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Lunedì, 15 Ottobre 2018 12:00

Bergamo. Due opere “sorelle” di Botticelli, divise da 200 anni, riunite all’Accademia Carrara

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“Storie di Virginia” e “Storie di Lucrezia”, due tavole realizzate per un’unica committenza e immaginate dal pittore per un unico luogo. Divise nell’Ottocento, una acquisita negli Stati Uniti, l’altra in Italia, visibili insieme per la prima volta prima a Bergamo e poi a Boston

Sandro Botticelli - Storie di Lucrezia - 1500-1504tempera su tavola Dimensioni 80×130 cm Isabella Stewart Gardner Museum, Boston - Particolare Sandro Botticelli - Storie di Lucrezia - 1500-1504tempera su tavola Dimensioni 80×130 cm Isabella Stewart Gardner Museum, Boston - Particolare

BERGAMO - Separate da centinaia di chilometri, le due tavole con le storie di Virginia e Lucrezia, realizzate da Sandro Botticelli intorno al 1500, legano due istituzioni dalla seconda metà XIX secolo: l’Accademia Carrara di Bergamo e l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston. Grazie alla collaborazione tra i due musei, le due opere sono state ricongiunte a Bergamo, e successivamente lo saranno a Boston (febbraio 2019).

Si tratta di due straordinari dipinti in cui è possibile apprezzare la grande solennità, l'eleganza  delle inquadrature  architettoniche, la concitazione degli episodi, memorie classiche e momenti di sentita drammaticità. 

Due storie tutte al femminile quelle di Virginia e Lucrezia, due racconti che ci parlano di virtù e sacrificio: Virginia, dopo essere stata rapita da Marco Claudio, viene dichiarata schiava di Appio Claudio dai Decemviri. Il padre ed il marito della donna, però, dapprima chiedono clemenza, poi, per preservare l'onore della donna, la uccidono, il che innesca la rivolta dei Romani. Lucrezia, moglie di Collatino, dopo aver subito le violenze sessuali del figlio di Tarquinio il Superbo, Sesto, si suicidò, provocando così la rivolta che portò all'abbattimento della monarchia a Roma. Entrambe le storie sono ispirate da racconti di Tito Livio. 

La tavola con le storie di Virginia arriva nella collezione dell’Accademia Carrara grazie al lascito di Giovanni Morelli nel 1891; Lucrezia viene acquistata invece nel 1894 da Isabella Stewart Gardner dal conte Ashburnham, grazie alla mediazione di Bernard Berenson (storico dell’arte da sempre considerato uno dei massimi conoscitori del Rinascimento italiano).

La mostra di Bergamo, dal titolo "Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo"a cura di Maria Cristina Rodeschini e Patrizia Zambrano, è visitabile fino al 28 gennaio 2019.

Spiega M. Cristina Rodeschini direttore Accademia Carrara e co-curatore della mostra: "La solida collaborazione dell’Accademia Carrara con l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston viene sottolineata con vigore da questa mostra. Il profondo e fattivo dialogo culturale tra i due musei, che prendeva avvio nel 2015, trovanell’esposizione Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo, un importante punto di approdo. I due dipinti con la Storia di Virginia della Carrara e la Storia di Lucrezia del Gardner, dipinte dal maestro fiorentino nella piena maturità, ne confermano la grandezza e mettono in risalto l’attualità del ruolo femminile nella società. Le due storie vengono interpretate da Botticelli non solo come esempi di alta moralità civile, ma come detonatori di radicali cambiamenti politici. Affascina il messaggio al quale dà voce il mondo rinascimentale: la sfera privata volge in interesse collettivo. Ieri come oggi?"

L’esposizione, oltre al ricongiungimento delle due opere, è un’occasione per la valorizzazione anche degli altri due dipinti di Botticelli sempre a Bergamo: il Ritratto di Giuliano de’ Medici (1478-1480 circa) e il Vir dolorum (1495-1500 circa), entrambi entrati in museo grazie alla donazione di Giovanni Morelli.

Il Ritratto di Giuliano è affiancato dal busto in marmo che lo raffigura in prestito dal Museo del Bargello di Firenze e dal testo di Paolo Giovio, Elogia virorum bellica virtute illustrium, Basilea 1575, corredato dall’incisione con il giovane erede della famiglia Medici trafitto da un pugnale, per ricordare i fatti di sangue della Congiura dei Pazzi che videro la sua morte. Il Vir dolorum della Carrara, già in coppia con una Mater Dolorosa - oggi non rintracciabile, ma nota attraverso un’immagine del 1913 - è invece accostato al Crocifisso (1496-1498 circa) del Museo dell’Opera del Duomo di Prato.

Patrizia Zambrano co-curatore della mostra, professore presso Università del Piemonte Orientale, sottolinea: "Questa trattazione nasce dall’idea del confronto e dell’interlocuzione tra opere della Carrara e opere ‘ospiti’ della mostra e intende valorizzare la collezione dimostrando che ciò che è custodito nel museo non è materia morta ma invece materiale vivente e che continuamente pone domande alle quali gli studiosi, ma anche il pubblico sono chiamati a rispondere. Il visitatore si troverà perciò di fronte a tre diversi aspetti dell’attività di Sandro Botticelli: il pittore di ritratti, il pittore del tema sacro, il pittore di storie, in particolare episodi della storia romana".

Vademecum

Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo
Dal 12 Ottobre 2018 al 28 Gennaio 2019
Accademia Carrara, Bergamo
Biglietti: intero € 12, ridotto € 10, scuole € 5, gratuito sotto i 6 anni e altre categorie secondo normativa vigente
Prevendite: +39 035 4122097
Info: +39 035 234396 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
http://lestoriedibotticelli.it

Orari 
tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30 (chiusura biglietteria 16.45). Chiuso il martedì
Aperture serali straordinarie
26 ottobre | 30 novembre | 28 dicembre | 11 gennaio 2019 9.30 - 22.00 | ultimo ingresso ore 21.00  

Ultima modifica il Domenica, 14 Ottobre 2018 20:23



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