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Venerdì, 31 Gennaio 2020 17:18

Van Eyck, una mostra unica al Museo delle Belle Arti di Gand. Le foto

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Dal 1 febbraio al 30 aprile 2020, per la prima volta,  è possibile ammirare da vicino la maestria di Jan van Eyck in quella che è la più grande esposizione mai dedicata a questo genio della pittura

Gallery view with Hubert and Jan van Eyck, Ghent Altarpiece (St John the baptist and the evangelist), 1432 (St-Bavo's Cathedral Ghent) (c) MSK Ghent, photography David Levene Gallery view with Hubert and Jan van Eyck, Ghent Altarpiece (St John the baptist and the evangelist), 1432 (St-Bavo's Cathedral Ghent) (c) MSK Ghent, photography David Levene

GAND - Si intitola Van Eyck. Una rivoluzione ottica la mostra ospitata al Museo delle Belle Arti di Gand (MSK) che riunisce più della metà dei capolavori, tra dipinti e disegni di Jan van Eyck (ca. 1390-1441). Assieme alle opere del grande pittore fiammingo è possibile ammirare quelle della sua bottega, copie di quadri del maestro ormai scomparsi, oltre  a più di 100 altri capolavori. 

Il cuore dell’esposizione è costituito sicuramente dagli otto pannelli del polittico dell’Agnello mistico (1432) di Hubert e Jan van Eyck. Tra il 2012 e il 2016, questi pannelli sono stati restaurati all’interno del museo dall’Istituto statale per la tutela del patrimonio artistico (KIK). Gli straordinari risultati dell’intervento hanno riportato le opere al loro originario splendore, consentendo di vederle oggi  in “modo nuovo”. 

Eccezionalmente i pannelli, insieme ai dipinti di Adamo ed Eva ancora da restaurare, vengono esposti come dipinti singoli al di fuori della cattedrale di San Bavone. Sono stati sistemati all’altezza dello sguardo, è quindi la prima e ultima volta che il visitatore potrà arrivare così vicino al lavoro del maestro fiammingo.

Il percorso espositivo si dipana in 13 sale, restituendo anche uno spaccato della lussuosa ed itinerante corte borgognona dei Paesi Bassi. Dopo la contestualizzazione nel mondo del XV secolo e la nascita dell’opera di Van Eyck, il visitatore si potrà immergere nella ricchezza e nei dettagli magistralmente resi dalla sua rivoluzione ottica. 

La grandezza di Jan van Eyck emerge anche grazie a un eccezionale insieme di circa 140 pannelli dipinti, miniature, disegni e sculture.

Passando da una sala all’altra è possibile comprendere come Van Eyck non fosse un semplice “pittore”, ma un artista più complesso e dotato di grande cultura. Possedeva senz’altro anche le conoscenze che gli permisero di portare avanti la sua rivoluzione ottica, qui analizzata da tre punti di vista: la tecnica della pittura a olio, l’osservazione del mondo e la rappresentazione degli effetti luminosi. 

Prima di Van Eyck, la pittura a olio era un metodo poco pratico da utilizzare; solo più tardi si riuscì ad aggiungere delle sostanze essiccanti che riducevano il tempo di asciugatura e rendevano più malleabile le vernici a olio. Ed è esattamente ciò che fece Van Eyck, tanto da essere definito da Giorgio Vasari nel 1550 l’inventore della pittura a olio. 

L’attenta osservazione del mondo da parte di Van Eyck è l’altro elemento cardine della sua arte. La maestria che il pittore dimostra nel riprodurre minuziosamente i più piccoli dettagli e renderli quasi tangibili non era mai stata vista prima e rimane ancora oggi sorprendente.

Il terzo aspetto che caratterizza la sua rivoluzione ottica è costituito dalla sua capacità di rappresentazione degli effetti luminosi. Nella bottega di un artista di quei tempi non era possibile avere un’illuminazione costante, perché il pittore dipendeva dalla luce del sole o da quella delle candele. Al minimo cambiamento delle condizioni di illuminazione cambiavano anche le caratteristiche ottiche. Si ipotizza dunque che Van Eyck non si basasse solo sull’osservazione diretta, ma che avesse anche a disposizione conoscenze specifiche sul funzionamento della luce. Le persone, gli utensili e gli interni in Van Eyck acquistano infatti tridimensionalità grazie alla luce che li colpisce o proprio a causa dell’assenza di luce sulle parti in ombra. 

In mostra il pubblico avrà inoltre la possibilità di ammirare alcune opere restaurate per l’occasione. Oltre ai pannelli dell’Agnello Mistico, sono  tre le opere di Van Eyck che sono state oggetto di restauro: “Ritratto di uomo” (Léal Souvenir di Timoteo), proveniente dalla National Gallery di Londra, “Ritratto di Baudouin de Lannoy”, proveniente dalla Gemäldegalerie di Berlino e il “Libro d’ore Torino-Milano”, proveniente dal Museo Civico d’Arte Antica/Palazzo Madama di Torino, che contiene le uniche due miniature ancora esistenti realizzate da Van Eyck. 

Questa prestigiosa esposizione è anche il punto di partenza del festival cittadino “OMG! Van Eyck was here”, con il quale la città di Gand celebra il suo maestro più importante per tutto il 2020. 

La rassegna è accompagnata da un  catalogo omonimo, che contiene diciannove saggi di esperti nazionali e internazionali. Un focus aggiuntivo è il dialogo tra l’opera di Van Eyck e altre discipline, come la scultura, la miniatura e l’oreficeria. Infine, l’attenzione si concentra sugli artisti di altri paesi europei e sulla loro relazione con la rivoluzione ottica di Van Eyck.

 

Ultima modifica il Sabato, 01 Febbraio 2020 10:56
Redazione

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