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Martedì, 23 Giugno 2020 15:05

"Storie di pagine dipinte" in mostra a Palazzo Pitti le miniature recuperate dai Carabinieri

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L’esposizione,  aperta dal 24 giugno al 4 ottobre 2020, è a cura di di Sonia Chiodo e organizzata dalle Gallerie degli Uffizi. Comprende circa quaranta opere, recuperate dopo il furto dal Nucleo Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale

Maestro dell’Officium mortuorum di Leone x  (attivo a Roma tra 1513 e 1520)  Officium Mortuorum e Septem Psalmi Penitentiales, c. 1v tempera e oro su pergamena  1516-20 (post 1513)  membranaceo; tempera e oro su pergamena; mm 157 x 100  Firenze, collezione privata (già collezione Carlo De Carlo) - particolare Maestro dell’Officium mortuorum di Leone x (attivo a Roma tra 1513 e 1520) Officium Mortuorum e Septem Psalmi Penitentiales, c. 1v tempera e oro su pergamena 1516-20 (post 1513) membranaceo; tempera e oro su pergamena; mm 157 x 100 Firenze, collezione privata (già collezione Carlo De Carlo) - particolare

FIRENZE - Ci sono libri antichi e preziosi come il minuscolo Ufficio dei Morti appartenuto a Papa Leone X de' Medici, grandissimi corali, pergamene finemente illustrate e decorate dai alcuni dei più grandi maestri del Medioevo e del Rinascimento, nella mostra  "Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri”

I manoscritti e le singole pagine miniate in mostra attraversano la grande stagione di produzione libraria dell'Italia centrale dal Duecento al Cinquecento: provengono da Castelfiorentino, Colle di Val d'Elsa, Firenze, Perugia e Pistoia, e le miniature sono opera di artisti importantissimi come il Maestro di Sant'Alessio in Bigiano, che malgrado sia ancora anonimo era a capo della bottega più attiva in Toscana nell'ultimo quarto del XIII secolo; Pacino di Buonaguida (uno dei primi e più dotati tra i seguaci di Giotto); fino ad Attavante degli Attavanti e Gherardo e Monte di Giovanni, illustratori di libri di fama internazionale ai tempi di Lorenzo il Magnifico.

Attrazione della mostra non è solo la bellezza e il pregio delle opere esposte, ma anche la storia dei furti e dei recuperi di cui è protagonista ogni volume, ogni singola pagina, ogni miniatura ritagliata. Tra queste i corali provenienti dal convento dei Minori Osservanti di San Lucchese a Poggibonsi, oggetto di ben due furti, negli anni Trenta del '900 e poi di nuovo nel 1982; gli oltre venti volumi dell'abbazia benedettina di Montemorcino in Umbria che, trasferiti nell'abbazia di Monte Oliveto Maggiore ad Asciano, vennero rubati nel 1975; l'Ufficio dei Morti di Leone X de' Medici, prezioso ed elegante come si conveniva a quel papa, raffinato intellettuale.

A impreziosire ulteriormente la mostra anche un particolare corredo infografico: sette disegni della nota illustratrice Vanna Vinci, resi interattivi mediante una tecnologia touch, che presentano ai visitatori, in modo chiaro e accattivante, i luoghi e i protagonisti delle storie che la mostra ricostruisce: copisti, miniatori, religiosi e, da ultimo, i ladri e le forze dell'ordine.

"Le Gallerie degli Uffizi - commenta il direttore Eike Schmidt - hanno all'attivo molte collaborazioni e progetti con istituti di ricerca, in Italia e in Europa. Il gruppo dell'Università di Firenze diretto da Sonia Chiodo è un esempio di applicazione pratica dello studio, in questo caso con un altissimo valore civico. Possiamo dire che si è trattato di un vero e proprio ''laboratorio di tutela'', in cui i giovani studiosi e la loro valorosa professoressa hanno affiancato l'Arma dei Carabinieri, insieme ai funzionari e agli assistenti degli Uffizi, raggiungendo un risultato che non solo si traduce oggi in una mostra bella e sofisticata, ma che durerà nel tempo. A questi ragazzi abbiamo affidato un compito delicatissimo, e loro l'hanno svolto in maniera egregia".

Il generale di brigata Roberto Riccardi, comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale, ha detto: "L'avvio di questa mostra è carico di significati importanti. È una luce che si accende alla fine del tunnel, la bellezza che sopravvive all'orrore e torna a rincuorarci. È la traccia di un impegno per la difesa dell'arte che niente e nessuno potrà fermare. È il segno di un'attenzione, quella della direzione degli Uffizi, verso la quale sento di esprimere, a nome di tutti i Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, la più profonda e affettuosa riconoscenza".

Ultima modifica il Martedì, 23 Giugno 2020 15:16


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