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Domenica, 11 Aprile 2021 18:24

Un Dante “radioattivo”, multimediale e ipercontemporaneo alla Fondazione Alda Fendi - Esperimenti di Roma. Foto

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Dal 15 aprile al 15 luglio 2021, la rhinoceros gallery ospita un ambizioso progetto in occasione delle celebrazioni dantesche. Una rivisitazione della Divina Commedia, che nasce dall'intreccio tra il percorso fotografico di Claudia Rogge e l’installazione immersiva di  Raffaele Curi

Rhinoceros gallery - Raffaele Curi, DANTE in a private dream of Raffaele Curi, Installation view - Foto di Simone Liberanome Rhinoceros gallery - Raffaele Curi, DANTE in a private dream of Raffaele Curi, Installation view - Foto di Simone Liberanome

ROMA - La proposta culturale di rhinoceros gallery e Fondazione Alda Fendi - Esperimenti, che quest'anno festeggia i vent'anni di attività, riparte da un progetto insolito dedicato a Dante Alighieri, in occasione delle celebrazioni  indette a settecento anni dalla morte.

Lo spazio progettato per Alda Fendi da Jean Nouvel, nel cuore di Roma, in via dei Cerchi 19, ospiterà dal 15 aprile al 15 luglio 2021 il progetto fotografico “EverAfter” di Claudia Rogge, “Dante. In a private dream of Raffaele Curi” e l'iniziativa “La parola di Dante fresca di giornata” dell'Accademia della Crusca. 

Si tratta di una partitura espositiva originale esfaccettata, in cui confluiscono diversi stimoli e percorsi differenti di ricerca, che vanno ad incastonarsi nelle architetture progettate da Jean Nouvel. 

La mostra “EverAfter” di Claudia Rogge (Düsseldorf - 1968) presenta un corpus di fotografie di grandi dimensioni. Rogge realizza nel 2011 la serie di lavori che dà il titolo all’esposizione, ispirandosi proprio alla Divina Commedia e rappresentando i tre regni dell'oltretomba dantesco, Inferno, Purgatorio e Paradiso, in un'accezione molto personale e contemporanea. I visitatori vengono posti di fronte a immagini visionarie che sembrano ispirate alla pittura antica; scene complesse e di grande impatto visivo, animate da decine di figure affastellate le une sulle altre, corpi nudi che si contorcono o si elevano a seconda della cantica immaginata dall'artista. Sia nella forma che nel contenuto, la ricchezza di questo racconto per immagini pone, nelle intenzioni dell'artista, domande profonde sulla fede in una società occidentale sempre più secolarizzata.

L’esposizione presenta inoltre anche alcune opere della serie “Rapport”, realizzata da Claudia Rogge del 2005. Si tratta di ritratti di giovani figure femminili che, attraverso l'elaborazione digitale, si moltiplicano all'infinito. I volti delle protagoniste sono quasi sempre celati e anche laddove siano visibili rimangono tuttavia inespressivi, disumanizzati, senza per questo in nessun modo sminuire la bellezza dei corpi contemplati e l'armonia della composizione, anzi esaltando queste componenti in un'estetizzazione raffinata.

Il percorso fotografico di Rogge si intreccia con il viaggio installativo proposto da Raffaele Curi, direttore  artistico della Fondazione Alda Fendi - Esperimenti. “Dante. In a private dream of Raffaele Curi” è il nome dell'intervento che presenta una  rilettura inedita e originale della selva dei suicidi descritta da Alighieri nel Canto XIII dell'Inferno. Nel mondo di oggi questo bosco tenebroso cantato da Dante corrisponderebbe, secondo Curi, ai disastri nucleari del Ventesimo secolo. E’ un'opera rock su un Dante radioattivo quella immaginata da Raffaele Curi, che impernia la sua riflessione sulle tematiche ambientali ed ecologiche sempre più care alle nuove generazioni, attente a un uso responsabile e sostenibile delle risorse naturali e a contenere i danni provocati dall'uomo sulla vita del pianeta. Lo spazio di questo "incubo dantesco" è scandito dalla presenza dei monitor che scendono dal soffitto ad altezze diverse, diffondendo una luce fioca e spettrale su quella che appare come una foresta elettronica in cui perdersi. In netto contrasto con la gravità di toni dell'Inferno, al livello superiore dello spazio espositivo l'atmosfera si fa più lieve e rarefatta, nell'esperienza di un'intima visione del Paradiso che rende omaggio ad Alighieri attraverso l'opera del pittore toscano Giovanni di Paolo di Grazia, nato nel 1398 e morto nel 1482. L'installazione multimediale, fruibile per uno spettatore alla volta, costruisce un vero e proprio spazio celestiale. Per “Dante. In a private dream of Raffaele Curi” il testo critico è curato da Vittorio Sgarbi.

Infine, l’Accademia della Crusca propone la sua iniziativa “La parola di Dante fresca di giornata”. Una parola al giorno, corredata da un breve commento e dalla citazione dantesca da cui è tratta, esce dai libri e viene proposta sul  profilo Instagram dell’Accademia, a cui viene dedicato uno spazio speciale anche in mostra, all'interno di una delle architetture del palazzo, accompagnata da letture dantesche.

Vademecum

rhinoceros gallery
Indirizzo: Roma, via dei Cerchi 19
La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 20.00.
Ingresso gratuito. È necessaria la prenotazione.
Per informazioni: 
(+39) 340.6430435
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Ultima modifica il Lunedì, 12 Aprile 2021 16:10


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