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Venerdì, 08 Marzo 2019 12:20

A Palazzo Te di Mantova una mostra-dossier dedicata a Carlo Zinelli

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Dal 17 marzo al 9 giugno 2019, la mostra “Carlo Zinelli. Visione Continua”, a cura di Luca Massimo Barbero, presenta un corpus di 32 opere su carta dell’esponente dell’Art Brut in Italia in un allestimento immersivo ed evocativo, creato ad hoc 

Carlo Zinelli. Tre insetti neri e albero giallo. 1958-59. Tempera su carta, 30 x 50 cm. Collezione Fondazione Cariverona. Foto: Stefano Saccomani Carlo Zinelli. Tre insetti neri e albero giallo. 1958-59. Tempera su carta, 30 x 50 cm. Collezione Fondazione Cariverona. Foto: Stefano Saccomani

MANTOVA - Legata, almeno inizialmente all’Art Brut, l’esperienza artistica di Carlo Zinelli (1916 – 1974) costituisce di fatto un unicum nel  panorama dell’arte del dopoguerra italiano. Le sue visioni ossessive e continue, la sua poetica così forte e originale, la libertà che contraddistingue il suo lavoro vanno ben oltre i confini dell’Art Brut. Ad oggi Zinelli continua ad essere un nome "segreto" e quindi una rivelazione, ma la mostra permetterà di apprezzare un artista davvero sorprendente e attualissimo. 

Come spiega Luca Massimo Barbero che della mostra “Carlo Zinelli. Visione Continua” è il curatore: “Questo dossier dedicato a Carlo Zinelli vuole essere un modo per liberare la sua produzione dalla gabbia dell’arte terapeutica. Zinelli è stato un artista a tutti gli effetti, e le sue opere prescindono dalla sua malattia. Il suo stile da un lato ribadisce con forza e in maniera pionieristica il valore dell’immagine come veicolo di libera espressione e dall’altro si fa interprete, anticipandola, di una certa figurazione che ritroviamo citata nei segni, figure e tratti che caratterizzano alcune grandi tele di Enzo Cucchi, le mappe di Öyvind Fahlström o le ossessioni di Yayoi Kusama, esperimenti con le forme e le immagini dei corpi tanto cari all’arte di oggi”.

Attraverso un corpus di 32 lavori, realizzati tra il 1958 e il 1970 e custoditi da Fondazione Cariverona, i visitatori della mostrapotranno dunque conoscere un pittore unico e dirompente. 

L’allestimento immersivo ed evocativo, creato ad hoc per le Sale Napoleoniche di Palazzo Te e in armonico contrasto con le specificità rinascimentali del palazzo, consentirà al visitatore di ammirare le opere in modo completo, potendone ammirare pienamente i colori e i tratti, oltre a permettere la visione totale dei 26 lavori fronte-retro, una delle particolarità del modus operandi di Zinelli che lavorava sempre istintivamente sulla totalità della superficie del foglio.

Il Direttore della Fondazione Palazzo Te, Stefano Baia Curioni, sottolinea: “La vicenda di Carlo Zinelli, che costituisce una delle ragioni per cui la Fondazione Palazzo Te ha accettato la generosa proposta della Fondazione Cariverona e di Luca Massimo Barbero, va oltre la storia e, se vogliamo, anche oltre la retorica dell'Art Brut, del rapporto tra follia, malattia mentale, mal di vivere e pittura, che ha attraversato la storia otto-novecentesca da Van Gogh in avanti. È il racconto, al tempo stesso salvifico e senza speranza, di come la poesia, l'armonia, e l'arte possano abitare nell'umano anche a prescindere da quanto si conosce, dalla propria formazione intellettuale. Salvifico perché è il racconto di come l'estrema marginale umiltà possa far nascere fiori di grandezza; senza speranza perché questa fioritura non toglie il dramma e, se si vuole, la tragedia del silenzio cui la malattia e la reclusione condannano. Questa mostra è una bella occasione di pensiero, ne siamo grati a chi l'ha curata e a chi l'ha voluta sostenere, ed è l'occasione per una rinnovata collaborazione istituzionale che speriamo possa dare frutti duraturi”.

“La mostra dedicata a Carlo Zinelli  - dichiara Alessandro Mazzucco, Presidente di Fondazione Cariverona - rientra nel solco della volontà di Fondazione di aprirsi al pubblico, soprattutto a quello dei suoi territori di riferimento, in un’ottica di valorizzazione della Collezione e di collaborazione con alcune tra le più interessanti istituzioni culturali italiane. Il rapporto con Mantova, che insieme a Verona, Vicenza, Belluno e Ancona è parte delle nostre aree di azione, trova uno sbocco tangibile anche grazie all’aiuto del Comune di Mantova e di Fondazione Palazzo Te con cui, siamo sicuri, ci sarà modo di lavorare ancora in futuro”.

La mostra è corredata da un catalogo pubblicato da Corraini Editore con saggi di Luca Massimo Barbero e Lorenza Roverato.

 

Ultima modifica il Venerdì, 08 Marzo 2019 12:39


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