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Mercoledì, 06 Dicembre 2017 14:27

Ai Musei Capitolini l'omaggio a Winckelmann, il fondatore dell'archeologia moderna. Foto

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Con la mostra dal titolo “I Tesori di antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del settecento”ospitata ai Musei Capitolini dal 7 dicembre 2017 al 22 aprile 2018, si celebra la figura di Winckelmann in occasione di due importanti ricorrenze: i 300 anni dalla nascita, nel 2017, e i 250 anni dalla morte, nel 2018

Hubert Robert,  Vue pittoresque du Capitole
Avec la statue équestre de Marc-Aurèle,  Valenciennes, 1774, Musée des Beaux-Arts
inv. P46-1-499 
Foto © RMN-Grand Palais / René-Gabriel Ojéda - particolare Hubert Robert, Vue pittoresque du Capitole
Avec la statue équestre de Marc-Aurèle, Valenciennes, 1774, Musée des Beaux-Arts
inv. P46-1-499 
Foto © RMN-Grand Palais / René-Gabriel Ojéda - particolare

ROMA - “Novello Colombo”, “scopritore di una terra a lungo presagita, menzionata e discussa, e lo si può ben dire, un tempo conosciuta e poi nuovamente perduta”. Con queste parole Johann Wolfgang Goethe descrive l’impatto rivoluzionario dell’opera di Winckelmann, e in particolare della sua Storia dell’Arte nell’Antichità” pubblicata a Dresda nel 1764. 

Johann Joachim Winckelmann, padre della moderna archeologia, giunge a Roma nel 1755 grazie a una borsa di studio conferita dal principe Elettore di Sassonia. Descrivendo a un amico la sua prima visita al Museo Capitolino, il primo museo pubblico d’Europa, Winckelmann dice: Vivo come un artista e come tale sono accolto nei luoghi dove ai giovani è permesso di studiare, come nel Campidoglio. Qui è il Tesoro delle antichità di Roma e qui ci si può trattenere in tutta libertà dalla mattina alla sera”. Grazie a questo vitale rapporto con l’Antico, coltivato in assoluta libertà, Winckelmann comincia a gettare le basi teoriche per una nuova metodologia di ricerca archeologica, dando vita ad un raffinato sistema di valutazione cronologica e stilistica delle opere antiche fondato sul l'osservazione diretta dei manufatti e l'attenta lettura delle fonti letterarie.

L’esposizione, a cura di i Eloisa Dodero e Claudio Parisi Presicce, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, ha una duplice finalità: la prima, offrire ai visitatori il racconto degli anni cruciali che hanno portato, nel dicembre del 1733, all’istituzione del Museo Capitolino, il primo museo pubblico d’Europa, destinato non solo alla conservazione ma anche alla promozione della “magnificenza e splendor di Roma”; la seconda, presentare le sculture capitoline sotto una luce diversa, ovvero attraverso le intuizioni spesso geniale del grande Winckelmann. 

La mostra, arricchita da una selezione di 124 opere, si sviluppa in tre sedi diverse: le Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale del Palazzo Nuovo. 

Le Sale Caffarelli, sede centrale dell'evento, ospitano documenti originali, volumi, disegni, incisioni, dipinti, sculture antiche e moderne, in grado di narrare i primi anni di vita del Museo Capitolino. La sezione espositiva di questa parte della mostra si chiude con la presentazione di alcuni aspetti del soggiorno di Winckelmann a Roma: i luoghi in cui abita, le ville, i palazzi e le biblioteche che frequenta, i personaggi che fanno parte del suo entourage; uno 'spazio immersivo', in cui sono impiegate tecnologie di realtà virtuale, offre la possibilità di approfondire alcuni passaggi della Storia dell'Arte attraverso una selezione di sculture capitoline e riprese esclusive realizzate a Villa Albani Torlonia. 

Nelle Stanze terrene di sinistra del Palazzo Nuovo, reintegrate nel percorso del Museo e riaperte al pubblico per la prima volta dopo alcuni anni, sono ricreati allestimenti espositivi ormai perduti: sculture oggi conservate nei depositi dei Musei Capitolini e della Centrale Montemartini, consentono una suggestiva immersione nella realtà settecentesca del Museo. Inoltre uno splendido tripode in marmo da Villa d'Este, un tempo importante elemento dell'arredo dell'atrio del Palazzo Nuovo e dal 1797 al Louvre, ritorna ai Musei Capitolini per essere esposto nel Salone e tornare a dialogare con una statua di Atena un tempo collocata di fronte a lui nell'atrio del palazzo, come rivela il raffinato disegno di Hubert Robert. La ricostruzione analogica nelle Stanze terrene è accompagnata da ricostruzioni 3D delle sale del Museo che hanno subito i cambiamenti più significativi dagli anni del soggiorno di Winckelmann a Roma.

Infine nelle magnifiche sale che ospitano da quasi trecento anni la collezione permanente del Palazzo Nuovo è stato predisposto un percorso di visita speciale, dedicato al grande studioso tedesco: 30 sculture sono lette attraverso gli occhi di Winckelmann  con l’obiettivo di evidenziare l’influenza esercitata dalla Storia dell’Arte e dai Monumenti Antichi Inediti – l’opera italiana di Winckelmann pubblicata nel 1767 – sull’interpretazione e la valutazione stilistica dei capolavori capitolini. 

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è corredata da un catalogo edito da Gangemi.

Vademecum

Musei Capitolini
Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale del Palazzo Nuovo
Piazza del Campidoglio - Roma
7 dicembre 2017 – 22 aprile 2018
Inaugurazione: 6 dicembre 2017 ore 18.00
Orari
Tutti i giorni 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietti
Intero: € 15 biglietto integrato Mostra + Museo (comprensivo della tassa del turismo per i non residenti a Roma)
Ridotto: € 13 biglietto integrato Mostra + Museo (comprensivo della tassa del turismo per i non residenti a Roma)
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Info
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 21.00)
www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it
#Winckelmann300

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Dicembre 2017 16:12

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