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Martedì, 15 Maggio 2018 14:36

Al Museo di Roma "Raffaele de Vico, architetto e paesaggista". Fotogallery

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Dal 16 maggio al 30 settembre 2018 in mostra disegni, progetti, fotografie e documenti che testimoniano la trasformazione urbana e sociale di Roma nella prima metà del Novecento

Veduta progettuale del sottopassaggio tra l’impianto originale e l’ampliamento del Giardino Zoologico, 1927-1931, stampa fotografica di disegno, Archivio Storico Capitolino Veduta progettuale del sottopassaggio tra l’impianto originale e l’ampliamento del Giardino Zoologico, 1927-1931, stampa fotografica di disegno, Archivio Storico Capitolino

ROMA - Provengono dalle collezioni capitoline (Museo di Roma Palazzo Braschi, Galleria d’Arte Moderna e Museo Canonica) e dagli archivi capitolini, le quasi 100 opere in mostra, a partire dal 16 maggio al Museo di Roma Palazzo Braschi, per la rassegna dedicata aRaffaele de Vico  (1881-1969). Proprio lo scorso anno l’Archivio Storico Capitolino ha ricevuto in dono dagli eredi dell’architetto e paesaggista il suo archivio personale. 

La mostra dal titolo "Raffaele de Vico (1881-1969) Architetto e paesaggista" presenta disegni, progetti, fotografie e documenti, di cui alcuni mai esposti prima e/o non esposti da lungo tempo, che attestano la trasformazione urbana, sociale e naturalistica della città di Roma nella prima metà del Novecento, facendo emergere in primo piano alcuni suoi luoghi ancora presenti nell’attuale paesaggio urbano.

Da Villa Borghese (per un ventennio a partire dal 1915) al Parco della Rimembranza a Villa Glori (1923-1924), dai progetti per i parchi Flaminio (1924), del Colle Oppio (1926-1927), Testaccio (1931) a quelli di Ostia Antica (1929-1930), di Santa Sabina sull’Aventino (1931), di Castel Fusano (1932-1937) e Cestio (1938). Così come per i giardini di Villa Caffarelli (1925), Villa Fiorelli (1930-1931) e Villa Paganini (1934) e per il Parco degli Scipioni (1929) e per quello Nemorense (1930); o il particolare progetto per i giardini dell’allora via dell’Impero e di via Alessandrina (1933), da affiancare alle esedre arboree realizzate per la sistemazione di piazza Venezia (1931) oltre al raffinato “giardino-fontana” di Piazza Mazzini (1925-1926), fino ad arrivare al grandioso progetto del parco “dantesco” del Monte Malo (Monte Mario, 1951) e a quelli per i giardini dell’EUR (1955-1961). E ancora: i progetti per il teatro all’aperto a Villa Celimontana (1926) e per l’ampliamento del Giardino Zoologico (1928) e i lavori di riorganizzazione del vivaio e delle serre di San Sisto Vecchio (1926-1927).

Raffaele de Vico nasce a Penne, in Abruzzo, il 18 aprile 1881. Dopo una aver frequentato l’Istituto Tecnico di Chieti lavora come perito agrario e poi come tecnico a Pescara. Nel 1907 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma e si diploma professore di disegno architettonico. Nel corso della sua quasi cinquantennale carriera ha conosciuto e collaborato con i più importanti artefici dell’Italia post-unitaria e fascista, gli architetti Giuseppe Sacconi, Giacomo Boni, Gustavo Giovannoni e Marcello Piacentini, gli scultori Ettore Ferrari, Adolfo e Lorenzo Cozza e Pietro Canonica e il critico d’arte Ugo Ojetti. Nel 1950 ha fondato, assieme ad altri illustri esponenti del paesaggismo italiano, l’Associazione Italiana degli architetti del giardino e del paesaggio, diventandone nel 1965 socio onorario in qualità di «depositario delle nobili tradizioni del nostro paese nella ideazione del giardino come opera d’arte».

La mostra,  promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è curata da Alessandro Cremona, Claudio Crescentini, Donatella Germanò, Sandro Santolini e Simonetta Tozzi, come pure il volume di studi e approfondimenti che l’accompagna, dal titolo “Raffaele de Vico architetto e paesaggista. Un ‘consulente artistico’ per Roma”, secondo della collana editoriale “RomArchitettonica. Collana di Studi sugli Architetti del Comune di Roma”.

Vademecum

Raffaele de Vico (1881-1969)Architetto e paesaggista
Museo di Roma a Palazzo Braschi
Piazza Navona, 2; Piazza San Pantaleo, 10
16 maggio – 30 settembre 2018.
Dal martedì alla domenica dalle ore 10 – 19 (la biglietteria chiude alle 18). Giorni di chiusura: lunedì
Biglietti
Residenti: intero € 8,50; ridotto: € 6,50
Non residenti: intero € 9,50; ridotto: € 7,50
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Info
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
www.museodiroma.it; www.museiincomune.it

Ultima modifica il Martedì, 15 Maggio 2018 14:54



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