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Martedì, 09 Aprile 2019 13:04

Al MEIS di Ferrara “il Rinascimento parla ebraico”

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La mostra,  a cura di Giulio Busi e Silvana Greco,  intende svelare il fecondo dialogo tra la cultura cristiana di maggioranza e l’ebraismo, esplorando in particolare i presupposti ebraici della civiltà rinascimentale

Sacra famiglia e famiglia del Battista (1504-1506) di Andrea Mantegna - Basilica di Sant’Andrea, Mantova Diocesi di Mantova - Photo Antonio Lodigiani Sacra famiglia e famiglia del Battista (1504-1506) di Andrea Mantegna - Basilica di Sant’Andrea, Mantova Diocesi di Mantova - Photo Antonio Lodigiani

FERRARA - Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara propone, dal 12 aprile al 15 settembre 2019, una inedita narrazione che ricostruisce e racconta l’intreccio e la compenetrazione tra la cultura italiana e quella ebrea, riconoscendo il debito della prima verso l’ebraismo. La mostra dal titolo “Il Rinascimento parla ebraico” riprende in pieno anche quella che è la missione del MEIS: testimoniare il dialogo complesso ma possibile, talvolta fruttuoso, pur non privo di ombre, tra minoranza e maggioranza. 

L’esposizione parte da un assunto fondamentale e cioè che nel Rinascimento gli ebrei c’erano ed erano in prima fila, attivi e intraprendenti. A Firenze, Ferrara, Mantova, Venezia, Genova, Pisa, Napoli, Palermo e ovviamente Roma. A periodi alterni accolti e ben visti, con un ruolo non secondario di prestatori, medici, mercanti, oppure oggetto di pregiudizio. Il MEIS racconta per la prima volta questo ricco e complesso confronto, che non è stato evidentemente sempre sinonimo di armonia, né di accettazione priva di traumi. 

In mostra opere pittoriche come la Sacra famiglia e famiglia del Battista (1504-1506) di Andrea Mantegna, la Nascita della Vergine (1502-1507) di Vittore Carpaccio e la Disputa di Gesù con i dottori del Tempio (1519-1525) di Ludovico Mazzolino, Elia e Eliseo del Sassetta, dove spuntano a sorpresa significative scritte in ebraico. Ma anche manoscritti miniati ebraici, di foggia e ricchezza rinascimentale, come la Guida dei perplessi di Maimonide (1349), acquistato dallo Stato italiano meno di un anno fa. O l’Arca Santa lignea più antica d’Italia, mai rientrata prima da Parigi, e ancora  il Rotolo della Torah di Biella, un’antichissima pergamena della Bibbia ebraica, ancora oggi usata nella liturgia sinagogale. 

Il racconto è reso ancora più coinvolgente grazie all’inedita scenografia concepita appositamente dai progettisti dello studio GTRF di Brescia. 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale

Vademecum

Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS
La mostra può essere visitata fino a domenica 15 settembre 2019, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00.
Negli stessi orari sono attivi il bookshop e i laboratori didattici.
Biglietto intero: € 10,00; ridotto: € 8,00 (dai 6 ai 18 anni compresi, studenti universitari, possessori di MyFE Card);
gruppi da minimo 15 persone: € 6,00 (ogni 20 paganti, un accompagnatore entra gratis);
famiglie composte da almeno 1 adulto e 1 minore tra i 6 e i 14 anni: € 6,00;
università e scuole (minimo 15 persone, da lunedì a venerdì): € 5,00 (2 docenti o accompagnatori gratuiti per ogni gruppo);
ingresso gratuito: bambini sotto i 6 anni, diversamente abili al 100% con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino, membri ICOM e militari in divisa.
Il biglietto è valido per tutto il percorso espositivo (mostre sui primi mille anni di ebraismo italiano e sul Rinascimento), per lo spettacolo multimediale Con gli occhi degli ebrei italiani, per Lo Spazio delle Domande, il Giardino delle Domande e il docufilm Eravamo Italiani sui sopravvissuti italiani alla Shoah.
http://www.meisweb.it

 

Ultima modifica il Martedì, 09 Aprile 2019 14:22


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