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Sabato, 02 Novembre 2019 12:09

Picasso e l’attrazione per la ceramica raccontata al MIC di Faenza

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L’esposizione analizza le fonti di ispirazione dell’artista: dalla ceramica classica ai buccheri etruschi, alla ceramica popolare spagnola e italiana, al graffito italiano quattrocentesco. 50 i pezzi unici in mostra provenienti dalle collezioni del Musée National Picasso-Paris, in dialogo con la collezione del museo faentino 

Picasso nell'atelier di Madoura, Vallauris,1947- Studio Lipnitzki (dit), Lipnitzky Boris  ©Lipnitzki/Roger-Viollet, © Succession Picasso, by Siae 2019 Picasso nell'atelier di Madoura, Vallauris,1947- Studio Lipnitzki (dit), Lipnitzky Boris ©Lipnitzki/Roger-Viollet, © Succession Picasso, by Siae 2019

BOLOGNA - L’attrazione di Picasso nei confronti della ceramica è nota, anche se è stato un interesse al quale il grande maestro diede seguito solo in età matura. Tante sono state le fonti dal quale Picasso trasse ispirazione per poi realizzare straordinari pezzi, attraverso i quali riuscì ad esprimere la sua  incontenibile creatività  e il suo insaziabile desiderio di sperimentazione e innovazione. 

La mostra faentina dal titolo  “Picasso, La sfida della ceramica”, a cura di Harald Theil e Salvador Haro con la collaborazione di Claudia Casali, intende analizzare le  fonti di ispirazione di Picasso, proprio a partire dai manufatti presenti nelle collezioni del MIC. Dalla ceramica classica (con le figure nere e rosse), ai buccheri etruschi, alla ceramica popolare spagnola e italiana, al graffito italiano quattrocentesco, all’iconografia dell’area mediterranea (pesci, animali fantastici, gufi e uccelli) fino alle terrecotte delle culture preispaniche esposte in mostra in un fertile e inedito dialogo con la produzione di Picasso. Una sezione in particolare è dedicata proprio al  rapporto tra Picasso e Faenza. Il MIC possiede infatti numerosi pezzi dell’artista, grazie anche all’opera del direttore  Gaetano Ballardini, fondatore del Museo faentino, che contattò Picasso a Madoura. Nel 1950 arrivò il primo piatto ovale raffigurante la Colomba della Pace, memento contro ogni guerra, espressamente dedicata al Museo di Faenza, le cui Collezioni d’arte ceramica erano andate distrutte nel corso del bombardamento alleato del maggio 1944. Altri piatti seguirono nel 1951 con teste di fauno e vasi dal sapore arcaico e archeologico e il grande vaso “Le quattro stagioni” (1951), graffito e dipinto, con la raffigurazione pittorica e morfologica di quattro figure femminili.

50 i pezzi esposti fino al 12 aprile 2020, integrati da documenti e fotografie, mai esposti, ed appartenenti all’archivio storico del MIC. Il ricco apparato didattico e fotografico è completato da un video storico di Luciano Emmer del 1954 (Picasso a Vallauris).

Vademecum

Dal 1 Novembre 2019 al 13 Aprile 2020
Faenza - Ravenna
MIC – Museo Internazionale delle ceramiche in Faenza
viale Baccarini 19
Orari: mar-ven ore 10-16; sab e dom 10-17.30
Biglietti: 14 euro intero, 10 euro ridotto
Info: +39 0546 697311
www.micfaenza.org

 

Ultima modifica il Sabato, 02 Novembre 2019 12:20


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