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Giovedì, 23 Gennaio 2020 13:20

Un inedito Salvator Mundi dell’atelier di Leonardo al Castello Sforzesco di Milano

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Una piccola ma originale mostra ospitata, dal 24 gennaio al 19 aprile 2020, presso la Sala dei Ducali e curata da Pietro C. Marani e Alessia Alberti, presenta per la prima volta al pubblico un foglio ri-scoperto, affiancandolo ad altre opere del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco e ad importanti prestiti dallaVeneranda Biblioteca Ambrosiana

Testa di Cristo, dipinto di Gian Giacomo Caprotti detto Andrea Salai (1480 – 1524), olio su tavola, cm 57.5 x 37.5 © Veneranda Biblioteca Ambrosiana - particolare Testa di Cristo, dipinto di Gian Giacomo Caprotti detto Andrea Salai (1480 – 1524), olio su tavola, cm 57.5 x 37.5 © Veneranda Biblioteca Ambrosiana - particolare

MILANO  - Dopo le iniziative legate al programma “Leonardo mai visto” al Castello Sforzesco di Milano, che hanno coinvolto più di  300mila visitatori, viene ora ospitata, nella Sala dei Ducali,  la mostra “L’atelier di Leonardo e il Salvator Mundi”.

Si tratta di un’esposizione che riserva al pubblico una serie di interessanti sorprese, risultato di uno studio su un foglio custodito presso il Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, mai esposto prima d’ora  e attribuito con certezza alla bottega di Leonardo.  Il disegno, entrato nelle collezioni civiche nel 1924  e restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze,  è affiancato in mostra ad altre opere del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco e ad importanti prestiti dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

“Una piccola ma originale e stimolante mostra - spiega Marani - che evidenzia l’elaborazione del Salvator Mundi all’interno dell’atelier di Leonardo intorno al 1510-13 e le modalità di copia dei suoi disegni anatomici da parte degli allievi. Questa esposizione aggiungerà nuovi elementi alla fortuna cinquecentesca del Salvator Mundi in ambito lombardo grazie alla presenza di alcuni fogli inediti delle collezioni del Castello Sforzesco”.

“Con l’atelier di Leonardo e il Salvator Mundi – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – il palinsesto per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci si arricchisce di una nuova occasione per conoscere e apprezzare la straordinarietà dell’opera del genio vinciano e della sua cerchia. Siamo orgogliosi dell’enorme lavoro di ricerca e valorizzazione del patrimonio milanese di opere leonardesche che stiamo portando avanti e della risposta di pubblico che queste celebrazioni stanno riscuotendo”.

Il disegno 

Il disegno, esposto all'interno di una teca per consentire la visione da entrambi i lati, presenta sul recto figure copiate da studi anatomici di Leonardo risalenti a diverse epoche, dal 1487 circa al 1510-13. Sul verso una scritta a matita nera o carboncino rimanda a uno dei dipinti più dibattuti di Leonardo: “SALV<A>TOR MUNDI”.

Forse si tratta di un primo abbozzo per un’epigrafe o una scritta esplicativa da includere eventualmente nel dipinto del “Salvator Mundi” a cui Leonardo stava lavorando proprio intorno al 1510-13 circa. È questa l’epoca a cui possono perciò risalire anche alcune delle repliche del “Salvator Mundi”.

Attorno al disegno sono esposti, con riferimento ai soggetti sviluppati sul recto, studi cinquecenteschi di anatomia, mentre per il soggetto a cui rimanda la scritta sul verso l’accostamento che si propone è con la variante del Salvator Mundi dipinta nel 1511 dall’allievo di Leonardo Gian Giacomo Caprotti detto Salaì e oggi conservata alla Pinacoteca Ambrosiana.

Ultima modifica il Venerdì, 24 Gennaio 2020 10:02


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