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Giovedì, 28 Febbraio 2019 15:42

Capolavori da scoprire, il rilievo funerario di Eurisace e Atistia alla Centrale Montemartini. Immagini

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L’opera, dopo il restauro, è visitabile dal 1 marzo in un nuovo allestimento nella Sala Colonne, nella quale è stato riprodotto l’originario contesto architettonico del sepolcro che ospitava il gruppo scultoreo

Rilievo funerario di Eurisace e Atistia - particolare Rilievo funerario di Eurisace e Atistia - particolare

ROMA - A partire dal primo marzo è esposto, nella Sala Colonne della Centrale Montemartini, il rilievo funerario di tarda età repubblicana che raffigura il fornaio Marco Virgilio Eurisace, ricco liberto di origine greca, e sua moglie Atistia.

L’esposizione dell’opera rientra nell’iniziativa i “Capolavori da scoprire”, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. 

Il capolavoro, restaurato a cura della Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali, rappresenta un’importante testimonianza dell’imponente sepolcro di Eurisace, costruito poco dopo la metà del I secolo a.C. (40/30 a.C.), e riportato alla luce nel 1838 nell’area chiamata anticamente ad Spem Veterem, oggi Porta Maggiore, dove ne sono ancora visibili i resti. 

Il gruppo scultoreo era situato sulla facciata orientale del sepolcro e rappresenta i due coniugi in posizione frontale, con il capo rivolto l’un l’altra. Le figure emergono dal fondo scolpite quasi a tutto tondo. Da evidenziare che in occasione del restauro, al fine di offrire una più completa leggibilità dell’opera, è stato ricostruito, in gesso, il volto della figura femminile, la cui testa venne trafugata nel 1934. La ricostruzione è stata resa possibile grazie alle foto scattate prima del furto, quando il rilievo era esposto all’aperto lungo le mura presso Porta Maggiore. 

L'opera viene ora esposta nella Sala Colonne del museo della Centrale Montemartini, nell’ambito di un nuovo allestimento progettato appositamente per restituire l’idea del contesto architettonico del sepolcro in cui il gruppo scultoreo si inseriva originariamente. 

Una struttura in calcestruzzo e tubolari d’acciaio accoglie il rilievo come in una nicchia, a rievocare la collocazione originaria sulla facciata della tomba. Per l’occasione è inoltregiunta in prestito dal Museo Nazionale Romano l’epigrafe di Atistia, in cui Eurisace ricorda, con parole di lode, la sposa defunta. Completa l’esposizione il plastico del monumento in gesso patinato, proveniente dal Museo della Civiltà Romana.

 

Ultima modifica il Giovedì, 28 Febbraio 2019 16:07


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