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Venerdì, 12 Febbraio 2021 14:17

Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, una retrospettiva per ricordare Chiara Fumai. Foto

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A tre anni dalla sua prematura scomparsa, dal 2 aprile al 29 agosto 2021, il museo ospitaPoems I Will Never Release”, a cura di Milovan Farronato e Francesco Urbano Ragazzi in collaborazione con Cristiana Perrella


Chiara Fumai, The Book of Evil Spirits, 2015 Production stills Photo: PRed 
Chiara Fumai, The Book of Evil Spirits, 2015 Production stills Photo: PRed

PRATO - Poems I Will Never Release” è il titolo della retrospettiva dedicata a Chiara Fumai, a tre anni dalla sua scomparsa. Si tratta di un ampio progetto realizzato insieme a diverse istituzioni europee con lo scopo di rivisitare il lavoro dell’artista, preservarne il lascito e trasmetterlo a un vasto pubblico. L’esposizione, dopo il  Centro Pecci, viaggerà infatti per i prossimi due anni a La Loge di Brussels e alla Casa Encendida di Madrid, approfondendo l’indagine su una personalità creativa che ha lavorato in modo marcato sui linguaggi della performance e dell'estetica femminista del XXI secolo.

La mostra raccoglie un corpus molto completo di opere, che traducono in forma materiale le performance di Chiara Fumai. 

L’artista, ribellandosi al pregiudizio latente legato al suo essere donna, ha elaborato e messo a punto un particolare linguaggio per promuovere i suoi ideali di femminismo anarchico. Le sue opere, collage, ambienti e azioni, evocano figure femminili che, con il loro coraggio e la loro rabbia, hanno lasciato un segno per poi essere escluse o dimenticate. 

La mostra - spiega una nota - “cerca di catturare ciò che Chiara Fumai amava definire il suo ‘slavoro’: una produzione decennale che va ben oltre le performance per le quali era più conosciuta". 

Il titolo è tratto dall'ultimo autoritratto dell'artista: un burattino con una maglietta con il motto Poems I Will Never Release. Sebbene la frase possa suonare malinconica in relazione alla sua precoce scomparsa, in realtà afferma un dato di fatto: Chiara Fumai ha basato il suo lavoro sull'esecuzione di parole scritte da altri. Non ha mai composto poesie ma ha incanalato parole altrui, quelle di donne che avevano bisogno di riscatto e riconoscimento storico. 

La retrospettiva è accompagnata da una monografia, a cura di Francesco Urbano Ragazzi, Milovan Farronato e Andrea Bellini, edita da Nero Editions, con contributi di Irene Aristizábal, Marcello Bellan, Andrea Bellini, Federico Campagna, Sara De Chiara, Milovan Farronato, Gabriel Lester, Raimundas Malašauskas, Chus Martínez, Mara Montanaro, Paulina Olowska, Cristiana Perrella, Francesco Urbano Ragazzi e Giovanna Zapperi.

La pubblicazione è sostenuta dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo nell’ambito del programma Italian Council (2019).

Ultima modifica il Venerdì, 12 Febbraio 2021 14:26


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