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Mercoledì, 03 Aprile 2019 14:19

Tra gioco, ironia e sogno va in scena al MAXXI l’arte di Paola Pivi. Foto

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Con “ World record”  l’artista,  Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999, attraverso un coinvolgente progetto site specific, ripensa lo spazio della Galleria 5 del museo incoraggiando l’interazione del pubblico

Paola Pivi, World record, 2018 Foto Attilio Maranzano Courtesy l’artista Paola Pivi, World record, 2018 Foto Attilio Maranzano Courtesy l’artista

ROMA - Apre al pubblico il 3 aprile la mostra “Paola Pivi.World record”a cura di Hou Hanru e Anne PalopoliIronica ed esagerata, fatta di grandi contrasti, di gesti stravolgenti, di oggetti presi dal quotidiano presentati in una nuova inedita veste, l’arte di Pivi invita al gioco e alla meditazione. 

Tra distese di materassi disposti su due livelli e che coprono più di cento metri quadrati, occupando un terzo della galleria (World record -2018 )cuscini intrecciati gialli e rossi, realizzati con i tessuti degli abiti dei monaci tibetani (Share, but it’s not fair - 2012), divani in miniatura fedelmente riprodotti in scala e grondanti profumo, una pelle di orso che ricorda i trofei di caccia ma è di fatto realizzata in pelliccia sintetica (Did you know I’m single? - 2010), l’artista trasforma lo spazio del museo in un mondo magico, attivando i sensi del visitatore. 

D’altra parte come ha spesso ribadito Pivi, il divertimento è una delle tante chiavi di accesso possibili alla sua arte. 

Le sue opere sono autentiche esperienze di meraviglia, vere e proprie imprese che plasmano e personalizzano il contesto che le circonda trasformandolo in un momento artistico puro, fantasioso e inaspettato, generano realtà nuove e impossibili. 

Costruendo situazioni ai limiti del surreale, Paola Pivi crea la sua personale forma di realtà, “realtà, non realismo” -  precisa l’artista -  che rivendica la prerogativa di giocare con il mondo e permette che la sua arte sia vissuta per quello che è, senza racconti o rimandi, come un qualsiasi frammento di quotidianità. “In generale - afferma Pivi-  noto che le persone a cui piace il mio lavoro sono persone che amano la vita o i sogni. Sono persone simili a me, persone senza paura”. E ancora “faccio la mia arte e le persone sono libere di guardarla o non guardarla; di capire o non capire; di apprezzarla o di non farsela piacere; di pensare che sia arte o che non lo sia. Non è qualcosa che pianifico. Viene fuori così, ma questo è un valore aggiunto.”

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Ultima modifica il Mercoledì, 03 Aprile 2019 17:12


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