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Lunedì, 24 Aprile 2017 11:39

Palermo, inaugurato il progetto "Odyssey" sui migranti di Ai Weiwei. Foto

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L’opera nasce da un progetto di ricerca sui rifugiati e sui campi profughi nel mondo, avviato nel 2015 da Ai Weiwei, da sempre impegnato tra attivismo politico e ricerca artistica

copyright © Ai Weiwei. Photo Benito Frazzetta. copyright © Ai Weiwei. Photo Benito Frazzetta.

PALERMO - È stata aperta al pubblico domenica 23 aprile, a Palermo Odyssey, l'installazione realizzata da Ai Weiwei per lo spazio espositivo di ZAC – Zisa arti contemporanea.

L’artista cinese oggi più famoso nel mondo nel 2015 è stato nominato Ambasciatore della Coscienza di Amnesty International. Per Palermo ha realizzato un'istallazione di straordinaria forza che interessa l'intera superficie dell'area per circa 1000 metri quadrati, nella quale condensa in una grafica allo stesso tempo terribile per la forza dei contenuti e accattivante per la pulizia della forma, le immagini raccolte in questi anni di ricerca.

Si tratta di un progetto promosso da Amnesty International Italia, in occasione della sua XXXII Assemblea generale, e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo. Odyssey è dunque il risultato di un'indagine attenta, condotta da Ai Weiwei e dal suo staff, che mira all'analisi della cornice storica, politica e sociale in cui la “crisi dei rifugiati” - che rappresenta il focus della ricerca - si sviluppa.

Il motivo iconografico del “floorpaper” è composto da un intreccio di immagini tratte dai social media e dal materiale raccolto dall'Artista nel corso dei suoi viaggi nei diversi campi profughi del mondo, ed organizzato formalmente secondo stilemi che si ispirano agli elementi grafici e compositivi delle antiche civiltà greche ed egizie. Le illustrazioni stilizzate in bianco e nero presentano immagini giustapposte, come nella pittura vascolare greca, e i contenuti rimandano all'immaginario mediatico del XXI secolo, rappresentato da scene di militarizzazione, migrazione, fuga e distruzione.

Ha spiegato l’artista: “Nel corso del 2016 sono stato impegnato nella produzione di un documentario sulla crisi dei rifugiati. Ho viaggiato attraverso più di dieci paesi in diversi continenti, e ho visitato decine di campi profughi. Ho intervistato i profughi e tutti gli attori coinvolti, come ad esempio i politici locali e le organizzazioni non governative. La crisi dei rifugiati ha un contesto assai ampio. Si intrecciano diverse storie, conflitti regionali e religiosi, pressioni economiche, e le crisi ambientali che hanno contribuito alla più ampia definizione di quello che è la crisi dei rifugiati. Io e il mio team abbiamo analizzato a fondo questo tema, siamo partiti dallo studio dei primi spostamenti di massa degli esseri uomani, che risalgono al Vecchio Testamento. L’utilizzo della carta da parati è direttamente collegato al desiderio di trovare un linguaggio visivo che tragga ispirazione dai disegni, dalle incisioni, dalle ceramiche e ai dipinti murali delle antiche civiltà greche ed egizie. Per rendere evidente la contemporaneità della crisi, abbiamo integarto questo bagaglio iconografico con immagini tratte dai social media e da Internet, inseme ad immagini da me raccolte. Abbiamo anche esaminato la letteratura e le condizioni politiche dei vari contesti. Ho impiegato più di mezzo anno nel completare il disegno della carta da parati che include sei temi: la guerra, le rovine della guerra, il viaggio dei rifugiati, la traversata del mare, i campi dei profughi, le manifestazioni e le proteste”.

Presentando la mostra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha affermato: “Oggi, nella stagione della pena di morte e della schiavitù chiedo a Amnesty International di inserire sue iniziative nel cartellone di Palermo Capitale italiana della cultura 2018 perché la cultura non è solo l’arte ma anche la cultura dei diritti. A Palermo non ci sono migranti perché chi vive nella nostra città è palermitano e ci aiuta a scoprire i nostri diritti. Questo lo ha capito Ai Weiwei che verrà nella nostra città prima della chiusura di Odyssey”.

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, ha dichiarato: “Amnesty International non fornisce solo cifre, solo dati statistici che, per quanto allarmanti, rischiano di comunicare poco e male la sofferenza di tante donne, uomini, bambini. Amnesty vuole anche raccontare le storie individuali di tante persone, in fuga dalla persecuzione, dalla guerra, dalla povertà, che vengono sempre più spesso trattate con ostilità, ricacciate indietro, tenute il più lontano possibile da chi avrebbe invece il dovere, giuridico e morale, di fornire loro aiuto. in un momento storico nel quale assistiamo a uno dei più consistenti movimenti di migranti e rifugiati dalla seconda guerra mondiale, Amnesty International unisce le proprie forze con quelle di Ai Weiwei, artista di fama mondiale, che ha messo a disposizione una propria installazione. Con l’obiettivo comune di riuscire a convincere il mondo a invertire la rotta, a capire, molto semplicemente, che i migranti sono, come noi, esseri umani”.

Vademecum
Odyssey
Promossa da : Amnesty International Italia e Comune di Palermo - Assessorato alla Cultura
Organizzazione: ruber.contemporanea
Coordinamento Progettuale : Antonio Leone
Text Research: Giulia Ingarao
Zac - Zisa Arti Contemporanee Cantieri Culturali alla Zisa
dal 23 aprile al 20 giugno 2017
Orari : da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.30.
(Ultimo ingresso ore 18. Chiuso il lunedì)
Progetto Grafico : Donato Faruolo
Coordinamento tecnico : Giuseppe Pulvirenti
Consulenza tecnica : Salvo Schiavo
Sponsor Tecnico : Esolution
In collaborazione con : Accademia di Belle Arti di Palermo | dICODA Dipartimento di Comunicazione e didattica dell'Arte

Per le foto dell’installazione

copyright © Ai Weiwei. Photo Benito Frazzetta.

Ai Weiwei, Odyssey, 2017, exhibition view, ZAC, Palermo

Ultima modifica il Lunedì, 24 Aprile 2017 16:14


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