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Lunedì, 29 Ottobre 2018 16:40

Roma. La Galleria Nazionale celebra Mimmo Rotella con una grande retrospettiva. Fotogallery

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Nell’anno del centesimo anniversario dalla nascita dell’artista una mostra, a cura di Germano Celant e Antonella Soldaini, con oltre centosessanta opere allestite nel Salone Centrale del museo

Foto Giorgio Benni Foto Giorgio Benni

ROMA - Il 30 ottobre apre al pubblico Mimmo Rotella Manifesto”, la rassegna dal titolo emblematico, che si propone come la più grande ricognizione scientifica sulla produzione dell’artista di Catanzaro. L'esposizione è stata realizzata grazie alla collaborazione della moglie e della figlia dell’artista, Inna e Aghnessa Rotella, con la Fondazione a lui intitolata.

I curatori della mostra hanno scelto di interpretare lo spazio espositivo del Salone Centrale della Gnam, come una vasta piazza interna circondata da pareti o facciate di edifici. Qui sono state allestite le 160 opere selezionate che compongonosei grandi insiemi-manifesto, ognuno incentrato su una delle tecniche principali che Mimmo Rotella ha sperimentato e il cui punto di partenza è sempre la rielaborazione del poster pubblicitario. 

“Tale interpretazione urbana ha sollecitato” - afferma Celant -  “un display che non fosse composto da frammenti, i quadri, con strutture espositive centrali, tipiche delle mostre tradizionali, in cui le opere sono presentate per temi e per momenti, in singoli territori parietali, stanze e sale, ma si integrasse con la piazza, entrandone a far parte”. 

"Nel 2018, in occasione del centenario dalla sua nascita, la Galleria Nazionale inaugura 'la più spettacolare mostra al mondo' dedicata a Mimmo Rotella.  - Spiega Cristiana Collu, direttrice della Galleria - Anche i musei hanno illuminazioni zen e cercano di non mancare agli appuntamenti. Non si tratta di ricucire uno strappo – infatti dal 1955 la carriera di Rotella è inarrestabile, intensa e felice – ma di un omaggio che, grazie allo sguardo premuroso di Inna e Aghnessa Rotella, della Fondazione e del Mimmo Rotella Institute diretto da Antonella Soldaini e alla peculiare visione di Germano Celant, restituisce prima di tutto alla città quello che la città ha dato all’artista. Il salone centrale come se fosse una piazza, il luogo della comunità per antonomasia, mette insieme i frammenti di un percorso a ritroso e chiarisce per sempre la grandezza dell’artista. Visionario anche quando diventa veggente, copre con il velo bianco le sue opere che si trasformano in apparizioni".

"I lavori presenti nei sei insiemi-manifesto, - evidenzia Antonella Soldaini - di cui almeno una trentina mai esposti in precedenza, testimoniano delle differenti tecniche adottate da Rotella negli anni. Si tratta di uno spostamento linguistico continuo che dimostra il forte gusto per la sperimentazione tipico della personalità dell’artista".

In esposizione ci sono i décollages e i retro d'affiches degli anni '50 e '60, gli artypos degli anni '60 e '70, i blanks e le sovrapitture, fino ai décollages monumentali degli anni '90 e 2000.

La rassegna ospita anche testimonianze, disegni, documenti, piccole opere pittoriche su tela e su carta, oltre a effaçages e frottages. E poi ancora fotografie,  cataloghi, lettere selezionate  che permettono di contestualizzare e comprendere l’attività dell’artista. 

Il visitatore avrà quindi l’opportunità di conoscere in maniera approfondita tutta l’opera di Rotella e non solo. Non sono infatti stati tralasciati anche altri aspetti fondamentali nella carriera dell’artista, tra cui i rapporti, lavorativi e personali, con i protagonisti del panorama culturale del XXI secolo, da Carla Accardi a Giuseppe Capogrossi e Lucio Fontana, dai Nouveaux Réalistes a Julian Schnabel, da Carlo Cardazzo a Sidney Janis, da Pierre Restany a Tommaso Trini, fino a Giulio Carlo Argan e a Palma Bucarelli.

All’esterno del salone-piazza, in una posizione simmetrica, due piccole piazzette espongono gli aspetti performativi e gli esempi scultorei di Mimmo Rotella: da una parte filmati dagli anni Cinquanta, dall’altra la sua attività in ambito plastico tramite la serie dei Replicanti del 1990.

La mostra è corredata da un ampio ed esaustivo catalogo edito da Silvana Editoriale con testi inediti di studiosi nazionali e internazionali. 

Foto Giorgio Benni 

Vademecum

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti 131, Roma
Ingresso disabili Via Gramsci 71
orari di apertura
dal martedì alla domenica: 8.30 – 19.30
ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura
biglietti
intero: € 10,00
ridotto: € 5,00
 T + 39 06 32298221
lagallerianazionale.com
#LaGalleriaNazionale

Ultima modifica il Lunedì, 29 Ottobre 2018 17:45



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