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Venerdì, 24 Luglio 2020 11:13

Padova, anche Hiroshige nella mostra dedicata a Van Gogh al Centro San Gaetano

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Dal 10 ottobre all’11 aprile 2021, accanto alle 78 opere di Vincent van Gogh  saranno esposte alcune stampe del grande artista giapponese della prima metà del XIX secolo

Autoritratto con cappello di feltro grigio, 1887, olio su tela - Van Gogh Museum Amsterdam Autoritratto con cappello di feltro grigio, 1887, olio su tela - Van Gogh Museum Amsterdam

PADOVA - La mostra padovana “Van Gogh. I colori della vita”, promossa da Linea d’ombra e dal Comune di Padova e a cura di Marco Goldin, sarà arricchita dalle stampe del grande artista giapponese, Hiroshige. I paesaggi giapponesi  hanno infatti costituito un fondamentale motivo d’ispirazione per  Vincent van Gogh nella rappresentazione delle fioriture di alberi.

“All’inizio della primavera 1888, arrivato da poche settimane in Provenza, Van Gogh – racconta  Marco Goldin - ha appena finito i quadri dedicati al ponte di Langlois. È allora che dà inizio ad Arles alla sua prima, vera serie. Si tratta delle fioriture, che prendono il via negli ultimi giorni di marzo. Quattordici quadri di vario formato che sembrano essere la prima risposta consapevole alla nuova atmosfera e ai limpidi colori della primavera provenzale”. Con ogni evidenza sono le stampe giapponesi a ispirarlo nella realizzazione di queste fioriture.  - Sottolinea Goldin - Non a caso, già a Parigi nel maggio 1886 aveva letto, nella rivista ‘Paris illustré’, tutta una parte dedicata alla bellezza del paesaggio giapponese anche nel momento della fioritura. Nel 1887 aveva tra l’altro realizzato in pittura una copia da un pruno in fiore di Hiroshige, autore che resterà sempre il suo maggior riferimento visivo. Echi dell’arte giapponese, in quei quadri che terranno occupato Van Gogh per quattro settimane, sono riconoscibili nella scelta di collocare gli alberi al centro della scena, con tutto lo spazio attorno, nel rapporto tra il pieno e il vuoto. I rami poi, nel loro gioco di linee, danno senso al grafismo che ugualmente deriva dai giapponesi”. 

I primi acquisti di incisioni a colori su legno giapponesi, Van Gogh li fa poco dopo il suo arrivo ad Anversa. In una lettera a Theo del 28 novembre 1885, gli annuncia di avere “appeso al muro una serie di incisioni giapponesi che mi piacciono molto”. L’anno seguente, una volta giunto nella capitale francese, inizierà a mettere insieme una collezione che alla fine potrà contare su oltre seicento fogli.

Info: www.lineadombra.it

Ultima modifica il Venerdì, 24 Luglio 2020 11:22


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