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Giovedì, 12 Novembre 2020 12:26

BASE Milano si apre alla città con l’installazione “The future is an invisible playground” di Robert Montgomery. Foto

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L’opera dà il via alla nuova programmazione “In-Between”, dedicata alla creazione artistica nello spazio pubblico, attraverso cui l’hub creativo ospiterà nel corso del prossimo biennio le opere di artisti italiani e internazionali

MILANO - The future is an invisible playground” è la scritta luminosa che si staglia sulla grande facciata di ingresso  dell’ex Ansaldo di Milano. Con quest’opera site specific dell’artista scozzese Robert Montgomery prende avvio “In-Between” la nuova programmazione artistica pluriennale di BASE Milano. 

Robert Montgomery, artista, scultore e poeta noto per le sue installazioni site specific fatte di luci, testi, fuoco e per aver portato la voce poetica nella text art, ha quindi dato vita a un’installazione che “poeticamente”  parla di futuro e di sfida, e rappresenta allo stesso tempo la connessione tra un dentro e un fuori, tra una città e un ecosistema, quello di BASE, che dalla soglia dialoga con la piazza e guarda al mondo, a quanto stiamo vivendo in questo momento. 

“BASE e i suoi usi fuoriescono dai propri limiti e occupano lo spazio pubblico.  sottolinea Linda Di Pietro, curatrice e direttrice del programma, BASE Milano - Proponiamo uno slittamento di senso e di attenzione dallo spazio alla cornice, dalla casa alla soglia, che fa esplodere una domanda sull'arte come eccezionalità che ammette ciò che non sarebbe ammissibile altrimenti, e produce sempre, per contraccolpo, qualcosa nella dimensione pubblica. La soglia di BASE diventa porosa. Una porosità che è abitata; una porosità non ha la chiarezza sottile di un limite di demarcazione, ma è uno spazio espanso e che crea una zona TRA in grado di neutralizzare la divisione tra ciò che è dentro e ciò che è fuori, e intercetta una domanda posta spesso in questi ultimi anni sul ruolo dell'arte nella società: l'arte al di fuori del proprio spazio e nel suo rapporto con il reale”. 

Con l’emergenza Covid - spiega  Robert Montgomery - ci troviamo in un momento in cui il nostro presente appare molto difficile, e anche in un certo senso stranamente congelato. Per questo ho voluto creare per BASE un’opera che parla del futuro e rappresenta il mondo che ritorna in vita. Non sappiamo quel che ci riserverà il futuro, ma sarà nostro, e potrà essere positivo se lavoriamo insieme affinché lo sia. Questa è una ‘light poem’ dedicata all’inverno e al solstizio per segnare la transizione dal 2020 al 2021. Con questo passaggio dall’oscurità verso la luce, spero che riusciremo a risollevarci dopo tutte le sfide del 2020, e a cogliere nel 2021 la possibilità di cambiare il mondo in meglio, di mettere al primo posto l’ecologia e l’uguaglianza, e di costruire un nuovo mondo, fondato sulla gentilezza.”

www.base.milano.it

Ultima modifica il Domenica, 29 Novembre 2020 18:23


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