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Martedì, 13 Marzo 2018 15:38

Roma. MUSIA, prorogata la mostra “Dal Simbolismo all'Astrazione. Il primo Novecento a Roma nella collezione Jacorossi”

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L’esposizione, che ha inaugurato lo spazio per l’arte contemporanea ideato dal collezionista e imprenditore Ovidio Jacorossi, è stata prorogata sino a domenica 30 settembre 2018

Gino Severini, L’Homme de l’avenir 1935 Tempera su carta intelata 52 x 52 Collezione Jacorossi, Roma Gino Severini, L’Homme de l’avenir 1935 Tempera su carta intelata 52 x 52 Collezione Jacorossi, Roma

La mostra dal titolo Dal Simbolismo all’Astrazione. Il primo Novecento a Roma nella Collezione Jacorossi, a cura di Enrico Crispolti in collaborazione con Giulia Tulino, allestita nella Galleria 7 di MUSIA, propone circa cinquanta opere della Collezione Jacorossi, che vanno da autori noti come De Carolis, Balla, Martini, a Cagli, Leoncillo, Colla, Afro, ad artisti inattesi come fra Bargellini, Edita Broglio, Di Cocco, i Ferrazzi, Janni. 

In autunno, dopo questa prima esposizione, che ha inaugurato lo spazio lo scorso 1 dicembre, seguirà una seconda antologica, sempre a cura di Enrico Crispolti, dedicata alle opere significative della collezione relative alla seconda metà del Novecento. Nella primavera del 2019 è invece prevista una terza mostra focalizzata sulle opere di grande formato lungo i decenni centrali del Novecento.

Lo spazio polifunzionale, ristrutturato su progetto dell’architetto Carlo Iacoponi, è composto dall’insieme articolato di vari ambienti – disposti su tre livelli e dotati di due ingressi su Via dei Chiavari (al civico 7 e al 9) – che comprendono: la Galleria 7, dedicata all’esposizione di opere della collezione Jacorossi, con affaccio sul Cortile cinquecentesco attribuito a Baldassarre Peruzzi; la Cucina (coffee &food); la terrazza interna; il Wine bar; le Sale Pompeo; la Galleria 9 dedicata invece alla vendita di opere d’arte, fotografia, oggetti di design.

Nel suggestivo spazio delle Sale Pompeo, situato sui resti dell’omonimo Teatro romano prosegue la grande video installazione di Studio Azzurro dal titolo Il Teatro di Pompeo: un dramma (durata 18 minuti) per 4 stanze e 8 schermi, che crea un ambiente video concepito appositamente per MUSIA. Nelle sale in mattone a vista, cariche di storia e di un’atmosfera che rievoca immediatamente l’antica romanità, si sviluppa il dramma dell’assassinio di Cesare.

Per approfondire I temi legati all’installazione e cioè interattività, suono, media landscape giovedì 22 marzo alle ore 17 si svolgerà il seminario “Studio Azzurro. L’esperienza delle immagini”, acura di Valentina Valentini, introdotto da Dario Cecchi, con interventi di Roberto Calabretto, Derrick de Kerkhove, Pietro Montani, Caterina Tomeo e Studio Azzurro.

 

Ultima modifica il Martedì, 13 Marzo 2018 15:57



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