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Mercoledì, 14 Dicembre 2016 12:50

Al Centro Culturale Candiani di Mestre la Giuditta II di Klimt

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L'opera, realizzata da Klimt nel 1909 per la Biennale Internazionale d'arte del 1910, fu acquisita proprio in quell'anno dal Municipio di Venezia per la Galleria nazionale d'arte moderna di Ca' Pesaro

Gustav Klimt (Baumgarten, Austria, 1862 – Vienna, 1918) Giuditta II, particolare Gustav Klimt (Baumgarten, Austria, 1862 – Vienna, 1918) Giuditta II, particolare

MESTRE-  La "Giuditta II" (Salomé) di Gustav Klimt, proveniente dai Musei civici veneziani è arrivata a Mestre al Centro culturale Candiani. Proprio la stessa Giuditta che lo scorso anno il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, avrebbe voluto vendere. “Vendiamo i capolavori dei musei per salvare i conti" così aveva detto il primo cittadino di Venezia nell’ottobre 2015. Oggi lo stesso Brugnaro non sembra più dello stesso parere e ha infatti inaugurato la mostra Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione. "La Giuditta? Dobbiamo valorizzarla per poi venderla! - ha ironizzato Brugnaro - E' una battuta naturalmente, però se ci dessero 200 milioni... Credo sia importante che la città di Mestre - ha aggiunto Brugnaro, riferendosi all'idea di portare capolavori dei musei veneziani nella terraferma - possa finalmente 'sentire' la modernità. E' la risposta pratica a certi ragionamento di decadenza e declino che non sono più accettabili. Rispettiamo le idee di tutti su Venezia, ma bisogna che ci siano proprio quelle di tutti e non solo quelli di alcuni, sempre gli stessi. La città non è morta. Siamo vivi e vegeti" ha concluso il sindaco.

La mostra, che sarà aperta fino al 5 marzo 2017, rappresenta il primo di una serie di appuntamenti dedicati all’arte moderna e contemporanea, concepiti da Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei Civici appositamente per il Centro Culturale Candiani che, con il titolo di Corto Circuito. Dialogo tra i secoli, presenteranno di volta in volta esposizioni che andranno ad attingere dal ricco patrimonio della città di Venezia conservato nelle collezioni civiche.

Accanto a questa icona del XX secolo sono esposte oltre 80 opere provenienti dalle collezioni della Fondazione Musei Civici di Venezia (Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, Museo Correr, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, Museo Fortuny, Museo di Palazzo Mocenigo), da alcuni musei come il Mart di Rovereto e da varie collezioni private nazionali e internazionali, è rappresentato, così, proprio dal capolavoro di Gustav Klimt Giuditta II (Salomè), che giunge per l’occasione da Ca’ Pesaro.
L'opera fu realizzata da Klimt nel 1909 per la Biennale Internazionale d'arte del 1910 e acquisita proprio in quell'anno dal Municipio di Venezia per la Galleria nazionale d'arte moderna di Ca' Pesaro.
L’esposizione, a cura di Gabriella Belli, con allestimento su progetto dell’architetto e scenografo Pierluigi Pizzi, propone una sorta di viaggio tra antico e moderno. Il mito dell'eroina che sconfigge da sola il terribile condottiero assiro Oloferne viene indagato, attraverso differenti linguaggi artistici, partendo dalla figura biblica e dalla sua fortuna artistica tra Cinquecento e Seicento, fino ad arrivare al Simbolismo ottocentesco e al clima della Secessione Viennese, fino all'interpretazione del mito che Sigmund Freud diede nel 1917 con “Il tabù della verginità”.
Spiega la curatrice: “C’è un filo conduttore che unisce il mito di Giuditta, con le sue trasformazioni artistiche attraverso i secoli, Venezia, che nel 1910 acquisisce l'opera di Klimt, riconoscendone con grande lungimiranza la straordinaria differenza rispetto alle opere dell'epoca, e Mestre, che, ci auguriamo, diventerà meta di molti veneziani che vogliono ammirare questa esposizione”.

Vademecum

Dal 13 dicembre 2016 al 5 marzo 2017
Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione
Mestre, Centro Culturale Candiani
www.fmcvenezia.it

Ultima modifica il Venerdì, 16 Dicembre 2016 11:33


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