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Martedì, 24 Aprile 2018 12:05

A Reggio Emilia la grande mostra "On the road. Via Emilia 187 a.C."

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La mostra archeologica dedicata alla Strada consolare e al suo Fondatore, il console Marco Emilio Lepido, a cura di Luigi Malnati, Roberto Macellari e Italo Rota, in corso al Palazzo dei Musei Reggio Emilia fino al primo luglio 2018 si arricchisce di immagini storiche dell'Anas

Strada statale 9 "Via Emilia", ponte sul fiume Po ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale Strada statale 9 "Via Emilia", ponte sul fiume Po ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale

REGGIO EMILIA - E’ la via Emilia, la Strada consolare,lunga linea che congiunge l'Est a l'Ovest,  percorsa dal 187 avanti Cristo dai legionari del console Marco Emilio Lepido, da mercanti in viaggio dal Mediterraneo o dal resto d’Europa, da coloni, da viandanti in cerca di fortuna e da cavalieri coperti di gloria, la protagonista della mostra archeologica “On the road. Via Emilia 187 a.C.” che, fino al 1 luglio 2018, è ospitata presso il Palazzo dei Musei Reggio Emilia

Articolata in 400 reperti, diversi dei quali di assoluta importanza storico-archeologica, offre al pubblico un racconto su due livelli: il “sotto”, ovvero la storia antica di questa colossale opera viaria, e il “sopra”, ovvero l’attualità della Via Emilia. 

L’esposizione è stata arricchita dalle immagini storiche di Anas, scattate sulla via Emilia ai tempi del boom economico e che saranno in mostra il 27 e 28 aprile per il Roadshow #Congiunzioni, promosso in occasione dei 90 anni di Anas.  La mostra fotografica “Mi ricordo la strada”, a cura di Emilia Giorgi e Antonio Ottomanelli, si associa perciò a “On the road”, contribuendo n maniera significativa alla sua declinazione nel Contemporaneo.

Si tratta di immagini che ci riportano a una Via Emilia calcata da biciclette e cavalli, rade auto e motociclette per arrivare fino alla Fiat 600 del boom economico che solca un’Emilia fiancheggiata da cartelloni pubblicitari che fotografano consumo e benessere. Nel racconto è tutto il territorio che si specchia in una strada operosa che diviene essa stessa paesaggio e sfondo, luogo di passaggio e costruzione, che ritrae operai al lavoro, uomini in completo affacciati sull’uscio delle porte, chiese che sorgono ai bordi della strada, case cantoniere come benevole vedette di un’Italia in perenne corsa e trasformazione. Quell’Italia che arriva fino a noi, con le varianti alla statale pensate per alleggerire il traffico dai centri abitati e il nuovo ponte sul fiume Po. Immagini in bianco e nero di un “altro ieri” che ha creato l’oggi. 

“Con questa importante nuova ‘sezione’, ‘On the road. Via Emilia 187 a.C.’ approfondisce ulteriormente – sottolinea Elisabetta Farioli, direttore dei Musei Civici di Reggio Emilia – la storia ma anche l’attualità della strada consolare voluta d Marco Emilio Lepido e che da lui assume il nome. Allora rappresentava la strada utilizzata dall’esercito per difendere ed espandere i confini dell’Impero ma anche uno dei primi esperimenti urbanistici dell’antichità. I nuclei urbani che si trovavano sull’itinerario erano edificati ad una distanza media l’uno dall’altro di circa 25 chilometri, corrispondenti ad una giornata di marcia dell’esercito”.

 

Ultima modifica il Martedì, 24 Aprile 2018 14:03


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