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Martedì, 27 Marzo 2018 12:14

I fiamminghi a Palazzo Reale di Palermo

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52 capolavori presenti in Sicilia, realizzati tra il tardo Quattrocento ed il Seicento, di provenienza sia pubblica che privata, esposti fino al 28 maggio nelle rinnovate Sale Duca di Montalto

Santa Caterina, fine del secolo XV- inizi del secolo XVI, olio su tavola Santa Caterina, fine del secolo XV- inizi del secolo XVI, olio su tavola

PALERMO - “Sicilië, pittura fiamminga” è la mostra, a cura di Vincenzo Abbate, Gaetano Bongiovanni e Maddalena De Luca, che dal 27 marzo viene ospitata a Palazzo Reale di Palermo

Sono 52 i dipinti di artisti fiamminghi presenti in Sicilia tra la fine del '400 e il '600,  esposti nella rassegna che intende omaggiare il legame culturale traMediterraneo e Mare del Nord, mettendo insieme per la prima volta tele fiamminghe presenti in collezioni pubbliche e private siciliane. 

Come spiegato dal presidente della Fondazione Federico II organizzatrice della mostra, Gianfranco Miccichè: "La Sicilia e le Fiandre hanno antichi legami culturali che furono decisivi per sviluppare forti relazioni con le città marinare fiamminghe, determinando la migrazione di maestranze che dalle Fiandre e dall'Olanda si insediarono in Sicilia. La mostra è un tributo alla storia, a un tempo mediterranea e nordica, della nostra Isola, offerto in occasione dell'anno che vede Palermo Capitale della cultura".

Il percorso espositivo si sviluppa in due nuclei tematici, strettamente legati fra loro: da un lato le opere presenti in Sicilia riconducibili al collezionismo e alla committenza artistica; dall'altro gli artisti di origine fiamminga e olandese, pienamente attivi e inseriti nel tessuto storico-sociale a partire dagli anni centrali del Cinquecento. 

Da Van Dyck a Gossaert, da de Coter a Stomer, da Proovost a Houbracken, la mostra propone veri e propri capolavori, tra cui spicca Madonna col bambino tra angeli, Santa Caterina d’Alessandria e Santa Dorotea, di Jean Gossart, detto Mabuse. In esposizione anche la Madonna con Bambino di Anton Van Dyck, allievo di Rubens, che in quest'opera consolida la sua emancipazione dal maestro. Poi ancora la Deposizione di Jan Provoost, uno degli esempi più significativi del passaggio dal Gotico al Rinascimento dei Paesi Bassi. La rassegna è inoltre impreziosita dal ritratto di Santa Caterina d'Alessandria, il capolavoro svelato nei giorni scorsi nell'omonimo Monastero dopo 32 anni di oblio. L’opera (fine del secolo XV- inizi del secolo XVI, olio su tavola, 53,8 x15,3) è una tavoletta, sportello destro di un trittico smembrato. La tavola è stata attribuita al Maestro della Leggenda di Santa Lucia, artista attivo a Bruges, vicino ai modi di Hans Memling e Gerard David.

Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II, ha sottolineato:"La Fondazione Federico II con questa mostra ufficializza un cambio di rotta, un nuovo metodo di lavoro; la vivida e stretta collaborazione con i grandi professionisti della Cultura, privati e pubblici, con l'assessorato regionale ai Beni Culturali con l'obiettivo di proporre il meglio della Sicilia e che chiude questo excursus espositivo con la Patrona della citta', Santa Rosalia, per Palermo Capitale della Cultura". 

Ultima modifica il Martedì, 27 Marzo 2018 12:42


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