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Mercoledì, 14 Giugno 2017 15:38

Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo. Giorgione e le stagioni del sentimento

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Dal 23 giugno al 17 settembre una mostra costruita intorno al capolavoro di Giorgione, "I due amici", un doppio ritratto da tempo considerato da gran parte della critica come uno dei capisaldi del maestro di Castelfranco

Giorgio da Castelfranco detto Giorgione (Castelfranco Veneto, 1477 c. – Venezia, 1510) Due amici 1502 c. Olio su tela, cm 77 x 66,5 Roma, Museo di Palazzo Venezia Giorgio da Castelfranco detto Giorgione (Castelfranco Veneto, 1477 c. – Venezia, 1510) Due amici 1502 c. Olio su tela, cm 77 x 66,5 Roma, Museo di Palazzo Venezia

ROMA - È ospitata in due sedi, Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo, la mostra dal titolo Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma, costruita attorno a un doppio ritratto del  maestro di Castelfranco, poco noto rispetto alla sua straordinaria rilevanza. Si tratta infatti di un capolavoro, sintesi di elementi che ne fanno l’archetipo di una rinnovata idea del ritratto, che intende sottolineare lo stato d’animo e l’espressione dei sentimenti d’amore.  Un dipinto che rappresenta un punto di svolta epocale nella ritrattistica italiana del primo Cinquecento. 

Il doppio ritratto di Giorgione è conservato nelle collezioni di Palazzo Venezia, ma è attestato a Roma fin dall’inizio del Seicento, a testimonianza dei fili storici che legano la figura di Giorgione a Roma. 

Palazzo di Venezia, come si dovrebbe più propriamente definire, era la prima dimora romana di un accertato collezionista, con ogni probabilità anche committente del pittore di Castelfranco, ossia il cardinale Domenico Grimani che, con papa Paolo II Barbo fu uno dei personaggi chiave dei rapporti politici, diplomatici e culturali tra Roma e Venezia, tra la fine del Quattrocento e i primi due decenni del Cinquecento.

La prima sezione della mostra dedicata a quelle vicende storiche e alla straordinaria novità de I due amici di Giorgione nelle vicende artistiche del primo ‘500, si sviluppa proprio nell’Appartamento Barbo. La seconda sezione dell’esposizione prosegue, invece, negli Appartamenti papali di Castel Sant’Angelo. Qui sono allestite opere provenienti da importanti musei del mondo, di grandi maestri del Cinquecento tra cui Tiziano, Tintoretto, Romanino, Moretto, Ludovico Carracci, Bronzino, Barocci e Bernardino Licinio.

L’esposizione  è curata da Enrico Maria Dal Pozzolo , fra i massimi specialisti di pittura veneta fra l’età rinascimentale e barocca, con la collaborazione di un prestigioso comitato scientifico composto da Lina Bolzoni, Miguel Falomir, Silvia Gazzola, Augusto Gentili e Ottavia Niccoli.

Il percorso espositivo comprende complessivamente 45 dipinti, 27 sculture, 36 libri a stampa e manoscritti, oltre a numerosi altri oggetti, stampe e disegni. L’allestimento in entrambe le sedi è progettato dallo studio De Lucchi. Il catalogo è edito da arte’m . La mostra è promossa e organizzata dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, con la collaborazione di Civita Mostre.

Labirinti del cuore è visitabile con un biglietto unico comprensivo dei due siti museali e delle due sezioni della mostra. Una audioguida compresa nel biglietto di ingresso è disponibile per tutti i visitatori a Palazzo Venezia, mentre a Castel Sant’Angelo i contenuti della mostra sono fruibili attraverso la nuova app scaricabile gratuitamente.

Ultima modifica il Mercoledì, 14 Giugno 2017 10:41

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