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Mercoledì, 11 Ottobre 2017 13:29

Henri Cartier-Bresson alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo

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La grande rassegna, che riunisce 140 scatti, è  un’occasione per immergersi nel mondo del grande Maestro per scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine e comprendere il suo modus operandi 

Prostitute. Calle Cuauhtemoctzin, Città del Messico, Messico 1934 Prostitute. Calle Cuauhtemoctzin, Città del Messico, Messico 1934

PALERMO - “Henri Cartier Bresson Fotografo” è il titolo della mostra, a cura di Denis Curti, che aprirà i battenti il 21 ottobre alla Galleria d’arte moderna di Palermo. 

Obiettivo di questa rassegna, che riunisce 140 scatti, è far comprendere il modus operandi di Cartier-Bresson, la sua ricerca del contatto con gli altri, nei luoghi e nelle situazioni più diverse. 

Il celebre fotografo scriveva: “Per me, la macchina fotografica è come un block notes, uno strumento a supporto dell'intuito e della spontaneità, il padrone del momento che, in termini visivi, domanda e decide nello stesso tempo. Per "dare un senso" al mondo, bisogna sentirsi coinvolti in ciò che si inquadra nel mirino. Tale atteggiamento richiede concentrazione, disciplina mentale, sensibilità e un senso della geometria. Solo tramite un utilizzo minimale dei mezzi si può arrivare alla semplicità di espressione”. 

In queste poche righe si concentra l’essenza del suo essere fotografo, fondato nel qui e ora, nella risposta immediata del soggetto.Cartier-Bresson, infatti, non torna mai ad inquadrare le sue fotografie, non opera alcuna scelta, le accetta o le scarta. Lo scatto è per lui il passaggio dall’immaginario al reale. Un passaggio “nervoso”, nel senso di lucido, rapido, caratterizzato dalla padronanza con la quale si lavora, senza farsi travolgere e stravolgere. "Fotografare, - osservava ancora Cartier Bresson - è riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo e organizzare con rigore le forme percepite visivamente"

La fotografia di Cartier-Bresson nasce dunque da una percezione subitanea e afferrata al volo, priva di qualsiasi analisi. 

Afferma Denis Curti, curatore della mostra a Palermo, “Per parlare di Henri Cartier-Bresson è bene tenere in vista la sua biografia. La sua esperienza in campo fotografico si fonde totalmente con la sua vita privata. Due episodi la dicono lunga sul personaggio: nel 1946 viene a sapere che il MOMA di New York intende dedicargli una mostra "postuma", credendolo morto in guerra e quando si mette in contatto con i curatori, per chiarire la situazione, con immensa ironia dedica oltre un anno alla preparazione dell'esposizione, inaugurata nel 1947. Sempre nello stesso anno fonda, insieme a Robert Capa , George Rodger , David Seymour , e William Vandivert la famosa agenzia Magnum Photos . Insomma, Cartier – Bresson è un fotografo destinato a restare immortale, capace di riscrivere il vocabolario della fotografia moderna e di influenzare intere generazioni di fotografi a venire”.

La mostra palermitana, organizzata da Civita e visitabile fino al 25 febbraio 2018,è una selezione curata in origine dall’amico ed editore Robert Delpire e realizzata in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson, istituzione creata nel 2003 assieme alla moglie Martine Franck ed alla figlia Mélanie e che ha come scopo principale la raccolta delle sue opere e la creazione di uno spazio espositivo aperto ad altri artisti. L’allestimento attuale è curato da Denis Curti e Andrea Holzherr per conto di Magnum.

Vademecum

HENRI CARTIER-BRESSON
FOTOGRAFO
A cura di Denis Curti
Palermo, Galleria d’arte moderna
21 ottobre 2017 > 25 febbraio 2018

Ultima modifica il Mercoledì, 11 Ottobre 2017 14:47

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