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Martedì, 04 Dicembre 2018 13:12

Da Previati a Boccioni il tema della maternità nell’arte italiana fra Otto e Novecento. Immagini

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Dal 7 dicembre al 10 marzo 2019 negli spazi della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti a Verona, una mostra a cura di Francesca Rossi e Aurora Scotti

Gaetano Previati, Maternità, 1886 ca., olio su tela, 56 x 100 cm, Milano, Galleria d’Arte Moderna. Gaetano Previati, Maternità, 1886 ca., olio su tela, 56 x 100 cm, Milano, Galleria d’Arte Moderna.

VERONA - Il 7 dicembre apre alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti a Verona la mostra dal titolo "L’amore materno alle origini della pittura moderna, da Previati a Boccioni". 

Si tratta della prima esposizione che la città di Verona dedica ad alcuni autori del Divisionismo italiano, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di uno dei periodi più creativi della storia dell'arte del nostro Paese. 

“La mostra, curata da Francesca Rossi e Aurora Scotti – dichiara l’assessore alla Cultura Francesca Briani –, è testimonianza dell'importante e proficua collaborazione tra i musei veronesi e i Musei Civici di Milano, il Mart di Rovereto e il Banco BPM. Inoltre, conferma l'impegno dell'amministrazione a sostenere iniziative culturali che si contraddistinguono per la rigorosa e puntuale attività di ricerca dedicata alle collezioni artistiche cittadine”.

Fulcro dell’esposizione è costituito dalla Maternità di Gaetano Previati, monumentale capolavoro fortemente evocativo legato al tema “dell’amore materno”, proveniente dalle collezioni di Banco BPM. Il dipinto esposto alla prima Triennale di Brera del 1891 suscitò un vivace dibattito oltre che sulla tecnica divisionista, anche sui possibili esiti simbolici della rappresentazione. 

La monumentale tela divenne un vero e proprio caso critico e fu al centro di polemiche e discussioni, dividendo il pubblico tra accesi sostenitori, come Vittore Grubicy, che fecero dell’artista un paladino della «pittura di idea», e implacabili detrattori, scandalizzati da quello che ritenevano il lavoro di un giovane incapace di disegnare.

La nuova tecnica divisionista elaborata da Previati nel monumentale dipinto, puntava – spiega Aurora Scotti – sulla separazione delle pennellate, ma anziché tendere alla piena tersità luminosa mirava ad agire sulla sensibilità dello spettatore, coinvolgendolo nella emozione psicologica dell’evento. A questo il maestro ferrarese si era preparato con un intenso esercizio su temi che sviluppavano la ‘pittura di affetti’ della Scapigliatura, al fine di evocare, attraverso il ductus stesso della pennellata, uno stato d’animo. Un cardine quindi della pittura di emozione e di sentimento, con un ampio spettro di riferimenti nella tradizione pittorica medioevale e moderna”. 

Il percorso espositivo propone capolavori di Gaetano Previati, Medardo Rosso, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo e Umberto Boccioni. 

Completa l’esposizione un contributo multimediale dedicato alle fasi di gestazione della Maternità di Previati. “Questa preziosa documentazione - evidenzia Francesca Rossi - deriva dalla campagna di analisi scientifiche condotta con gli strumenti più avanzati delle nuove tecnologie presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze allo scopo di monitorare lo stato di conservazione dell’opera e di comprendere la singolarissima tecnica pittorica impiegata da Previati”. 

Ultima modifica il Martedì, 04 Dicembre 2018 13:13



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