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Venerdì, 11 Ottobre 2019 16:08

I Futuristi a Palazzo Blu di Pisa

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Oltre 100 opere raccontano i picchi più significativi di questo movimento, dall’11 ottobre 2019 al 9 febbraio 2020. Un’esposizione a cura di Ada Masoero con prestiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private

Giacomo Balla, by SIAE 2019  Complesso plastico colorato di frastuono + Velocità, c. 1914. Legno, cartone e lamine di stagno colorate ad olio su legno, 52x60x7 cm. Collezione privata © Futurism Roma, Italia  Giacomo Balla, by SIAE 2019 Complesso plastico colorato di frastuono + Velocità, c. 1914. Legno, cartone e lamine di stagno colorate ad olio su legno, 52x60x7 cm. Collezione privata © Futurism Roma, Italia

PISA - Più di cento opere, tra dipinti disegni, progetti e oggetti d’arte, raccontano il movimento che aveva come sogno quello di saldare l’arte e la vita ridisegnando l’intero orizzonte umano.  Una mostra semplicemente intitolata “Futurismo”, a cura di  Ada Masoero, organizzata da Fondazione Palazzo Blu insieme con MondoMostre

La rassegna si propone, per la prima volta, di provare come i più grandi fra gli artisti futuristi seppero rimanere fedeli alle riflessioni teoriche enunciate nei manifesti, traducendole in immagini dirompenti, innovative e felici sul piano artistico.

Le opere in mostra provengono da istituzioni quali la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (nove opere); il Museo del Novecento e la GAM di Milano  (16 opere); il Castello Sforzesco di Milano (Civico Gabinetto dei Disegni e Collezione stampe “Achille Bertarelli” dieci opere); il Mart di Rovereto (ben 21 opere), il Museo Caproni di Trento (due opere). 

Il percorso espositivo, scandito in sezioni intitolate ognuna a un manifesto, prende avvio dagli esordi  divisionisti comuni ai cinque “futuri futuristi”: Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Gino Severini. 

La mostra attraversa tutti i trent’anni di arte futurista,  a partire dal 1910, quando uscirono i due manifesti pittorici firmati dai giovani “padri fondatori”. Di Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Gino Severini sono esposti numerosi capolavori ispirati con evidenza a quei due testi. Non mancano le “parole in libertà”, i cui principi furono formulati da F.T. Marinetti, in più manifesti, sin dal 1912, e i nuovi modelli architettonici, dettati nel 1914 da Antonio Sant’Elia nel testo L’architettura futurista. 

L’arte meccanica entra in scena con il documento del 1922 firmato da Enrico Prampolini, Vinicio Paladini, Ivo Pannaggi, mentre il congedo è affidato al Manifesto dell’Aeropittura, 1931, firmato da Marinetti con Balla, Benedetta (Cappa Marinetti), Depero, Dottori, Fillia, Prampolini, Somenzi, Tato. 

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Skira Editore. 

Vademecum

Dal 11 Ottobre 2019 al 09 Febbraio 2020
Palazzo Blu
Lungarno Gambacorti 9, Pisa
ORARI: Lunedì-Venerdì 10.00 - 19.00. Sabato-Domenica e festivi 10.00 - 20.00
(La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura)
Biglietti: Intero € 12, Ridotto (gruppi e convenzioni): € 10
Gruppi Adulti (min 10 - max 25 persone): € 10
Giovani (dai 6 ai 17 anni): € 6
Università (solo il giovedì): € 5
Biglietto Open: € 14
Prevendite: +39 02 92897755
Info: +39 050 220.46.50
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.http://www.futurismopisa.it

 

Ultima modifica il Venerdì, 11 Ottobre 2019 16:16
Redazione

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