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Mercoledì, 04 Dicembre 2019 11:02

A Matera “Trama doppia. Maria Lai, Antonio Marras”

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Un’esposizione  fortemente voluta da Marras che, da sempre, ha visto nell’artista sarda ''una compagna di viaggio, una musa, un'amica geniale affettuosa e custode dell'anima’’. La mostra è ospitata dall’8 dicembre al Museo nazionale d'arte medievale e moderna della Basilicata all'interno del seicentesco Palazzo Lanfranchi 

Maria Lai e Antonio Marras, Alghero, 2003 ©Daniela Zedda Maria Lai e Antonio Marras, Alghero, 2003 ©Daniela Zedda

MATERA - Matera, la città dei Sassi, ospita dall’8 dicembre, nell’ambito del programma culturale della Capitale Europea della Cultura, la mostra “Trama doppia. Maria Lai, Antonio Marras” . 

Si tratta di un’esposizione fortemente voluta da Marras, che l'ha ideata insieme a Francesco Maggiore e che, da sempre, ha visto in Maria Lai  (1919-2013) ’’una compagna di viaggio, una musa, un'amica geniale affettuosa e custode dell'anima''.

Il percorso espositivo propone oltre 300 opere, tra cui alcuni lavori inediti della grande artista sarda, selezionati dall'archivio personale di Antonio Marras e dall'Archivio Maria Lai, in dialogo con opere e installazioni di Marras e con opere realizzate da entrambi a quattro mani. 

Il legame tra  Lai e Marras ha radici profonde: è stata proprio l’artista sarda a sostenere per prima le opere di Antonio Marras.  Inoltre il loro “fare” è accomunato dalla volontà e capacità di ridare vita a scarti e frammenti, donando nuovi significati a oggetti dismessi. “La cosa che più mi appassiona e mi interessa - spiega infatti Marras - è dar voce a degli elementi che apparentemente sono muti e forse colpiscono solo me, ma poi lavorandoci cerco di creare un linguaggio perché questa ispirazione diventi cosa reale e si traduca negli ‘oggetti’ che mostro…”.

Sia Marras che Lai compiono dunque un processo che è vero e proprio “atto di creazione”, seguendo l’assioma che Lai sintetizza in queste parole: “L’uomo ha bisogno di mettere insieme il visibile e l’invisibile perciò elabora fiabe, miti, leggende, feste, canti, arte” (1999).

La mostra indaga quindi in primo luogo il rapporto umano e artistico tra queste due grandi figure che hanno trovato nel “fare insieme”, spesso lavorando con le mani, la cifra di un'intesa speciale che si riverbera ben oltre la produzione di opere. 

“L’incontro con Maria Lai - sottolinea ancora Marras - è stata una vera e propria svolta. Con lei ho sempre avuto un rapporto speciale, una sintonia di interessi e di idee che continuano a vivere, immutati. Un dialogo ininterrotto. Maria Lai è stata una presenza straordinaria nella mia vita”. 

A testimonianza di questo profondo legame, in mostra sono anche esposte alcune fotografie di Daniela Zedda. 

La mostra, coprodotta, organizzata e coordinata dal Polo Museale regionale della Basilicata, e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, sarà visitabile fino all’8 marzo 2020. 

Ultima modifica il Mercoledì, 04 Dicembre 2019 11:25


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