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Sabato, 25 Luglio 2020 08:41

Il sogno di Lady Florence Phillips al Santa Maria della Scala di Siena

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Sessantaquattro capolavori fra olii, acquerelli e grafiche ripercorrono oltre un secolo di storia dell’arte internazionale. La mostra resterà aperta fino al 10 gennaio 2021

Alfred Sisley, Sulla riva del fiume a Veneux, 1881. © Johannesburg Art Gallery Alfred Sisley, Sulla riva del fiume a Veneux, 1881. © Johannesburg Art Gallery

SIENA - Il 23 luglioé stata inaugurata la mostra “Il sogno di Lady Florence Phillips. La Collezione della Johannesburg Art Galllery”, prodotta da Opera Civita con VIDI e Promossa dal Comune di Siena, dal Santa Maria della Scala e dalla Regione Toscana, a cura di Simona Bartolena

La mostra, che contiene indiscussi capolavori dell'800, resterà aperta fino al 10 gennaio 2021, il catalogo è delle Edizioni Skira. Durante la presentazione alla quale hanno preso parte il Sindaco di Siena Luigi De Mossi, la curatrice Simona Bartolena e Stefano Di Bello per Opera Civita, é stata evidenziata la figura di Lady Florence, mecenate della cultura indigena. Una donna che ha attraversato il 900 e particolari momenti difficili del Sud Africa, ma che, nonostante tutto, non ha mai rinunciato al sogno di diffondere e custodire arte, cultura e bellezza.

Lady Florence era nata il 14 giugno a Cape Town, figlia del naturalista Albert Frederick Ortlepp, sposò Lionel Philips, figlio di mercanti londinesi. Con lui si trasferì a Johannesburg ma a seguito di controverse vicende politiche dovettero trasferirsi in Inghilterra dove lei iniziò a maturare la convinzione che l’arte potesse divenire strumento di aiuto sociale, in particolare per le fasce di popolazione più bisognose tanto che, al suo ritorno  a Johannesburg nel 1906, cominciò a dare corpo al suo sogno di realizzare qualcosa di importante per il Sudafrica. Pensò così ad una galleria pubblica dove oltre a divulgare cultura, poter aiutare e sostenere i nativi sudafricani. Morì nel 1940, ma la sua opera e la forza della sua immagine, sopravvivono ancora  in fotografie e  dipinti. Uno di questi è la tela di Antonio Mancini, che la ritrae a 46 anni, dalla cui prende avvio il percorso della mostra. Come ha ricordato la curatrice la valorizzazione dell'arte africana ha un ruolo portante nelle finalità dell’Art Gallery e ha esortato i presenti a soffermarsi e dare attenzione agli artisti di quel territorio. 

Il Sindaco di Siena Luigi De Mossi si è invece soffermato sul concetto di cultura come bene comune all’interno di uno dei Musei più ricchi di storia e fascino al Mondo dove sono racchiuse affascinanti visioni delle opere quattrocentesche che raccontano la storia creando sovrapposizioni di ombra e luce.  Il Santa Maria della Scala é un monumento di livello internazionale che per la sua articolazione interna e per le suggestioni che è capace di creare, è paragonabile al Louvre di Parigi. De Mossi ha inoltre sottolineato un aspetto concreto non di poco conto in questo momento storico: la possibilità di posti di lavoro che vengono incrementati per realizzare questi eventi.

La visita ha inizio con le atmosfere create dalle parole di una poesia di Mario Luzi, evocate da Stefano Di Bello. 

Sessantaquattro capolavori fra olii, acquerelli e grafiche che permettono una visita dal vivo all'interno della storia dell'arte. 

Nella prima sezione si incontra l'800 inglese con protagonisti del calibro di William Turner, il pittore romantico che con i suoi cieli ha affascinato intere generazioni, qui sono presenti un acquerello è una acquaforte, subito dopo i pittori Preraffaelliti Dante Gabriel Rossetti con il dipinto Regina Cordium, per il quale ha utilizzato come modella la bellissima moglie Elizabeth Siddal, che con la pelle diafana e i capelli rossi rappresentava un ideale di bellezza riconosciuto le da molti pittori dell'epoca. A seguire John Everett Millais e di Sir Lawrence Alma-Tadema, trascurato pittore fimo agli 60 e rivalutato solo successivamente, che è riuscito a rappresentare i fasti e la decadenza dell'impero romano. Il quadro presente in Mostra racconta La morte del primogenito.

Continuando il percorso incontriamo Camille Corot, uno dei più sensibili paesaggisti dell'800 francese, poi Harpignies e Francois Millet con un disegno che raffigura Un contadino. E ancora Courbet e Jongkind, poi una visioni marine di Boudin fino ad arrivare a Monet, Sisley, Guillaumin, Degas, il pittore delle ballerine, Fantin-Latour, Sergent con la meravigliosa immagine di un particolare della Chiesa Santa Maria alla Salute a Veneziq e Pissarro, Signac con la tecnica del puntinismo e divisionismo, Cezanne, Van Gogh, con un ritratto in bianco e nero di uomo anziano, Bonnard, Vullard e Rodin, Mailol, nomi importanti che sanno evocare atmosfere intimiste e poi aprirsi al mondo.

Proseguendo il nostro viaggio all"interno delle magiche atmosfere del Santa Maria della Scala ci troviamo davanti al ritratto di Madame Van Muyden, un ritratto su carta dal,e linee inconfondibili, poi Matisse, con i suoi ritratti di donne che si ispirano all'occidente e all'Oriente e Picasso con due disegni e una testa di Arlecchino che evoca le maschere africane che il pittore ebbe modo di vedere in giovane età comprendendo che queste interrompevano il flusso temporale dell'arte occidentale.  E poi  Zadkine, Derain, Bacon, Moore, Roy Lichtenstein, nome fra i più celebri esponenti della Pop Art, da cui è stata tratta l’immagine simbolo della Mostra che raffigura Blonde, un opera con una forza evocativa impressionante. Mentre nel medioevo la narrazione generava la certezza, in questa forma di pittura siamo dentro un processo freddo e meccanico capace però di suscitare emozioni.

Nell'ultima sezione della mostra troviamo gli artisti sud africani che esplorano l'umanità e il mondo che li circonda, dove raccontano arte e storia. Myusi, Kwa  Stemele, Pamba, Preller, Baldinelli, nato in Italia ma trasferitosi molto presto in sud Africa portatore di una multiculturalità molto apprezzata. Migudlandlu e William Kentridge, noto autore di murales sul lungotevere di Roma che sono un mix fra mitologia e impermanenza. 

Amore, morte, vita, paesaggi ingredienti che trovano nell'arte lo strumento privilegiato per raccontarsi e raccontare l'identità sociale, culturale e storica di epoche diverse che s'incontrano in un luogo che custodisce e preserva la bellezza delle cose antiche. 

Vademecum

Il sogno di Lady Florence Phillips - La Collezione della Johannesburg Art Gallery
Siena, Santa Maria della Scala
24 luglio – 10 gennaio 2021
Tutti i giorni dalle 10:30 alle 18:00 (ultimo ingresso 17:15)
TICKET: € 5,00 Intero – Gratuito fino a 11 anni di età

Ultima modifica il Sabato, 25 Luglio 2020 09:03
Paola Dei

Psicologo dell'Arte, Critico Cinematografico SNCCI, Critico Teatrale ANCT

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