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Giovedì, 26 Dicembre 2019 10:57

Raffaello, una mostra epocale alle Scuderie del Quirinale per i 500 anni dalla scomparsa

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L’esposizione, che si terrà  dal 5 marzo al 2 giugno 2020, costituisce l'apice delle celebrazioni mondiali e l'evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale appositamente istituito dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci

Raffaello, Madonna del Granduca - 1504 circa - particolare Raffaello, Madonna del Granduca - 1504 circa - particolare

ROMA - Le Scuderie del Quirinale di Roma, con ben duecento capolavori tra dipinti, disegni ed opere di confronto, celebrano Raffaello Sanzio a 500 anni dalla sua scomparsa, avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 all'età di appena 37 anni.
Si tratta di una maxi esposizione intitolata semplicemente  "Raffaello”, a cura di Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro, realizzata dalle Scuderie del Quirinale, in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi nelle quali, come ricorda  il direttore Eike Schmidt, “si concentra il più grande numero di dipinti e disegni” del Maestro urbinate. 

"La mostra di Raffaello, realizzata in collaborazione scientifica e di prestiti con gli Uffizi - sottolinea il presidente e ad Ales Scuderie del Quirinale, Mario Di Simoni - è la dimostrazione di quanto sia corretta la collocazione delle Scuderie del Quirinale in stretto collegamento con il grande sistema dei musei statali. È il coronamento ideale dei vent'anni di apertura al pubblico delle Scuderie del Quirinale".

La mostra vanta un autorevole comitato scientifico presieduto da Sylvia Ferino, che ha affiancato e approfondito il lavoro del team curatoriale, stimolando un dialogo fruttuoso tra gli specialisti del settore più accreditati al mondo, come Nicholas Penny (già direttore National Gallery di Londra), Barbara Jatta (direttore Musei Vaticani), Dominique Cordellier (Musée du Louvre), Achim Gnann (Albertina, Vienna), Alessandro Nova (Kunsthistorisches Institut, Firenze).

L’esposizione, che trova ispirazione in particolare nel periodo romano di Raffaello, attraverso un nutrito corpus di opere, mai viste in così gran numero tutte insieme, ricostruisce con ricchezza di dettagli tutto il complesso e articolato percorso creativo del Maestro.

Verranno esposte creazioni amatissime e celebri. Sono circa 50 (di cui 40 dello stesso Raffaello) quelle provenienti dalle  Gallerie degli Uffizi, il cui contributo è stato determinante.  Altri prestiti arrivano, per quanto concerne l’Italia, dalle  Gallerie Nazionali d'Arte Antica, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Fondazione Brescia Musei. Dall'estero, oltre ai Musei Vaticani, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado, la National Gallery of Art di Washington, l'Albertina di Vienna, il British Museum, la Royal Collection, l'Ashmolean Museum di Oxford, il Musée des Beaux-Arts di Lille. 

Tra le opere esposte la Madonna del Granduca delle Gallerie degli Uffizi, la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l'Autoritratto con amico dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado, la celebre Velata  sempre dagli Uffizi.

"La mostra su Raffaello  - afferma il ministro Dario Franceschini  - è una grande mostra europea che raccoglie capolavori mai riuniti finora. Il giusto modo per celebrare la grandezza e la fama di un artista universale a 500 anni dalla sua morte. La prestigiosa esposizione alle Scuderie del Quirinale, che come quella dedicata a Leonardo al Louvre vede la collaborazione dei più grandi musei italiani e internazionali, permetterà al pubblico di ammirare un corpus considerevole di opere di Raffaello".

Per  Eike Schmidt la rassegna offre “una nuova, approfondita visione di Raffaello, specialmente per il periodo in cui l'artista visse a Roma”. Non a caso si svolge nella capitale. “Roma - sottolinea il direttore degli Uffizi - non è solo una tappa biografica dell'artista, ma il simbolo della dimensione nazionale della sua arte e del suo pensiero".


Ultima modifica il Giovedì, 26 Dicembre 2019 11:04


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