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Venerdì, 10 Novembre 2017 09:22

Da Kandinsky a Cage, tra arte e musica a Palazzo Magnani di Reggio Emilia

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Per celebrare vent’anni di attività espositiva, la Fondazione ospita dall'11 novembre 2017 al 25 febbraio 2018, in un affascinante percorso sinestetico, le opere dei maestri che hanno cambiato per sempre il corso dell’arte e della musica

REGGIO EMILIA - Un percorso tra arte e musica che parte da Vassily Kandisky fino ad approdare a John Cage. Si tratta della mostra dal titolo "Kandinsky-Cage: Musica e Spirituale nell’arte" in programma dall'11 novembre prossimo a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, nella quale in un affascinante percorso sinestetico le nozioni di interiorità e spiritualità vengono indagate come temi aperti, capaci di raccogliere molte suggestioni.

Come spiegato dalla curatrice della rassegna, Martina Mazzotta, "A partire dalla fine dell'Ottocento, e poi fino ai giorni nostri si può individuare un filo rosso che pone la musica in connessione con gli sviluppi dell’arte moderna e contemporanea. Non vi è artista che non si sia confrontato, con l'immaterialità dell’arte-sorella, con la sua sovrana indipendenza dal mondo del visibile e dalle finalità riproduttive.Negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo, soprattutto in ambito germanico, il culto di Goethe, il wagnerismo, le indagini in campo filosofico e scientifico riflettono l'esigenza di una aspirazione all'armonia dell'individuo con il tutto, di una spiritualizzazione del lavoro artistico che produce un forte impatto sulle arti figurative, favorendo il ricorso al modello della musica”.

ll percorso espositivo prende avvio dai preziosi bozzetti di opere di Richard Wagner (dell’Archivio Ricordi di Milano), dalla “Fantasia di Brahms” di Max Klinger e da una serie di Lubok.

Segue un importante nucleo di una cinquantina di opere di Kandinsky tra dipinti, acquerelli e grafiche, provenienti da musei e collezioni private, tra le quali spiccano quelle di carattere eminentemente musicale, come gli acquerelli dipinti per gli spettacoli teatrali 'Violett' (del Centro Pompidou, Parigi) e 'Quadri da un'Esposizione' sulla musica di Musorgskij (della collezione universitaria del Castello di Wahn, Colonia).

Dal confronto dialettico con un musicista e artista grande come Constantin Ciurlionis, rappresentato in mostra da opere e spartiti provenienti dall'omonimo museo lituano di Kaunas, nonché dalle suggestioni della musica atonale dell'amico Arnold Schöenberg (poi maestro di Cage), celebrato a Palazzo Magnani come pittore con una straordinaria selezione di dipinti del Schöenberg Center di Vienna, Kandinsky giunge intorno al 1910 all'astrattismo spirituale e apre la via al suono interiore dei segni e dei colori, alla continua ascesa verso la libertà della materia. Le espressioni artistiche, ricondotte all'unità del soggetto e al suo ruolo di artefice, spostano l'attenzione sull'interiorità, su quello che Kandinsky chiama "das Geistige in der Kunst" (lo spirituale nell’arte). La tensione profetica verso l'età dello spirito che anima l'omonimo libro, scritto nel 1909 e poi pubblicato nel 1912, viene drammaticamente negata dall'avvento del primo conflitto mondiale.

La musica resta tuttavia l'ambito privilegiato nel percorso di Kandinsky come in quello degli altri artisti in mostra, per proseguire verso la via dell’arte astratta, da interpretare anche in senso mistico, antroposofico, religioso e cosmico. La fusione sinestesica e l'empatia (Einfuehlung) che vedono i fruitori coinvolti in un processo ri-creativo dell'opera, rappresentano presupposti fecondi per guidare i visitatori attraverso il percorso della mostra, dove pittura, scultura, teatro, danza e cinema si relazionano alla non-oggettività della musica.

La mostra si conclude con un ampio omaggio a John Cage, il musicista, pensatore, poeta e artista i cui princìpi di risonanza interiore e la cui concezione dell’arte come tramite privilegiato di idee universali presenta analogie, rimandi e corrispondenze con la spiritualità kandinskiana.
Il progetto si pregia di un importante Comitato Scientifico, presieduto da Paolo Repetto e composto da curatori e direttori di museo, musicologi, storici dell’arte e filosofi, tra i quali troviamo Michele Porzio e Gillo Dorfles.

La mostra, visitabile fino al 25 febbraio 2018, è promossa da Fondazione Palazzo Magnani e Skira Editore con la partecipazione di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Comune di Reggio Emilia, Regione Emilia Romagna, Provincia di Reggio Emilia, Fondazione Cassa di Risparmio Pietro Manodori, Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Vademecum

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Informazioni dettagliate su: www.palazzomagnani.it
Fondazione Palazzo Magnani –Tel. 0522 454437– 444446 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ultima modifica il Venerdì, 10 Novembre 2017 11:41

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