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Martedì, 23 Ottobre 2018 15:14

Pirelli HangarBicocca. “Igloos”, la mostra dedicata a Mario Merz

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Dal 24 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019 in esposizione il corpus di opere più iconiche dell’artista, realizzate tra il 1968 e l’anno della sua scomparsa. Un progetto a cura di Vicente Todolí, realizzato in collaborazione con la Fondazione Merz

© Getty Research Institute, Los Angeles / Ph. Balthasar Burkhardt | Mario Merz, Veduta della mostra, Kunsthaus Zürich, 1985 © Getty Research Institute, Los Angeles / Ph. Balthasar Burkhardt | Mario Merz, Veduta della mostra, Kunsthaus Zürich, 1985

MILANO - La mostra “Igloos”, ospitata al Pirelli HangarBicocca, assume come punto di partenza l’esposizione personale di Mario Merz curata da Harald Szeemann nel 1985 alla Kunsthaus di Zurigo, dove vennero presentate tutte le tipologie di igloo realizzate fino a quel momento “al fine di formare un villaggio, un paese, una ‘Città irreale’ nello spazio espositivo”, come afferma Szeemann. Il progetto di Milano prosegue dunque l’intento di Szeemann e Merz, mettendo in luce come l’artista abbia continuato a sviluppare con coerenza e visionarietà l’immaginario dell’igloo. 

L’esposizione include opere concepite in occasione di importanti antologiche e retrospettive nei grandi musei europei e stranieri. Si apre con La Goccia d’Acqua, 1987, il più grande igloo mai realizzato da Merz per uno spazio interno, di dodici metri di diametro, presentato in occasione della sua mostra personale al CAPC musée d'art contemporain de Bordeaux.

Nello spazio delle Navate il percorso espositivo si sviluppa in nuclei che seguono un ordine cronologico, partendo dai primi igloo concepiti negli anni ‘60 come, per citarne alcuni: Igloo di Giap, 1968 e Acqua scivola, 1969. Quelli degli anni ‘70: tra gli altri, sono presenti Igloo di Marisa, 1972 e ‘If the hoar frost grip thy tent Thou wilt give thanks when night is spent’(Ezra Pound), 1978. Le evoluzioni degli anni ‘80, periodo in cui gli igloo divengono più complessi, si raddoppiano, si triplicano o si intersecano, sono testimoniate da, ad esempio: Igloo del Palacio de las Alhajas, 1982 e Chiaro Oscuro, 1983. Rappresentativo degli anni ‘90 è Senza titolo, 1999, realizzato per il parco del museo, in occasione della mostra personale alla Fundação de Serralves, curata proprio da Vicente Todolí.

Come affermava Merz stesso: “l’igloo è una casa, una casa provvisoria. Siccome io considero che in fondo oggi noi viviamo in un’epoca molto provvisoria, il senso del provvisorio per me ha coinciso con questo nome: igloo” (Mario Merz, estratto da “In Prima Persona. Pittori e scultori italiani: Mario Merz, Giulio Paolini, Mimmo Spadini, Alighiero Boetti” di Antonia Mulas, trasmessa su RAI Tre il 25/12/1984). 

La mostra è accompagnata da un catalogo, pubblicato da Mousse Publishing, che include un’estesa documentazione fotografica dell’esposizione, i contributi di Germano Celant, Lisa Le Feuvre e Pietro Rigolo, e dettagliate schede di ogni lavoro presentato.

Vademecum

Mario Merz “Igloos”
Dal 24 Ottobre 2018 al 24 Febbraio 2019
Milano, Pirelli HangarBicocca
Info: +39 02 66 11 15 73
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.http://www.hangarbicocca.org

Ultima modifica il Martedì, 23 Ottobre 2018 15:27


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