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Giovedì, 07 Gennaio 2016 17:58

Sulla materialità della fotografia

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A Bologna in occasione di di Arte Fiera 2016 il terzo episodio del progetto "The Camera’s Blind Spot"
BOLOGNA – Inaugurerà a Palazzo De’ Toschi, il 29 di gennaio, il progetto LA CAMERA. Sulla materialità della fotografia, terzo episodio del ciclo The Camera’s Blind Spot, a cura di Simone Menegoi, che indaga il rapporto tra scultura e fotografia. 

La mostra rientra negli eventi espositivi della 4°edizione di Art City Bologna, in occasione di Arte Fiera 2016.

Il rapporto tra fotografia e scultura ha conosciuto momenti particolarmente importanti e soprattutto una svolta creativa già a cavallo tra il XIX e XX secolo, con scultori come Medardo Rosso e Costantin Brancusi, che cominciarono a fotografare le loro stesse opere scultoree in condizioni di luce e spazio mutevoli. L’intento del progetto The Camera’s Blind Spot non è solo quello di documentare i più recenti sviluppi di questa tendenza, ma anche di dar conto di altre possibilità, non meno importanti. In primo luogo, quella che vede la materialità dell’immagine fotografica spingersi a tal punto da trasformare quest’ultima in oggetto. LA CAMERA. Sulla materialità della fotografia concentra invece la sua attenzione proprio sul medium fotografico. All’interno di un contenitore espositivo costruito dentro la sala maggiore di Palazzo De’ Toschi (la “camera”del titolo; ma naturalmente c’è un gioco di parole con il senso della parola in inglese, ovvero “macchina fotografica”) saranno presentate opere realizzate con le tecniche fotosensibili piùinsolite e rare fra quelle attualmente in uso oggi presso artisti visivi e fotografi. 

La rassegna propone dunque visioni inedite di un mezzo che ha rivoluzionato la cultura visiva e il rapporto stesso con la realtà. La scultura continua a essere protagonista anche in questo terzo episodio del progetto, in particolare nei soggetti. Basti pensare alle sculture romane fotografate da Paolo Gioli con un procedimento di sua invenzione, che comprende una pellicola fosforescente, oppure alle stalattiti e stalagmiti, vere e proprie sculture naturali, fissate su vetro da Dove Allouche con la tecnica ottocentesca dell’ambrotipia. La scultura si ripropone anche nella presenza fisica di opere basate su tecniche fotografiche, e che tuttavia si stenta a chiamare “fotografie”.  È il caso della Structure for Moon Plates and Moon Shards (2015) diJohan Österholm, una costruzione realizzata con i vetri di una vecchia serra per fiori, spalmati di emulsione fotosensibile e poi esposti alla luce della luna. In tempi di smaterializzazione dell’immagine fotografica, i singolari “oggetti fotografici”in mostra si propongono come sculture vere e proprie. 

Questi alcuni degli artisti presenti in mostra Dove Allouche, Paul Caffell,  Attila Csörgő,  Linda Fregni Nagler,  Paolo Gioli,  Raphael Hefti,  Marie Lund, Justin Matherly, Johan Österholm, Lisa Oppenheim, Anna Lena Radlmeier,  Evariste Richer,  Fabio Sandri,  Simon Starling,  Luca Trevisani,  Carlos Vela-Prado.

Vademecum
LA CAMERA. Sulla materialità della fotografia
Palazzo De’ Toschi
piazza Minghetti 4/D Bologna
30 gennaio-28 febbraio 2016

Orari di apertura:
(durante ART CITY Bologna):
venerdì29 gennaio, 12.00-20.00
 sabato 30 gennaio, 12.00-24.00
 domenica 31 gennaio, 12.00-20.00 
ingresso libero
1-28 febbraio 2016 
da martedìa domenica
10.00-13.00 / 16.00-19.00. Chiuso il lunedì
ingresso libero

Ultima modifica il Venerdì, 22 Gennaio 2016 14:35


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