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Mercoledì, 17 Aprile 2019 11:30

MAXXI. “Paolo di Paolo. Mondo perduto”, inedito racconto dell’Italia 1954 - 1968. Immagini

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Oltre 250 fotografie compongono un delicato e rigoroso racconto dell'Italia che rinasceva dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale

Pier Paolo Pasolini al “monte dei cocci”, Roma, 1960   foto Paolo Di Paolo © Archivio Paolo Di Paolo (foto n.14 courtesy Collezione Fotografia MAXXI) Pier Paolo Pasolini al “monte dei cocci”, Roma, 1960 foto Paolo Di Paolo © Archivio Paolo Di Paolo (foto n.14 courtesy Collezione Fotografia MAXXI)

ROMA – Sono trascorsi più di cinquant’anni da quando ha lasciato il lavoro di fotografo e non riesce a contenere l’emozione Paolo di Paolo che, in conferenza stampa al MAXXI, dichiara di essere stato “magnificato in termini eccessivi”. Di certo è sincero nel raccontare come l’attuale riscoperta dell’importanza artistica e storica dei suoi scatti di gioventù, non l’avesse messa in bilancio.

Paolo Di Paolo, nato nel 1925 a Larino in Molise, è stato per quattordici anni il principale fotografo del settimanale politico, culturale ed economico Il Mondo, diretto da Mario Pannunzio, che s’impose come rivista elitaria. “Era illeggibile – ammette con modestia Di Paolo – ma faceva fico portarselo sottobraccio”. In realtà vi scrivevano le migliori menti del tempo – Salvemini, Croce, Moravia, Flaiano – e quando l’8 marzo del 1966 il giornale interruppe le sue pubblicazioni, in un telegramma a Pannunzio, Paolo Di Paolo scrisse: “Per me e per altri amici muore oggi l’ambizione di essere fotografi”. Ed era vero perché abbandonò la macchina fotografica per tornare ai suoi studi filosofici e al settore editoriale, avviando una collaborazione con l’Arma dei Carabinieri per cui ha curato una ventina di volumi e quarantatré calendari.

Oggi, nella mostra “Mondo perduto” a lui dedicata, una stanza della redazione de “Il Mondo” è stata ricostruita con molta cura. Confrontandola con le immagini da Di Paolo scattate al settimanale, si rivede l’atmosfera del tempo: la parca scrivania col paralume identico, l’inconfondibile telefono nero, la macchina da scrivere d’epoca. Nelle sale del MAXXI sono esposte oltre 250 sue fotografie in bianco e nero, molte delle quali inedite, parte dell’immenso archivio (250mila negativi, provini, stampe e diapositive) ritrovato per caso da sua figlia Silvia in cantina, una ventina d’anni fa. Grazie a questa scoperta e all’interesse di Alessandro Michele, Direttore Creativo di Gucci, di Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI e di Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MAXXI Arte, sono stati realizzati il libro Paolo Di Paolo. Mondo Perduto, Fotografie 1954-1968 e l’esposizione, aperta al pubblico dal 17 aprile al 30 giugno 2019. 

La mostra è divisa in sezioni che raccontano sfaccettature della storia italiana: “Società/Roma” ritrae la penisola che usciva da povertà e analfabetismo, paese dove convivevano donne a capo velato e ragazze in shorts sul lungomare, civiltà contadina e officine Ferrari, trasporti a dorso d’asino e nuove linee aeree. Particolare attenzione è dedicata a Roma: Di Paolo ha fotografato la nobiltà romana e la società internazionale più brillante della capitale, ma anche i funerali di Palmiro Togliatti, con in primo piano un’anziana donna in lacrime.

In Società/Mondo ci sono gli scatti dei suoi reportage in Giappone, in Iran, a New York. 

Artisti/intellettuali e Cinema, con i ritratti di pittori, poeti, scrittori, divi del cinema, per lo più inediti, scattati “per diletto”: Renato Guttuso alla salita del Grillo, Ezra Pound, Tennesse Williams in spiaggia con il cane, Giuseppe Ungaretti con un gatto in braccio, Oriana Fallaci che “gioca” a fare la diva al Lido di Venezia, Kim Novak che stira in camera al Grand Hotel, Sofia Loren che scherza con Marcello Mastroianni negli studi di Cinecittà, Monica Vitti e Michelangelo Antonioni che passeggiano leggendo il giornale. Ad Anna Magnani è dedicato uno dei focus della sezione Cinema.

Un focus è dedicato anche a Pier Paolo Pasolini, ritratto a Roma al Monte dei Cocci, pensieroso sulla tomba di Gramsci al Cimitero Acattolico, a casa con la madre e, in Basilicata, sul set de Il Vangelo secondo Matteo, Di Paolo fu l’unico fotografo ammesso. Tale focus introduce quello su La Lunga Strada di Sabbia, racconto per immagini sulle vacanze degli italiani realizzato nel 1959 dall’inedita coppia Paolo Di Paolo e Pier Paolo Pasolini. I due percorsero a bordo di una Fiat Millecento le coste italiane, in piena estate, da nord a sud e viceversa. Reportage straordinario in cui emergono passioni, vizi e virtù di un’Italia che scopriva le vacanze di massa, uscendo timida dalla povertà cruda.

Autostrada del Sole, inaugurazione della tratta Roma - Firenze, 1962 “Fotografare l’inaugurazione del tratto d’autostrada Roma - Firenze – afferma Paolo di Paolo” - un incarico che non apprezzai. Immaginai la scena: un cardinale, sindaci vari bardati di tricolore e una sfilza di uomini politici. Con un’ora di anticipo percorsi lo stesso tratto fiancheggiandolo lungo le strade secondarie, la Flaminia e la Tiberina. Infine scelsi una collina dalla quale avrei potuto documentare come il tratto di autostrada lacerasse con violenza la serena bellezza del panorama della Tuscia. Una famiglia di contadini era in attesa di assistere all’evento. Passò infine la prima auto, una fiat 850, poi più nulla. Scattai questa foto e poche altre, che non mostrai alla redazione che mi aveva commissionato il servizio. Le foto non sarebbero piaciute: mi avrebbero chiesto: ‘E il momento della benedizione?’”.

Ed è appunto tale sentire anticonvenzionale “umanista” – come viene definita la tendenza a immortalare il quotidiano e la strada, ponendo attenzione ai dimenticati – che ha reso importante la sua fotografia perché riesce a illuminare, con la stessa sincerità che Paolo Di Paolo ha messo nel raccontare alla stampa le sue esperienze, la completezza della realtà, le sue ombre nascoste, quelle che stanno dietro la facciata e fanno trasparire la profondità del “sottosuolo”.

Vademecum

Dal 17 Aprile 2019 al 30 Giugno 2019
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni 4/a- Roma
Orari: 11-19; sabato 11-22. Chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima del museo
CURATORI: Giovanna Calvenzi
Biglietti: intero € 12, ridotto € 9. Gratuito minori di 14 anni; disabili che necessitano di accompagnatore; accompagnatore del disabile; dipendenti MiBAC; accompagnatori e guide turistiche dell’Unione Europea, munite di licenza (rif. circolare n.20/2016 DG-Musei); 1 insegnante ogni 10 studenti; membri ICOM; soci AMACI; giornalisti accreditati; possessori della membership card del MAXXI; studenti universitari di Arte e Architettura dal martedì al venerdì*; il giorno del tuo compleanno
Info: +39 06 3201954
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www.maxxi.art

 

Ultima modifica il Mercoledì, 17 Aprile 2019 11:42


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