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Giovedì, 07 Marzo 2019 17:09

Milano. L’arte messicana di Yoje Dondich a Palazzo dei Giureconsulti

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La mostra "La sinestesia delle forme" è la prima tappa del “tour” italiano dell’artista. In esposizione 14 opere che documentano il suo percorso creativo e costituiscono una sintesi della sua lunga ricerca nell’ambito dell'astrazione

Ritorno 1995 Ritorno 1995

MILANO Figurativo e astratto, surrealista e onirico. Il complesso vocabolario pittorico dell’artista messicano Yoje Dondich è difficilmente orientabile in un'unica direzione. D’altra parte la sua stessa formazione culturale è varia e articolata, Dondich ha studiato Psicologia, Disegno, Logoterapia e Interior Design. Inoltre ha realizzato la sua formazione plastica con diversi maestri messicani e stranieri come Rolando Belfai, Isaac Stavans e Manuel Guillén.

La molteplicità delle sue opere si deve per la maggior parte alla sua costante ricerca nell’esprimere i dubbi che sorgono nel mondo interiore e creativo. L’osservazione è un’azione costante ed essenziale del suo lavoro, così come una delle intenzioni principali della sua arte è espandere la percezione dello spettatore verso un’esperienza sensoriale che gli permetta di scoprire altre sensazioni. Non è dunque casuale la scelta del titolo, "La sinestesia della forma", nell'allusione al fenomeno sensoriale/percettivo che indica una "contaminazione" dei sensi.

La mostra milanese accoglie 14 opere che riassumono e documentano la sua ricerca.Il percorso espositivo prende avvio con Ritorno, olio su tela del 1995, nel quale per la prima volta Dondich, che ha definito quest'opera “un viaggio onirico verso l'astrazione”, ne utilizza i canoni realizzando una composizione caratterizzata da un forte dominio della linea e una misurata frequenza nell’integrazione del colore, alle quali aggiunge inoltre forme organiche. 

Seguono opere che rappresentazione l’evoluzione di queste esplorazioni e che includono elementi surrealisti e geometrici.

Si tratta di lavori che evidenziano l’attrazione per la linea e le sue infinite possibilità, per le forme organiche, arabesche e geometriche. Elemento imprescindibile rimane tuttavia il colore che con il tempo subisce un’evoluzione. Partendo infatti da una sudditanza dalle forme, si arriva invece ad opere in cui è proprio il colore ad aprire la strada alla geometria, come nel caso di Tesoro nascosto del 2015. 

Dopo Milano le prossime tappe saranno Venezia a maggio e Roma il prossimo autunno.

Ultima modifica il Giovedì, 07 Marzo 2019 17:34



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