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Mercoledì, 27 Maggio 2020 19:21

Palazzo Pitti riparte dall’arte di Giovanna Garzoni. Foto

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Dal 28 maggio al 28 giugno la mostra "La grandezza dell'universo nell'arte di Giovanna Garzoni” è accolta negli spazi dell'Andito degli Angiolini. Bloccata dal lockdown scattato a marzo, l’esposizione diventa  il simbolo del ritorno alla vita normale, dopo una chiusura di quasi tre mesi dovuta al Covid-19

Giovanna Garzoni (Ascoli Piceno 1600 – Roma 1670) Cagnolina con biscotti e una tazza cinese circa 1648 tempera su pergamena, cm 27,5 x 39,5  firmato nell'angolo in basso a destra: “Giovanna Garzoni F.” Firenze, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, Galleria Palatina Giovanna Garzoni (Ascoli Piceno 1600 – Roma 1670) Cagnolina con biscotti e una tazza cinese circa 1648 tempera su pergamena, cm 27,5 x 39,5 firmato nell'angolo in basso a destra: “Giovanna Garzoni F.” Firenze, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, Galleria Palatina

FIRENZE - "La grandezza dell'universo nell'arte di Giovanna Garzoni”, una mostra a cura di  Sheila Barker  che presenta circa 100 opere, tra dipinti, miniature su pergamena (il supporto prediletto dalla Garzoni), disegni, oltre ad un grande paliotto a tema floreale di oltre 4 metri di lunghezza, accompagnate e poste in dialogo con porcellane antiche, avori e bronzi rinascimentali. 

Si tratta della prima  monografica dedicata alla pittrice barocca di origini marchigiane, con  la quale le Gallerie degli Uffizi avrebbero voluto celebrare una grande figura femminile nella ricorrenza della Festa della Donna per il 2020. Ora, dopo il  lockdown dovuto al Covid-19, la mostra diventa  il simbolo del ritorno alla vita normale. 

Giovanna Garzoni visse presso le corti di Venezia, a Torino, a Firenze con i Medici, quindi a Napoli, in Francia, dove ebbe modo di realizzare il ritratto del Cardinale Richelieu (presente in mostra) e persino in Inghilterra, alla corte di Carlo I, come provano i documenti per la prima volta esposti nell'ambito di questa rassegna. Fu amica di un'altra grande eroina del '600, Artemisia Gentileschi, con cui condivise viaggi ed esperienze e che costituì per lei, più giovane di alcuni anni, un modello a cui ispirarsi.

Protagonista nella cultura del suo tempo, divenne ben presto nota e apprezzata in tutta Europa in particolare per la rappresentazione di nature morte con oggetti esotici e soggetti tratti dal mondo vegetale ed animale. 

In mostra, il vasto corpus dei lavori dell'artista, di proprietà del Gabinetto Stampe e Disegni degli Uffizi, è impreziosito da una serie di prestiti da collezioni private, da musei nazionali ed esteri ed esemplifica l'arco creativo di tutta la sua carriera. Da segnalare, in particolare, le preziose miniature floreali con vasi di foggia cinese e conchiglie provenienti da paesi tropicali e le tante nature morte ''ma anche vive'' con frutta, piante esotiche e piccoli animali di ogni genere (dagli insetti rappresentati nella loro infinita varietà, a lumache, uccelli e cavallette), fino ad arrivare all'opera simbolo della mostra, la celebre Canina (piccolo cane) inglese raffigurata su un tavolo accanto ad una tazza cinese e ad alcuni biscotti. 

Di sicuro impatto, poi la particolarità dell'Autoritratto della giovane Garzoni nei panni del dio Apollo, realizzato dalla pittrice appena ventenne, e la insolita miniatura del principe etiope Zaga Christ, ritratto quando Giovanna si trovava alla Corte dei Savoia.

Infine, non poteva mancare un omaggio a Raffaello, proprio mentre a Roma alle Scuderie del Quirinale è in corso la grande mostra per il cinquecentenario della morte dell'Urbinate: nell'andito degli Angiolini è esposta infatti anche la copia in miniatura dipinta dalla Garzoni nel 1649 della Madonna della Seggiola, già al tempo pezzo di punta della collezione medicea e tuttora visibile nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti.

"Giovanna Garzoni  - spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt - era una donna che spesso si trovò a lavorare e dipingere con e per altre donne, e questi episodi di sororità contribuirono in parte - ma sempre positivamente - alle sue scelte e agli esiti del suo lavoro. Indipendentemente da questo la Garzoni riuscì da sola, con le proprie forze e il proprio ingegno, tramite un'accorta politica di autopromozione e un'intelligente flessibilità nel muoversi tra le corti italiane ed europee del tempo, a farsi valere e a creare, anche nel nascente genere della natura morta, un linguaggio originale e profondamente poetico. Nuovi studi e scoperte hanno reso maturi i tempi per la mostra monografica di quest'anno, che contempla la produzione dell'artista lungo tutto l'arco della carriera. Il percorso, in questo caso, non è esclusivamente concentrato sulle nature morte e include opere diverse e oggetti che rievocano quelli riprodotti nei dipinti, dove la resa pittorica vibrante conferisce ai soggetti vitalità eterna, siano essi i personaggi eleganti dei ritratti o le meraviglie della natura. Gli eventi di quest'anno hanno fatto sì che fosse proprio l'arte della Garzoni a sancire la rinascita della Reggia dei Granduchi dopo un lungo momento di buio e silenzio".

"L'obiettivo di questa esposizione  - sottolinea la curatrice  - è di mostrare lo straordinario respiro geografico della Garzoni, e, allo stesso tempo, illustrarne la visione artistica penetrante, mozzafiato. Il suo punto di partenza è sempre il cuore, il fulcro delle persone e delle cose, che poi vengono sottoposti ad una analisi quasi microscopica. In particolare, Giovanna Garzoni rivolse la sua attenzione agli oggetti esotici presenti nelle collezioni dei suoi committenti, organizzandoli in composizioni che parlavano del cosmopolitismo in crescita nella vita delle corti europee e della intensa circolazione di merci in tutto il mondo durante questo particolare momento storico di primissima globalizzazione".

L'esposizione è tra l'altro protagonista di una iniziativa di Advancing Woman Artists (Awa) che l'ha scelta per lanciare una sfida globale ad artisti e istituzioni a livello globale a realizzare nuove creazioni ispirato proprio dall'arte di Giovanna Garzoni (http://advancingwomenartists.org/).

La mostra è corredata da un catalogo realizzato da Sillabe; l'edizione inglese è stata resa possibile grazie al contributo di Awa.

Vademecum

“LA GRANDEZZA DELL’UNIVERSO” 
nell’Arte di Giovanna Garzoni
SEDE ESPOSITIVA
Palazzo Pitti, Firenze
PERIODO DELLA MOSTRA
28 maggio – 28 giugno 2020
PREZZO BIGLIETTO
Biglietto intero € 16.00; ridotto € 2.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e i 25 anni;
gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti iscritti all’Ordine Italiano dei Giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea, insegnanti italiani con contratto a tempo determinato e indeterminato in servizio presso una scuola pubblica o paritaria
ORARIO
martedì – domenica ore 8,30 – 13,30
SERVIZIO VISITE GUIDATE
Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.290383
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.uffizi.it

 

Ultima modifica il Giovedì, 28 Maggio 2020 11:13


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