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Lunedì, 16 Dicembre 2019 12:37

Il genio immortale di Fellini celebrato in una mostra a Rimini

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Aperta il 14 dicembre, l’esposizione dedicata al grande regista, ideata e progettata da Studio Azzurro e allestita nelle sale di Castel Sismondo, è stata già vista da oltre quattromila visitatori

Federico Fellini sul set del film Amarcord. Roma, Cinecittà, 1973 © Biblioteca civica Gambalunga | Davide Minghini Federico Fellini sul set del film Amarcord. Roma, Cinecittà, 1973 © Biblioteca civica Gambalunga | Davide Minghini

RIMINI - La mostra “Fellini 100 Genio immortale” è stata inaugurata sabato 14 dicembre 2019, alla presenza del sindaco di Rimini Andrea Gnassi, del presidente della Regione Stefano Bonaccini, del paroliere e produttore discografico Mogol, della stilista Alberta Ferretti, della giornalista e nipote del maestro Francesca Fabbri Fellini. 

Il grande regista viene celebrato a 100 anni dalla sua nascita con una serie di iniziative, di cui la mostra a  Castel Sismondo è uno degli eventi clou. Progettata da Studio Azzurro di Milano, l’esposizione arriverà anche a Roma il prossimo aprile 2020 a Palazzo Venezia, per poi varcare i confini nazionali con esposizioni a Los Angeles, Mosca Berlino.  

La mostra, che resterà aperta fino al 15 marzo 2020, ruota attorno a tre nuclei di contenuti, nella cornice di un allestimento scenografico innovativo: il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni Venti-Trenta per passare poi al dopoguerra e finire agli anni Ottanta attraverso l’immaginario dei film di Fellini.  Il secondo nucleo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no. Infine il terzo nucleo sarà dedicato alla presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini. 

La Mostra presente tanto materiale inedito con lo scopo di restituire al visitatore l’immaginario felliniano. Una sezione presenta il materiale del Fondo Nino Rota, il celebre compositore che ha collaborato con Fellini su molti film. In particolare viene esposta, per la prima volta, una serie di taccuini originali sui quali Rota appuntava le indicazioni del Maestro sulla musica che avrebbe dovuto accompagnare ed esaltare le sue scelte registiche. Tra i materiali inediti anche  la primissima sceneggiatura di quello che poi sarebbe diventato Amarcord, intitolato “Il borgo”, in una prima stesura, e la sceneggiatura di Otto e mezzo di proprietà di Lina Wertmuller, che fu assistente alla regia di Federico Fellini proprio in quel film.

In esposizione anche gli  abiti di moda ecclesiastica di Roma accanto ai costumi del Casanova, per i quali lo scenografo Danilo Donati ottenne l’Oscar. Sempre dal set di Casanova, è in mostra il ciak originale, uno dei prestiti della Fondazione Fellini di Sion, con la quale il Comune di Rimini ha siglato un protocollo di intesa. Altri prestiti provenienti dall’archivio fotografico di Elisabetta Catalano e dalle collezioni private di due maestri della fotografia, come Tonino Delli Colli e Giuseppe Rotunno, riempiono  le sale dedicate ai compagni di viaggio di Fellini, mentre le immagini di brani di repertorio dell’Istituto Luce e di Teche Rai scorrono accanto alle sequenze dei film del regista riminese. Dall’archivio dell’Associazione Tonino Guerra  provengono materiali inediti appartenuti al poeta, scrittore e sceneggiatore nato a Santarcangelo nel 1920, testimonianza di un incontro umano e professionale che ha segnato il cinema e la cultura italiana. 

L’appuntamento del centenario è anche l’occasione per porre le fondamenta del Museo Internazionale Federico Fellini. Un'esposizione permanente che aprirà a dicembre 2020 con l'ambizione di diventare per il pubblico di tutto il mondo il luogo dove poter incontrare e riscoprire l’universo inimitabile di Federico Fellini. 

Si tratta di un progetto ambizioso, che, nel mescolare poesia e tecnologia, intende restituire tutto quello che il cinema ha voluto essere fin dalla sua origine e che i film di Fellini esprimono nel modo più compiuto. Il Museo Fellini ruoterà intorno a tre poli: Castel Sismondo, la rocca del Quattrocento al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; Palazzo Valloni, un edificio di origine settecentesca recentemente restaurato, mentre  il terzo e ultimo asse è costituito da una grande area urbana, una vera e propria Piazza dei Sogni, che, attraverso un percorso di installazioni e scenografie felliniane, farà non solo da tessuto connettivo, ma da creativo ‘fil rouge’ tra questi due edifici dallo straordinario valore architettonico e simbolico. 

“Questa mostra, dedicata al genio immortale di Federico Fellini, è il primo passo di un traguardo ambizioso – ha dichiarato il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi - Quello che vuole restituire l’universo creativo e umano del Maestro riminese attraverso la chiave primaria dell’immaginazione, che attraversa ogni tempo, e che si nutre permanentemente di tradizione e modernità. Il Museo Internazionale Federico Fellini, che aprirà i suoi battenti a Rimini nel 2020, centenario del Maestro, e che ospiterà in collezione permanente anche l’esposizione che presentiamo oggi, ha il dichiarato obiettivo di non essere una sequenza di teche. Semmai un luogo visionario in continuo divenire, dove la ricerca, l’approfondimento, l’apporto incessante di arte e artisti di ogni Paese si combini con l’innovazione, la tecnologia, per esaltare non soltanto la memoria ma l’eredità di Fellini”.

Per l’Assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti: "Federico Fellini rappresenta uno dei punti più alti della filmografia mondiale ed è senza dubbio  uno dei personaggi più riconosciuti a rappresentare l'estro e la genialità dell'Italia e dell'Emilia-Romagna nel mondo. La mostra sull'opera del Maestro, ricca di elementi suggestivi e multimediali, dalla riproduzione dei set dei film al Libro dei sogni, è il primo passo di un esteso programma celebrativo che si svolgerà lungo tutto il 2020”.

Ultima modifica il Lunedì, 16 Dicembre 2019 12:42


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