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Giovedì, 08 Marzo 2018 16:38

Torino. Tre sedi per la mostra “Anche le statue muoiono”. Foto

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Nata dalla collaborazione di quattro istituzioni: Museo Egizio, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, i Musei Reali ed il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino, l’esposizione è un invito alla riflessione sull’importanza del patrimonio culturale

Mimmo Jodice, Anamnesi, 2014 9 stampe True Black Fine Art Giglèe su Photo-Rag 100% cotone, 79 x 360 cm Collezione Privata, Brescia Courtesy dell’artista e Galleria Massimo Minini Mimmo Jodice, Anamnesi, 2014 9 stampe True Black Fine Art Giglèe su Photo-Rag 100% cotone, 79 x 360 cm Collezione Privata, Brescia Courtesy dell’artista e Galleria Massimo Minini

TORINO - La mostra “Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo”, presentata l’8 marzo, è articolata in tre sedi del capoluogo piemontese: Museo Egizio, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Musei Reali. 

L’esposizione, a cura di Irene Calderoni, Stefano de Martino, Paolo Del Vesco, Christian Greco, Enrica Pagella, Elisa Panero, analizza il tema della distruzione consapevole del patrimonio culturale, sottolineando l'importanza della conservazione e protezione anche con un rinnovato ruolo dei musei. 

L’esposizione inoltre si fonda sulla convinzione della capacità dell’arte di generare nuovi discorsi, ponendosi un duplice obiettivo: informare e mostrare al pubblico il risultato delle recenti e violente distruzioni che hanno travolto il patrimonio artistico e culturale di molti Paesi; ma anche sensibilizzare perché è solo attraverso la conoscenza dei beni culturali che si può giungere a un’attenta tutela del patrimonio, eredità e memoria da tramandare e proteggere.

Con “Anche le statue muoiono” il Museo Egizio si apre per la prima volta all'arte contemporanea ospitando, nella sala mostre dedicata a Khaled al-Asaad, ucciso dall'Isis, nel tentativo di difendere il sito archeologico di Palmira di cui era direttore da oltre 30 anni, nove artisti contemporanei che dialogano, attraverso le loro opere - installazioni, video, fotografie - con reperti millenari. Il percorso inizia con un suggestivo incontro tra sguardi: quelli dei nove volti fotografati da Mimmo Jodice e quelli spezzati dei governatori di Qau el-Kebir (1900 – 1850 a.C). 

Spiega la presidente del museo, Evelina Christillin: “La mostra 'Anche le statue muoiono' è la concreta dimostrazione di come la sinergia tra enti culturali sia in grado di produrre un importante risultato: una mostra diffusa sul territorio cittadino, presente in tre diverse sedi espositive e riconosciuta tra le iniziative legate all’Anno Europeo del Patrimonio. Per il Museo Egizio l’inaugurazione di questa mostra rappresenta, inoltre, un segnale di apertura verso altri linguaggi artistici, in questo caso quelli dell’arte contemporanea, a testimonianza di un approccio che vuole questo Museo disponibile a ogni tipo di dialogo. Siamo molto grati a Intesa Sanpaolo per il sostegno dato alla mostra e al convegno internazionale di maggio. Ringrazio anche Consulta Torino che ha scelto di esserci a fianco in questo progetto e in altri che seguiranno”.

Alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo si indaga, invece, sui temi del museo, dell'archeologia, del colonialismo, dell'identità nazionale e delle relazioni tra culture. Al centro della mostra, le sedici teche museali di Kader Attia, vuote e con i vetri infranti, invitano lo spettatore a riflettere sui diversi modi in cui i reperti museali sono stati oltraggiati. Due reperti provenienti dalle collezioni del Museo Egizio mostrano i segni della violenza di cui sono state vittime nel lontano passato.

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - ha detto la Presidente, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo - favorisce da sempre la collaborazione tra istituzioni, partecipando attivamente al sistema dell'arte e della cultura torinese. “Anche le statue muoiono” è il risultato di un progetto scientifico condiviso dai curatori di quattro diverse istituzioni della nostra città. Insieme, attraverso il dialogo, hanno avvicinato i loro linguaggi, consegnandoci una mostra profonda e riflessiva. Sono particolarmente fiera del ruolo che le opere d’arte contemporanea svolgono nell'itinerario espositivo, portando all’attenzione del pubblico temi di stringente attualità, secondo una prospettiva inedita, aperta agli interrogativi della storia, ai rapporti complessi fra le culture, alla questione cruciale della trasmissione della memoria e della conservazione e protezione del patrimonio”.

Infine i Musei Reali propongono una riflessione con l'esposizione di reperti archeologici e opere d'arte: dai rilievi assiri, all'arte cipriota e romana fino alla pittura di Rogier van der Weyden.

La Direttrice Enrica Pagella ha quindi sottolineato: “I Musei Reali riflettono sul ruolo controverso del museo nel tempo, quale luogo di tutela e conservazione al servizio della società, ma anche teatro di decontestualizzazione e appropriazione. Un ruolo che, dalla Convenzione di Faro, va necessariamente rimesso in discussione. La sezione della mostra ospitata dai Musei Reali crea un dialogo trasversale con le tematiche trattate nelle altre sedi, aprendosi anche al linguaggio dell'arte contemporanea in un gioco di rimando tra passato e presente, con uno sguardo rivolto al futuro”.

L’esposizione si inscrive nel programma dell’Anno Europeo del Patrimonio 2018 i cui temi saranno approfonditi all’interno di un convegno internazionale che coinvolgerà studiosi ed esperti di diverse discipline. 

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Musei Reali

Museo Egizio

Vademecum

ANCHE LE STATUE MUOIONO
Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo
9 marzo - 9 settembre 2018
Sedi espositive:
Museo Egizio
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (chiude il 29 maggio 2018)
Musei Reali (nel Salone delle Guardie Svizzere chiude il 3 giugno 2018)

Ultima modifica il Giovedì, 08 Marzo 2018 17:19



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