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Giovedì, 18 Ottobre 2018 10:03

Cleopatra e Marilyn, due icone immortali unite da un tragico destino

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Una mostra alla Fondazione Magnani-Rocca di Parma mette a confronto la "Marilyn" di Andy Warhol e la "Cleopatra" di Arnold Böcklin

Arnold Böcklin (1827-1901), La morte di Cleopatra, 1872, olio su tela Andy Warhol, Marylin, 1979 - 1986, acrilico su tela. © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2018Arnold Böcklin (1827-1901), La morte di Cleopatra, 1872, olio su tela Andy Warhol, Marylin, 1979 - 1986, acrilico su tela. © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2018

PARMA - In occasione della mostra Lichtenstein e la Pop Art americana, la Fondazione Magnani Rocca, nelle sale della Villa dei Capolavori di Mamiano, mette a confronto due straordinarie opere, apparentemente molto distanti tra loro, sia nel tempo che nello stile, ma che vedono protagoniste due donne fatali, unite da un destino tragico. Le opere in questione sono La morte di Cleopatra, olio su tela del 1872 del celebre pittore simbolista svizzero, Arnold Böcklin e la straordinaria Marilyn Monroe di Andy Warhol. 

Nella sua Cleopatra Böcklin raffigura la regina attraverso una iconografia che, oltre ad esaltare la bellezza della donna, restituisce una accentuata carica drammatica ed emotiva. Cleopatra è immortalata in una posizione seducente con in mano l’aspide che sarà il mezzo con il quale attuerà il suo suicidio, come narra Plutarco. 

Cleopatra viene sempre ricordata per la sua grande capacità seduttiva e per la maestria nel gestire le sorti del proprio regno a cui riuscì fino all’ultimo a garantire una grande indipendenza da Roma. Legata prima a Giulio Cesare e quindi al triumviro Marco Antonio, arrivò a governare l’Oriente insieme al suo ultimo consorte; il loro enorme potere venne contrastato da Ottaviano che ad Azio sconfisse le truppe egizie e di Marco Antonio. A seguito di questa disfatta, Antonio si suicidò e a breve Cleopatra lo seguì.

Böcklinsceglie di collocare la sua Cleopatra tra la luce e l’ombra, quasi a voler restituire il momento del trapasso, infondendo al dipinto un senso di profonda drammaticità. Prima di lui Guido Reni aveva dipinto, tra il 1635-40, una Cleopatra morente, conferendo alla tela una impostazione altrettanto tragica. Non è escluso quindi che Böcklin, nei suoi viaggi in Italia, possa aver visto il dipinto assorbendone composizione e sensazioni. 

Nel tempo la figura di Cleopatra ha ispirato teatro e cinema. Indimenticabile l’interpretazione di Liz Taylor nei panni della regina egiziana nel colossal del 1963. 

La Taylor fu immortalata da Andy Warhol proprio come Marilyn Monroe in una serie di famosissimi ritratti.

La Marilyn di Warhol, esposta insieme alla Cleopatra di Böcklin, è una delle opere che più hanno segnato l'iconografia contemporanea. Warhol, dopo la morte dell’attrice nel 1962, decise di rasformarne le sembianze in icona di massa della società americana. L’immagine in esposizione è tratta dalla foto pubblicitaria per il film Niagara del 1953.  Warhol realizza una immagini bidimensionale che si staglia su un fondo buio, realizzando una sorta di sagoma verde fosforescente che, nella sua bellezza, si trasforma quasi in un sudario della celebrità, sottolinenando la tragica fine di Marilyn ma anche assicurandole l’eternità. 

Vademecum

Fondazione Magnani-Rocca,
via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 17 ottobre al 9 dicembre 2018.
Aperto anche tutti i festivi. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).
Aperto anche 1° novembre e 8 dicembre. Lunedì chiuso.
Ingresso: € 10,00 valido anche per la mostra “LICHTENSTEIN e la Pop Art americana” e per le raccolte permanenti - € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  www.magnanirocca.it

 

Ultima modifica il Giovedì, 18 Ottobre 2018 11:01



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