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Martedì, 29 Gennaio 2019 11:52

Alla Fondazione Stelline di Milano il “realismo astratto” di Luciano Ventrone

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Un percorso di 30 opere, molte delle quali esposte al pubblico per la prima volta, indaga la lunga carriera dell’artista romano che Federico Zeri definì “il Caravaggio del ventesimo secolo”

Luciano Ventrone, Diversi, 2017, olio su tecnica mista su tela di lino Luciano Ventrone, Diversi, 2017, olio su tecnica mista su tela di lino

MILANO -   Il limite del vero. Dall’astrattismo all’astrazione è la retrospettiva dedicata a Luciano Ventrone, a cura di Angelo Crespi che, dal 31 gennaio al 10 marzo 2019, è ospitata alla Fondazione Stelline di Milano

Ventrone, romano classe 1942, inizia la sua carriera giovanissimo, agli inizi degli Anni 60. Dopo un apprendistato lungo e pieno di divagazioni, il pittore elabora una cifra stilistica personalissima dove luce, forma e colore sono messe al servizio di una concezione filosofica platonica tesa a svelare il mondo delle idee prime. Ecco allora che si può parlare di “realismo astratto ventroniano”. E’ lui stesso a definirsi un astrattista alle prese con la realtà, un metafisico costretto a misurarsi con la caducità della natura. Come spiega il curatore Angelo Crespi –   Ventrone sperimenta “il limite del vero”, cioè quella sottile linea che ci distanzia dalla conoscenza effettiva, allontanandosi dagli oggetti reali e approssimandosi per quanto possibile all’astrazione delle “cose”. 

Ventrone non è solo uno dei massimi e più conosciuti pittori di figura a livello internazionale, ma è soprattutto uno scienziato della pittura. Fin dalle prime rappresentazioni negli Anni 60, infatti, ha affinato la propria antica tecnica pittorica fatta di pazienti velature a olio, confrontandola con le più avanzate tecnologie che oggi ci permettono di guardare e vedere “più” oltre il reale. 

Fu un articolo scritto da Antonello Trombadori su “L’Europeo”, nel 1983, ad indurre  lo storico dell’arte Federico Zeri a interessarsi a Ventrone, suggerendogli di affrontare il tema delle nature morte. Da qui comincia la lunga, e ancora non completa, ricerca dell’artista  sui vari aspetti della natura, catturando particolari sempre più dettagliati e quasi invisibili a “occhi bombardati da milioni di immagini”, quali sono quelli degli uomini della nostra epoca. 

Nel tempo la sua ricerca  ha destato l’attenzione – oltre che di Federico Zeri – di Sergio Zavoli, Duccio Trombadori, Marco Di Capua, Vittorio Sgarbi, Achille Bonito Oliva, Roberto Tassi, Giorgio Soavi, Edward Lucie-Smith, Beatrice Buscaroli ed Eugenia Petrova, solo per citarne alcuni.

La mostra milanese presenta un corpus di oltre 30 opere che ripercorrono la carriera di Ventrone, proponendo anche lavori inediti e per la prima volta visibili al pubblico. 

Vademecum

LUCIANO VENTRONE. IL LIMITE DEL VERO
Dall'astrattismo all'astrazione
31 gennaio - 10 marzo 2019
Opening: 30 gennaio 2019 h. 18.30
Orario: martedì - domenica, h. 10.00-20.00 (chiuso il lunedì)
Ingresso libero
Fondazione Stelline, c.so Magenta 61, Milano
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.stelline.it

 

Ultima modifica il Martedì, 29 Gennaio 2019 12:09


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