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Mercoledì, 08 Gennaio 2020 10:56

Chiude con 155mila visitatori la mostra “Anthropocene” al MAST di Bologna

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L’esposizione multimediale, che esplora gli effetti delle attività umane sul Pianeta, era stata  pianificata per 4 mesi,  è invece rimasta aperta 8 mesi,  dal 16 maggio 2019 al 5 gennaio 2020, senza mai registrare un calo del numero di presenze

 Edward Burtynsky Dandora Landfill #3, Plastics Recycling, Nairobi, Kenya 2016 photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto Edward Burtynsky Dandora Landfill #3, Plastics Recycling, Nairobi, Kenya 2016 photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto

BOLOGNA - Si è conclusa con grande successo di pubblico la mostra Anthropocene”, frutto della collaborazione quadriennale tra il fotografo Edward Burtynsky e i registi Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, allestita per la prima volta in Europa, al MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) di Bologna. L’esposizione è stata co-curata da Urs Stahel, che cura sia la PhotoGallery sia la collezione di Fondazione MAST, Sophie Hackett e Andrea Kunard rispettivamente curatrici della Fotografia dell'Art Gallery of Ontario di Toronto e della National Gallery of Canada di Ottawa.

In totale sono stati 155.000 i visitatori della mostra multimediale, che è stata una mèta anche per le scuole di Bologna, dell’Emilia-Romagna e non solo: 15.500 gli studenti coinvolti, soprattutto di istituti secondari di primo e secondo grado, che hanno effettuato 600 visite guidate curate dai mediatori culturali della Fondazione MAST. Per i più piccoli e per le famiglie sono state organizzate attività didattiche specifiche tra cui workshop e proiezioni.

È  stato   parte  integrante   della   mostra   il    pluri-premiato   film “Anthropocene: the Human Epoch” (ANTHROPOCENE: l’Epoca Umana), codiretto dai tre artisti e narrato dal premio Oscar Alicia Vikander. Terzo capitolo di una trilogia che include Manufactured Landscapes (2009) e Watermark (2013), il film testimonia un momento critico nella storia geologica del pianeta, proponendo una provocatoria e indimenticabile esperienza dell’impatto e della portata della nostra specie. Il film, che è stato proiettato tutti i giorni al MAST Auditorium, è distribuito in Italia da Fondazione Stensen e Valmyn.

La mostra è stata inoltre completata dai MAST. Dialogues on Anthropocene”: 77 tra talk, incontri e proiezioni (quest’ultime in collaborazione con Cineteca di Bologna, Human Right Nights e Fondazione Stensen). Appuntamenti gratuiti aperti al pubblico con scienziati, antropologi ed esperti, dedicati all’ambiente e al cambiamento climatico.

Ci dispiace salutare Anthropocene alla Fondazione MAST - dichiarano Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal and Nicholas de Pencier -. Siamo molto grati alla signora Seràgnoli, a Urs Stahel e a tutto il team del MAST per aver dato vita alla mostra, a Bologna, in un modo così incredibile. Ci fa sperare sapere che questo progetto abbia avuto  un grande  impatto  su  visitatori  di  tutte le  età e  che  continuerà  a  far  crescere  la  consapevolezza  su temi diventati urgenti in tutto il mondo”.

"Anthropocene - spiega Urs Stahel  era stata pianificata per 4 mesi ed è durata 8 mesi, senza mai registrare un calo del numero di visitatori. Le  code  per  visitarla  si  sono  allungate  sempre  di  più  nelle  ultime  settimane  e  negli  ultimi  giorni. Stupefacente, sorprendente e inaspettato. Un anno fa immaginavamo che il tema del clima sarebbe diventato sempre più dominante, ma in pochi mesi tutto è cambiato: è arrivata Greta, sono iniziate le manifestazioni Friday for Future e nell’opinione pubblica è cresciuta la consapevolezza sui temi legati all’ambiente al cambiamento climatico, che sono al centro della mostra e del film”. 

Anthropocene  ha debuttato in  Canada nell’autunno  del  2018 con il film  “Anthropocene:  The Human Epoch” proiettato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e con la mostra allestita in contemporanea all’Art Gallery of Ontario di Toronto (AGO) e alla National Gallery of Canada di Ottawa (NGC) organizzata in partnership con la Fondazione MAST. La mostra si sposta ora al Museo Marittimo e della Tecnologia di Malmö, in Svezia, dove inaugurerà il 15 febbraio 2020.

www.mast.org

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 08 Gennaio 2020 11:15



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