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Mercoledì, 12 Aprile 2017 16:53

"Sulla pelle della pittura" di Alessandro Verdi al MACRO Testaccio

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Per questa personale, a cura di Achille Bonito Oliva, l'artista ha progettato un percorso lungo le sale de La Pelanda che si snoda attraverso installazioni di grandi dimensioni che dialogano con l’architettura dello spazio

A.Verdi 2 - Senza Titolo - anno  2016 - cm 107 x cm 160 (dittico) - inchiostro su carta A.Verdi 2 - Senza Titolo - anno 2016 - cm 107 x cm 160 (dittico) - inchiostro su carta

ROMA - Inaugura il 12 aprile al MACRO Testaccio, la mostra di Alessandro Verdi, a cura di Achille Bonito Oliva, Sulla pelle della pittura. L’esposizione rientra nell’ambitio della quinta tappa del progetto From La Biennale di Venezia & OPEN to MACRO. International Perspectives, ideato e curato da Paolo De Grandis e Claudio Crescentini, dedicato alla presentazione presso gli spazi del MACRO di alcune installazioni internazionali provenienti dall’Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia e da OPEN - Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni

Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e organizzato in collaborazione con PDG Arte Communications, il progetto vede convergere insieme le “prospettive” d’arte di due città (Venezia e Roma) che lavorano per far viaggiare le esperienze dell’arte internazionale sul territorio nazionale.  

Verdi presenta al MACRO un ciclo di lavori che prende le mosse dalla mostra realizzata alla Biennale di Venezia nel 2009 e curata da Achille Bonito Oliva. L’artista ha quindi progettato un percorso lungo le sale de La Pelanda che si snoda attraverso installazioni che dialogano con l’architettura dello spazio. Si tratta di tutte opere di grandi dimensioni, alcune in moduli di 250x180 cm. costituite da pannelli di legno su cui l’artista interviene direttamente con la grafite, oppure grandi carte ad acrilico stese sul pavimento (in mostra una di 10 metri), o intarsiate da migliaia di piccoli pezzi di carta come a formare una pelle mobile e duttile su cui poi interviene con piccoli segni minimali (ambiente di 350x300x300 cm). 

Scrive Achille Bonito Oliva nel testo in catalogo (Edizioni Fondazione Mudima): “Alessandro Verdi, seppur combatte con la materia, non la punisce fino al punto di annullarla, ma cerca di contenerne la brutale presenza mediante la costruzione di una pelle che ne asseconda la plasticità e ne leviga le asperità. Qui l’artista lavora sulla pelle della pittura, segnalando ed accostando materiali diversi tra loro che portano a sviluppare lo sguardo tattile dell’osservatore. Così lo sguardo sviluppa un’attenzione più capillare verso le asperità della superficie e si spinge fino a saggiare con la mano la densità delle miriadi di particelle accostate e condensate tra loro in un sistema formale altamente narrativo”. 

Al centro del lavoro di Verdi la complessità dell’uomo contemporaneo, il senso profondo del suo agire e del suo essere nel mondo e lo spirito del vago sono i temi attorno a cui si svolge la sua pittura e questo nuovo percorso espositivo. 

Vademecum

Alessandro Verdi - Sulla pelle della pittura
a cura di Achille Bonito Oliva
Nell’ambito del progetto
From La Biennale di Venezia & OPEN to MACRO.
International Perspectives #5
Apertura al pubblico: 13 aprile – 17 maggio 2017
MACRO Testaccio – La Pelanda
Foyer 2, Teatro Studio 2, Piazza Orazio Giustiniani 4 – Roma

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Aprile 2017 17:06

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