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Venerdì, 17 Luglio 2020 15:23

Cinque secoli di pittura giapponese in scena al MUSEC di Lugano. Immagini

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Dal 17 luglio 2020 al 21 febbraio 2021, in mostra, nella nuova sede di Villa Malpensata, 90 capolavori  di tradizione figurativa nipponica tra il XVI e il XX secolo

Watanebe Seitei, (Tokyo, 1852-1918) 
Usignolo giapponese su un ramo di pruno rosa fiorito (part.). 
1910-1919. 
Dipinto a inchiostro e colori su seta 
Collezione Perino 
 Watanebe Seitei, (Tokyo, 1852-1918) 
Usignolo giapponese su un ramo di pruno rosa fiorito (part.). 
1910-1919. 
Dipinto a inchiostro e colori su seta 
Collezione Perino 


LUGANO - Il kakemono è un genere molto diffuso in Asia orientale e consiste in un prezioso rotolo di tessuto o di carta, dipinto o calligrafato, che viene appeso alle pareti durante occasioni speciali o utilizzato come decorazione in base alle stagioni dell’anno. I kakemono hanno una struttura morbida e sono concepiti per una fruizione cronologicamente limitata. Si tratta di opere che, nella varietà dei loro soggetti, descrivono la bellezza ineffabile e lo scorrere del tempo, riflettendo una concezione estetica e filosofica tipicamente orientale.

Ai kakemono è dedicata la mostra, a cura di Matthi Forrer, ospitata al MUSEC | Museo delle Culture di Lugano dove, dal 17 luglio 2020 al 21 febbraio 2021, si potranno ammirare ben 90 capolavori, che coprono cinque secoli di questa tradizione figurativa nipponica, tra il XVI e il XX secolo. 

«Kakemono – spiega Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano - è un progetto che nasce con un’idea precisa: raccontare cinque secoli di storia dell’arte giapponese, accompagnando per mano il pubblico in un viaggio emotivo di forme e soggetti; un viaggio capace di restituire la peculiarità non solo della pittura ma, più ampiamente, della rappresentazione visiva nella civiltà giapponese».

«L’esposizione di Villa Malpensata - prosegue Campione - è un nuovo capitolo nel percorso di studio della creatività e delle tradizioni culturali del Giappone, iniziato quindici anni fa dal MUSEC, con la rassegna dedicata alle foto sottomarine delle pescatrici di Hèkura, realizzate nel 1954 da Fosco Maraini, e proseguita con diversi altri capitoli, come quello sulle stampe erotiche (shunga) e quello sui capolavori della fotografia colorata a mano dell’Ottocento, di cui oggi possediamo una collezione di oltre 16.000 opere, di gran lunga la maggiore esistente al mondo».

Nel saggio in catalogo edito da Skira, che accompagna la mostra, il curatore Matthi Forrer scrive: «Quando il Giappone iniziò a considerare i cinesi come “fratelli maggiori” in molti campi quali le arti, l’artigianato e la tecnologia, fu automatico riconoscere l’importanza delle fonti letterarie e teoriche cinesi sulla pittura. […] Poiché la pittura cinese era principalmente a inchiostro su carta o su seta – con regole precise che mettevano in guardia sull’utilizzo dei colori, a meno che non fosse realmente necessario – la pittura giapponese adopera principalmente inchiostro nero su carta. Tale stile pittorico sarebbe stato formalizzato a partire dal XIV secolo nella tradizione – spesso piuttosto accademica – della scuola Kano».

Gli esponenti di questa scuola Kano fondarono in tutto il Giappone una diffusa rete di accademie di pittura, che dal XV secolo alla fine del XIX secolo godettero del sostegno delle classi dominanti.  I soggetti maggiormente rappresentati erano animali feroci come draghi e tigri, o piante, fiori e uccelli, tutti carichi di significati simbolici che contribuivano a stabilire e a consolidare lo status sociale dei possessori delle opere.

Soltanto a partire dal XVII secolo una classe urbana emergente di artigiani e mercanti incoraggiò lo sviluppo di interpretazioni pittoriche più diversificate che si focalizzarono su soggetti più naturalistici e su scene di vita reale.

Il percorso della mostra è suddiviso in cinque  tematiche (Fiori e uccelli; Figure antropomorfe; Animali; Piante e fiori vari; Paesaggi) e propone le opere dei maggiori esponenti del periodo in questione, quali Yamamoto Baiitsu (1783-1856), Tani Buncho (1763-1840), Kishi Ganku (1749-1838), Ogata Korin (1658-1716).

Il percorso è inoltre arricchito da due armature originali di Samurai e da alcuni album di fotografie giapponesi di fine Ottocento, dalle copertine in lacca riccamente decorate, provenienti dalle collezioni del MUSEC.

Dopo Lugano, l’esposizione approderà al Museo d’Arte Orientale di Torino.

Vademecum

KAKEMONO. Cinque secoli di pittura giapponese
La Collezione Perino
Lugano (Svizzera), MUSEC | Museo delle Culture (Villa Malpensata, Riva Caccia 5 – entrata dal parco)
17 luglio 2020 - 21 febbraio 2021

Orari:
Dalle 11.00 alle 18.00. Chiuso il martedì

Informazioni:
Tel. +41.58.8666960; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.musec.ch

Musec Museo culture Lugano
@museclugano

Biglietti:
Adulti (da 16 anni): CHF 15.00
Ridotto (senior; studenti universitari; FAI Swiss): CHF 10.00
Ragazzi (6-15 anni): CHF 5.00
Scuole: CHF 3.00/allievo + 1 accompagnatore gratis

Il biglietto, oltre a consentire la visita dell’esposizione Kakemono, consente l’accesso alle altre due esposizioni temporanee ospitate dal MUSEC e la visita degli highlight della Collezione permanente.
Oltre che in franchi svizzeri, è possibile il pagamento in contanti in Euro (solo banconote) con resto in Franchi svizzeri e con carta di credito.

Riduzioni (non cumulabili)
Lugano Holidaycard: - 20%
Gruppi: - 10%

Gratuito
Bambini (0-5 anni)
ICOM; Ass. Musei svizzeri (VSM-AMS)
Swiss Museumpass
Soci Raiffeisen
Swiss Travel Pass

Visite guidate
CHF 150
CHF 120 per scolaresche

Per il piano protezione anticovid2019 vedi le informazioni sul sito www.musec.ch

 

Ultima modifica il Venerdì, 17 Luglio 2020 15:31


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