160x142 2.jpg

Giovedì, 18 Aprile 2019 10:00

Giorgio de Chirico alla GAM di Torino. Foto

Scritto da 

“Giorgio de Chirico. Ritorno al Futuro, Neometafisica e Arte Contemporanea” è la mostra organizzata e promossa da Fondazione Torino Musei, GAM Torino e Associazione MetaMorfosi, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. In rassegna un centinaio di opere provenienti da importanti musei, enti, fondazioni e collezioni private

TORINO - Il dialogo tra la pittura neometafisica di Giorgio de Chirico (Volo, Grecia, 1888 – Roma, 1978) e gli artisti, che dagli anni Sessanta in poi si sono ispirati alla sua opera, è al centro della grande mostra-evento ospitata, dal 19 aprile alla GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. 

Circa un centinaio di opere illustrano questo filo ininterrotto che lega il maestro della Metafisica agli artisti contemporanei, a partire proprio dalla Pop Art. Non a caso Andy Warhol riconosceva in de Chirico uno dei suoi precursori, e gli rendeva omaggio con un celebre ciclo di opere in cui presentava una metafisica rivisitata e seriale. In una intervista con Achille Bonito Oliva del 1982, il padre della Pop Art affermava: Ho sempre ammirato de Chirico. Ha ispirato molti pittori…Ogni volta che vedevo i quadri di de Chirico mi sentivo vicino a lui. Ogni volta che lo vedevo mi sembrava di averlo conosciuto da sempre. Credo che fosse così anche per lui… Una volta osservò che avevamo tutti e due i capelli bianchi! 

L’esposizione torinese, curata da Lorenzo Canova e Riccardo Passoni, evidenzia dunque questo rapporto intenso e profondo tra le opere neometafisiche di de Chirico e le nuove tendenze dell’arte italiana e internazionale. Già già nel 1982, Maurizio Calvesi nel suo volume La Metafisica schiarita, sottolineava l'importanza del de Chirico neometafisico per l'arte contemporanea: “perché riconoscemmo i tuoi colorati chiaroscuri, le tue sfere, i tuoi segnali e le tue frecce, i tuoi schienali e le tue ciminiere, i tuoi oggetti smaltati ed ora come staccatisi dai quadri, qualcosa delle tue schiarite e delle tue sospensioni, nel nuovo momento di un’arte che si disseminò come un concerto o una pioggia rinfrescante”. 

Suddivisa in sette sezioni, la rassegna apre il sipario con  Orfeo trovatore stanco, capolavoro degli anni neometafisici. Da qui inizia il viaggio in un percorso che dal passato si apre verso il nostro futuro, presentando opere di Andy Warhol,  Valerio Adami, Franco Angeli, Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Gino Marotta, Ugo Nespolo, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Emilio Tadini. Si continuacon un grande prosecutore della Metafisica come Fabrizio Clerici, poi con la pittura di Renato Guttuso e di Ruggero Savinio, insieme a grandi artisti internazionali come Henry Moore, Philip Guston, Bernd e Hilla Becher

Il percorso espositivo presenta  anche maestri dell’arte povera come Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto, così come le visioni concettuali di Fabio Mauri, Claudio Parmiggiani, Luca Patella e Vettor Pisani, fino ad arrivare alle ombre geometriche di Giuseppe Uncini, alla fotografia di Gianfranco Gorgoni, alle sculture di Mimmo Paladino, ai dipinti di Alessandro Mendini e di Salvo, al mistero di Gino De Dominicis, ai tableaux vivants di Luigi Ontani, e a protagonisti delle ultime generazioni internazionali come Juan Muñoz, Vanessa Beecroft e Francesco Vezzoli

Oltre alle opere di artisti contemporanei provenienti dalle collezioni della GAM di Torino,  tra cui  Claudio Abate, Gabriele Basilico, Luigi Ghirri, Franco Fontana, Fausto Melotti, in esposizione anche un’animazione digitale di Maurice Owen e Russell Richards. 

Una piccola  sezione è poi dedicata al tema della citazione e della copia, esercizio prediletto da de Chirico nella sua lunga ricerca sulla pittura dei grandi maestri. In questo prezioso inserto viene presentato, in un dialogo forse irripetibile, lo Studio di braccio per una figura della Volta Sistina, disegno di Michelangelo (1508-1509 circa) proveniente da Casa Buonarroti, insieme a disegni di Giorgio de Chirico dedicati allo studio degli affreschi michelangioleschi della Volta della Cappella Sistina e a due opere del famoso ciclo su Michelangelo di Tano Festa, pittore che tra i primi ha usato il tema della citazione dai grandi maestri ispirandosi proprio a de Chirico, di cui ha compreso la forza innovativa, in un collegamento con l’arte del passato che, nella curva del tempo, ha il potere di rifondare l’arte del futuro. 

La mostra, visitabile fino al 25 agosto 2019, è accompagnata da un catalogo edizioni Gangemi International, con testi di Lorenzo Canova, Riccardo Passoni e Jacqueline Munck. 

Vademecum

GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea,
Via Magenta, 31 Torino
Dal 19 aprile al 25 agosto 2019
ORARI Da martedì a domenica: 10.00 - 18.00 lunedì chiuso
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
BIGLIETTI Intero € 12,00 | Ridotto € 9,00
ingresso libero Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
SINGOLI E GRUPPI www.ticketone.it

Call center e info line: 011 0881178 mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
(dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00 sabato dalle 9.00 alle 13.00)

Ultima modifica il Giovedì, 18 Aprile 2019 14:23


300x250 2.jpg

Flash News

Attualità*

© ARTEMAGAZINE - via dei Pastini 114, 00186 Roma - tel 06.98358445 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
Società editrice ARTNEWS srl via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio