WEB-160x142.gif

Lunedì, 02 Dicembre 2019 11:19

De Nittis a Palazzo dei Diamanti di Ferrara

Scritto da 

Fino al 13 aprile 2020 una mostra inedita che intende rileggere la parabola creativa dell’artista, evidenziando l’originalità della sua arte e il suo modo audace di restituire la realtà attraverso tagli improvvisi, prospettive sorprendenti e una sapiente resa della luce e delle atmosfere

Giuseppe De Nittis , Flirt, Hyde Park (Accanto alla pista), 1874. Olio su tela - Collezione privata, cortesi Enrico Gallerie d’Arte Giuseppe De Nittis , Flirt, Hyde Park (Accanto alla pista), 1874. Olio su tela - Collezione privata, cortesi Enrico Gallerie d’Arte

FERRARA - De Nittis e la rivoluzione dello sguardo è la mostra ospitata a  Palazzo dei Diamanti di Ferrara, a cura di Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi, Hélène Pinet. Suddivisa in 11 sezioni, l’esposizione intende porre l’attenzione sull’originalità e la carica innovativa dell’arte del maestro di Barletta. Che si tratti di paesaggi assolati del sud Italia, di ritratti o delle affollate piazze di Londra e Parigi, De Nittis ha infatti lasciato una serie di istantanee che rappresentano il mondo nel suo apparire fugace e transitorio, partecipando attivamente a quel “nuovo sguardo” che ha aperto la strada alla modernità. 

Con un occhio comunque attento al mercato, De Nittis riesce a farsi interprete del gusto dell’epoca, attraverso un linguaggio sempre teso alla sperimentazione e affine a quello dei contemporanei parigini da Manet a Degas a Caillebotte. 

Formatosi nella cerchia della cosiddetta Scuola di Resìna di Firenze, un raggruppamento di artisti inclini alla sperimentazione e a diretto contatto con la natura, De Nittis si dimostra capace di una pittura ariosa, caratterizzata da composizioni originali e da una fattura pittorica scevra dagli artifici dell’accademia. Pur scegliendo Parigi come patria elettiva, De Nittis non taglia mai i legami con il suo paese natale. Torna in Italia più volte, trascorrendovi periodi più o meno lunghi per catturare “la prepotente luce del sud”, dando vita a quadri che restituiscono la sensazione della calura estiva. 

Rimane tuttavia un pittore molto versatile - come sottolineò  il critico Paul Mantz  - “Abile nel cogliere tutti gli aspetti e a fotografare tutti i particolari, il pittore del sole divenne di colpo il pittore della nebbia e delle atmosfere umide”. Questa versatilità di De Nittis si rivela in particolare nel restituire il genius loci dei luoghi elettivi della sua pittura: Londra e Parigi. 

Partecipa ai Salons ufficiali parigini, invitato dagli stessi Impressionisti, ma espone anche a  mostre indipendenti. I soggiorni londinesi, che lo impegnano dal 1874 al 1878, segnano un punto di svolta, sia in termini commerciali che iconografici e formali. De Nittis sperimenta nuove e più complesse composizioni dell’ambiente metropolitano, dando inizio  a una maniera “rinnovata e ampliata”, anche nei formati, imponendosi in breve tempo come il pittore della città moderna. 

De Nittis rimane inoltre profondamente influenzato dal “giapponismo”, da quel raffinato sintetismo, l’eleganza compositiva, i tagli insoliti e quasi fotografici che contraddistinguono quella cultura millenaria. 

Pittore di quadri all’aperto, negli ultimi anni della sua carriera De Nittis si cimenta anche con la pittura di interni, sperimentando soluzioni formali e luministiche distanti da quelle praticate en plein air.  Una delle sfide che impegnano il pittore è la resa della luce artificiale mediante arditi effetti di controluce. Si tratta di esperimenti analoghi a quelli condotti sul tema del caffè e del teatro dai cosiddetti “indipendenti”, come Manet e Degas il quale, qualche anno più tardi, si confronterà anche con il mezzo fotografico.

Alla fine stanco della frenesia cittadina e spossato dagli sforzi per dar vita a una produzione sempre più ambiziosa, De Nittis decide di trascorrere lunghi soggiorni nella residenza di campagna a Saint-Germain-en-Laye. Le ultime opere nate in quest’oasi di pace raccontano della ritrovata serenità del pittore che, lontano dalla mondanità delle serate parigine, desidera godere dell’intimità familiare.

La mostra, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, in collaborazione con il Comune di Barletta, nasce dal rapporto di interscambio culturale instauratosi tra due istituzioni civiche simili per storia e natura: il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e la Pinacoteca De Nittis di Barletta.

Vademecum

Palazzo dei Diamanti
corso Ercole I d'Este 21
Orari: tutti i giorni dalle 9 alle 19. Aperto anche 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio, Pasqua e Lunedì dell’Angelo
Info: +39 0532 244949
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.palazzodiamanti.it

 

Ultima modifica il Lunedì, 02 Dicembre 2019 12:31


WEB-250x300.gif

Flash News

Attualità*

© ARTEMAGAZINE - via degli Spagnoli, 24 00186 Roma - tel 06 8360 0145 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
Società editrice ARTNEWS srl via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio