l’intera attività dell’artista cortonese, quindi non solo la fase di adesione al Futurismo e al Cubismo. Partendo da due opere presenti nella collezione permanente della Fondazione la Danseuse articulée del 1915, capolavoro futurista, e la matissiana Natura morta con strumenti musicali, della prima metà degli anni quaranta, la mostra ha lo scopo di evidenziare come il percorso artistico del pittore rappresenti fino alla fine nella sua articolazione e nella sua inquieta ricerca di “perfezione nella contemporaneità”, una perfetta parabola di protagonista del Novecento. Dalle rotture linguistiche dell’’avanguardia alla ricerca di un equilibrio armonico, di ispirazione classica ma non vuotamente classicista, che caratterizzerà ogni successiva stagione, da quella, più rigorosa della misura aurea negli anni Venti e Trenta a quella pittoricamente più libera ed estroversa degli anni Quaranta, alle riprese neocubiste e neofuturiste dei Cinquanta e Sessanta. 
Sono circa cento le opere in esposizione, fra dipinti e lavori su carta di dimensioni importanti, fra cui alcuni studi preparatori che integrano significativamente la sequenza delle opere su tela o tavola, e sono ben venticinque le opere inedite, frutto di recenti scoperte, o mai esposte in Italia. Il percorso espositivo non è articolato seguendo una successione cronologica, ma tematica. Alcuni temi –sono, significativamente, quelli caratteristici del Novecento pittorico italiano, sia sperimentalista che “classico” - sono stati così individuati. Infatti la pittura di Severini, pur nelle sue diverse stagioni espressive, è caratterizzata da una sostanziale fedeltà ad alcuni soggetti, che emergono nei suoi esordi e che – variamente declinati nelle epoche dello sperimentalismo linguistico dell’’avanguardia o nelle riprese del naturalismo - definiscono la personalità della sua creazione artistica.
Le sezioni:

Il Ritratto / La Maschera
Il ritratto emerge subito agli inizi del secolo nella fase divisionista e resta un soggetto importante anche nel periodo futurista (ritratti della moglie, delle cantanti del Varietà, della famiglia) e, limitatamente, in quello cubista.

La Danza
È il tema che più lo contraddistingue nella koiné futurista, e per il quale elabora decine di composizioni che dal primo carattere più descrittivo-cinetico (le ballerine dei café-chantant) approdano a una formulazione quasi astratta di natura cosmica, nelle serie splendida delle Espansioni della luce. Alla figura danzante, tuttavia impegnata nel balletto classico, ritornerà poi alla fine dei Quaranta, in opere neocubiste e neopuntiniste con le quali è sempre presente nelle Biennali veneziane del dopoguerra.

Il Paesaggio e la Natura morta

Entrambi i temi sono presenti sia nella fase divisionista che in quelle futurista e cubista ma è soprattutto la natura morta che domina decenni di pittura fino agli anni Cinquanta e Sessanta, come un soggetto d’elezione attraverso il quale analizzare il suo stesso sguardo rispetto alla restituzione delle forme del mondo.

La grande decorazione murale, di soggetto laico e religioso
Viene presentato un approfondimento dedicato alla grande decorazione murale che, in diversi periodi della vita e in risposta a diverse esigenze di carattere privato o di pubblica committenza, occupò l’attività del pittore in modo esclusivo.

Il Libro d’artista
Fleurs et masques del 1930 rappresenta il più alto contributo dato da Severini nel campo dell'arte del libro che proprio in quegli anni raggiungeva livelli ineguagliabili. Le tavole, splendidamente concepite e incise, ne fanno il più ammirato fra i libri d'artista del Novecento ed esemplificano il moto e l'arrivo della ricerca di Severini.

Vademecum

Dal 19 Marzo 2016 al 03 Luglio 2016
Parma, Fondazione Magnani Rocca
Orario:
dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) –
sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).
Lunedì chiuso, aperto lunedì di Pasqua e lunedì 25 aprile.
Info: +39 0521 848327 / 848148
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http://www.magnanirocca.it/

Ultima modifica il Martedì, 15 Marzo 2016 11:12

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