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Venerdì, 22 Maggio 2020 17:38

Riapre dopo l’emergenza Covid19 la mostra "Carceri d'Invenzione" di Piranesi alla Galleria d’arte del Ridotto di Cesena. Video

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Una “piccola ma preziosissima” esposizione dedicata al grande incisore e architetto veneziano, curata da Luigi Ficacci, e arricchita dalla presenza di una sala “immersiva”, realizzata grazie al contributo e alla tecnologia del Laboratorio PERCRO dell’Istituto TECIP della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Carcere X. Capriccio con gruppo di prigionieri  da Carceri d’Invenzione, c. 1761   acquaforte e bulino  Collezione privata  Prison X. Capriccio with a group of prisoners  from Carceri d’Invenzione, c. 1761  etching and engraving  Private collection Carcere X. Capriccio con gruppo di prigionieri da Carceri d’Invenzione, c. 1761 acquaforte e bulino Collezione privata Prison X. Capriccio with a group of prisoners from Carceri d’Invenzione, c. 1761 etching and engraving Private collection

CESENA - Riapre dopo il lockdown dovuto all’emergenza  Covid19, nel rispetto delle disposizioni definite dalla Circolare 26/2020 del Ministero per i beni e per le attività culturali e per il turismo, la  mostra Piranesi. Carceri d’Invenzione. 

Ideata e organizzata da MetaMorfosi Associazione Culturale e curata da Luigi Ficacci, già soprintendente di Lucca e Massa Carrara, attualmente direttore dell’ICR, Istituto per la Conservazione e il  Restauro a Roma, la mostra “Piranesi. Carceri d’invenzione” presenta un  nucleo di 16 opere dell’incisore e architetto veneziano, Giovanni Battista Piranesi, detto anche Giambattista (Mogliano Veneto 1720 – Roma 1778).  

Si tratta di incisioni, che pur rivelando l’influenza dei recenti Capricci all’acquaforte di Giovanni Battista Tiepolo, così come dell’estro delle acqueforti di Canaletto e dei dipinti capricciosi di Marco Ricci, denotano una straordinaria libertà di immaginazione e di vitalità compositiva, in grado di gettare  le basi della modernità e raggiungere diversi ambiti di espressione artistica, non solo nelle arti visive (si pensi alle intricate prospettive di Escher), ma anche in letteratura (Baudelaire, Victor Hugo, Marguerite Yourcenar), in architettura (le utopie architettoniche di Gropius e del Bauhaus) e nella cinematografia (Ejzenštein, nei film Metropolis o Matrix).

L’edizione completa della serie delle Carceri, 13 tavole più frontespizio, fu stampata dal libraio Giovanni Bouchard, col titolo Invenzioni Capric. di Carceri all'acqua forte datte in luce da Giovani Buzard in Roma Mercante al Corso, in una data ipotizzabile intorno al 1749/50.

E’invece del 1761 una seconda edizione di tavole originali con nuove incisioni, dal titolo Carceri d'invenzione di G. Battista Piranesi archit. vene, ed è proprio questa ad essere esposta  a Cesena. 

“Il carcere, soggetto immaginario protagonista della serie, consente a Piranesi di indagare il libero spazio della fantasia architettonica e dell’estro e si lascia formare dal flusso dei contenuti profondi dell’espressione – spiega Luigi Ficacci - Si trasforma allora in problema flagrante dell’esistenza, quale condizione dell’identificazione della lotta tra individuo e mondo, tra interiorità soggettiva e realtà oggettiva esteriore. La centralità della fantasia e la libertà dell’intaglio, emulo della sensibilità e volatilità dello schizzo a penna o a lapis, sono però fondate e veritiere. Opposto di un’arbitrarietà che produrrebbe illusorietà e falsità delle immagini, le Carceri sono l’opera dove l’immaginario è imposto come forma di pensiero, alternativo a quello logico, ma dotato dello stesso rigore e della stessa esattezza”.

L’itinerario espositivo è ulteriormente arricchito dalla presenza di una sala “immersiva”,  realizzata grazie al contributo e alla tecnologia del Laboratorio PERCRO, dell’Istituto TECIP della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, nella quale sono ri-create tridimensionalmente le celebri prigioni, svelando il progetto “architettonico” nascosto dietro i tratti di Piranesi “artista”. Ad ampliare e completare l’esperienza percettiva del visitatore anche un sottofondo sonoro appositamente realizzato per la mostra. 

“MetaMorfosi con questa piccola ma preziosissima mostra – sottolinea Pietro Folena, Presidente dell’Associazione MetaMorfosi che organizza l’evento -, propone un’esperienza emozionante attorno alle opere di Piranesi più celebrate nell’ultimo secolo. Emozionante per la qualità del lavoro dell’artista veneto - qui rappresentato nella sua migliore edizione -, con quei tratti visionari e fantastici che collegano il secolo dei lumi con percezioni notturne e oniriche che avranno fortuna alla fine del XIX° secolo e nel Novecento, e emozionante per la magnifica elaborazione digitale realizzata per noi dall’eccellenza italiana del Sant’Anna di Pisa, che fa diventare progetto architettonico un capriccio di fantasia. Sono lieto che nella città della Malatestiana, dove l’anno scorso MetaMorfosi organizzò la mostra dei Quaderni del Carcere di Antonio Gramsci, grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale produciamo un evento originale, per la prima volta in Italia” - conclude Folena.

Vademecum

Piranesi. Carceri d’invenzione
Galleria del Ridotto – Cesena
nuova apertura: dal 22 maggio al 14 giugno 2020
Orari:
Venerdì 16.00 - 19.00
Sabato e domenica e festivi 10.30 - 12.30 e 16.00 - 19.00

Ultima modifica il Venerdì, 22 Maggio 2020 17:58


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