BANNER_WEB_160X142.jpg

Domenica, 19 Marzo 2017 11:22

"Trame longobarde": rivivono tessuti e abiti grazie ai detenuti di Spoleto

Scritto da 

Al Museo Nazionale del Ducato alla Rocca Albornoziana i risultati di un progetto nato dalla collaborazione di molte istituzioni

foto dall'album fotografico sulla pagina facebook del Comune di Spoleto foto dall'album fotografico sulla pagina facebook del Comune di Spoleto

 SPOLETO - Hanno ricostruito minuziosamente tessuti, abiti e monili degli antichi Longobardi, basandosi su quanto testimoniato dall'archeologia. Fino al 18 giugno lo sforzo dei detenuti della Casa di reclusione di Spoleto, sarà in mostra al Museo Nazionale del Ducato alla Rocca Albornoziana della città in un viaggio per riscoprire la vita quotidiana di questa antica civiltà. 

‘Trame longobarde: tra architettura e tessuti’ torna a Spoleto, alla Rocca Albornoziana, in una veste rinnovata e ampliata, dopo gli allestimenti a Monte Sant’Angelo, Brescia, Benevento. Sono previste nuove tappe a Cividale del Friuli, Museo Nazionale dell’Alto Medioevo a Roma, Ferentillo, Abbadia San Salvatore (provincia di Siena). Curata da Glenda Giampaoli e Giorgio Flamini, con il confronto scientifico di Donatella Scortecci, la mostra è stata realizzata grazie alle risorse della Regione Umbria, legge regionale 24 del 2003 progetto “Musei che hanno stoffa”, del MiBACT, legge 77 del 2006 a sostegno dei siti UNESCO e dall’Associazione stessa per il valore scientifico, didattico illustrativo e sociale, e rappresenta un progetto nato da una eccezionale collaborazione tra enti e istituzioni,  dal Comune di Spoleto alla Regione Umbria, dall’Istituto Sansi Leonardi Volta, alla Casa di Reclusione di Spoleto, al Museo Nazionale del Ducato coordinati e diretti dall’associazione Italia Langobardorum (l’ente che gestisce il sito UNESCO dei Longobardi che include le  evidenze monumentali di 7 città: Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio, Campello sul Clitunno, Spoleto, Benevento, Monte Sant’Angelo) e dall’Ufficio UNESCO di Spoleto.

"I tessuti e le bordure - spiegano dal Comune di Spoleto - sono stati realizzati nella Casa di Reclusione di Spoleto dai detenuti del corso di tessitura, con i telai dell’IIS Sansi Leonardi Volta, dopo uno straordinario lavoro di studio e ricostruzione di trame e orditi desunte dalle scoperte archeologiche. La composizione dell’abito maschile e femminile è stata realizzata con attenti confronti iconografici uniti alle poche fonti letterarie (Historia Langobardorum di Paolo Diacono), il risultato è un’accurata proposta delle antiche tecniche di tessitura e di taglio e cucito dell’abito altomedievale. Sono rappresentati i diversi ceti sociali completati da accessori realizzati dai detenuti del Liceo Artistico ristretto". 

Ultima modifica il Domenica, 19 Marzo 2017 11:49

300x240.jpg

Flash News

Attualità*

© ARTEMAGAZINE - via dei Pastini 114, 00186 Roma - tel 06.98358445 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
Società editrice ARTNEWS srl via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio