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Giovedì, 20 Settembre 2018 12:58

A Palazzo Strozzi in mostra i 50 anni di carriera di Marina Abramović

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La prima grande retrospettiva italiana dedicata a una delle personalità più celebri e controverse dell'arte contemporanea, che attraverso le sue opere ha  rivoluzionato l'idea di performance mettendo alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione

FIRENZE -  "The Cleaner" questo il titolo della grande mostra che riunisce oltre 100 opere di Marina Abramović a Palazzo Strozzi di Firenze. Una straordinaria rassegna che offre una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Sessanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance da parte di un gruppo di performer specificatamente selezionati e formati in occasione della mostra.

Come spiegato dalla stessa Abramović , il titolo dell'esposizione fa riferimento a un particolare momento creativo ed esistenziale, ad una riflessione dell'artista sulla propria vita: "Come in una casa: tieni solo quello che ti serve e fai pulizia del passato, della memoria, del destino". 

Con questa mostra Abramović  riflette dunque sulla propria lunga carriera in un luogo speciale come Palazzo Strozzi, e proprio in un paese, come l’Italia, che ha un significato importante nella biografia e nell'evoluzione del suo percorso artistico.

Per la prima volta inoltre una donna è protagonista assoluta di una mostra di Palazzo Strozzi. Inoltre sarà proprio la voce dell’Abramović ad accompagnare i visitatori nell'innovativa audioguida. 

Il percorso espositivo, che utilizza il palazzo rinascimentale come luogo espositivo unitario, unendo Piano Nobile, Strozzina e cortile,  ripercorre le principali tappe della carriera dell'artista. Dall’esordio come pittrice figurativa e poi astratta fino alle più celebri performance degli anni ’70. E’ nel 1975 che Abramović conosce l'artista tedesco Ulay con cui nasce un rapporto sentimentale e professionale il cui simbolo è il furgone Citroën in cui i due hanno vissuto, viaggiando incessantemente in Europa per tre anni e che sarà esposto nel cortile di Palazzo Strozzi. Insieme creano celebri performance di coppia come Imponderabilia (1977), o azioni come Relation in Space (1976) e Light/Dark (1977). 

Negli anni Ottanta Marina e Ulay intraprendono viaggi di ricerca e studiano le pratiche di meditazione in Australia, India e Tailandia. Ne nascono opere come Nightsea Crossing (1981-1987) e Nightsea Crossing Conjunction (1983). La fine della loro relazione sentimentale e professionale si celebra nel 1988 con la performance The Lovers (1988) dove i due artisti si incontrano per dirsi addio a metà della Grande Muraglia cinese, dopo aver percorso a piedi duemilacinquecento chilometri ciascuno, partendo lei dall'estremità orientale e lui da quella occidentale. Negli anni Novanta il dramma della guerra in Bosnia ispira l'opera Balkan Baroque (1997), con cui Abramović vince il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia. Legate al mondo balcanico e alle proprie complesse dinamiche familiari sono inoltre presentate in mostra opere come The Hero (2001) dedicato al padre, eroe della resistenza, o il controverso ciclo Balkan Erotic Epic (2005). 

Col passare degli anni la sua arte performativa, effimera per definizione, si dilata nel tempo: dalle poche ore delle performance degli anni Settanta a The Artist is Present (2010), in cui al MoMA di New York, muta e immobile - per più di settecento ore nell'arco di tre mesi - ha fissato milleseicentosettantacinque persone che si sono avvicendate davanti a lei, sottolineando così il valore di una comunicazione energetica e spirituale tra artista e pubblico come elemento fondamentale del suo lavoro. 

Grazie alla collaborazione di Palazzo Strozzi con l'Opera di Santa Maria del Fiore, due opere saranno eccezionalmente esposte al Museo dell'Opera del Duomo in dialogo con capolavori come la Pietà Bandini di Michelangelo. Si tratta di una fotografia della Pietà (Anima Mundi) (1983/2002) e del video The Kitchen V, Carrying the Milk (2009). 

Arturo Galansino, Direttore Generale e curatore della mostra di Palazzo Strozzi, spiega:  "Palazzo Strozzi conferma la sua vocazione per il contemporaneo e lo fa con la prima grande retrospettiva italiana dedicata a Marina Abramović, una delle più iconiche figure artistiche del nostro tempo che con la sua ricerca artistica ha attraversato mezzo secolo sfidando i nostri limiti, reinventando il rapporto con il pubblico, riconfigurando il concetto stesso di performance e entrando indelebilmente nell'immaginario collettivo".

Sabato 22 settembre alle ore 15.30 l'artista sarà protagonista dello speciale appuntamento, sold out, Marina Abramović Speaks organizzato dalla Fondazione Palazzo Strozzi presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. In conversazione con Arturo Galansino, l'artista affronterà alcuni temi del suo percorso esistenziale e creativo, ripercorrendo le tappe della sua carriera dagli esordi in Serbia alle ultime grandi performance in tutto il mondo. 

Vademecum

Marina Abramović. The Cleaner
Dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019
Palazzo Strozzi e Museo dell’Opera del Duomo
Orario mostra
Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00
Giovedì: 10.00-23.00
Info:Tel +39 055 2645155 
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Ultima modifica il Giovedì, 20 Settembre 2018 13:04



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