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Venerdì, 19 Aprile 2019 15:37

Rinascimento visto da Sud. Matera, l'Italia e il Mediterraneo tra '400 e '500

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La mostra, inaugurata il 18 aprile a Palazzo Lanfranchi, sarà visitabile fino al 19 luglio 2019. Circa 200 opere provenienti da musei italiani e stranieri documentano la fioritura artistica e culturale avvenuta nell’Italia meridionale durante il Rinascimento 

Antonello da Messina, Abramo e gli angeli, Tempera e olio su tavola, Reggio Calabria, Pinacoteca Civica Antonello da Messina, Abramo e gli angeli, Tempera e olio su tavola, Reggio Calabria, Pinacoteca Civica

MATERA - “Rinascimento visto da Sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500” è la seconda grande esposizione dell'anno a Matera da Capitale europea della cultura. 

Un evento - definito da Giovanni Panebianco, segretario generale del MiBAC, intervenuto alla presentazione in rappresentanza del ministro Alberto Bonisoli  - “epico per la straordinaria qualità delle opere in esposizione”. 

"Il Rinascimento visto da Sud - ha detto Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Matera Basilicata 2019 - potrebbe essere il sottotitolo di Matera, Capitale europea della cultura per il 2019 perchè fa riferimento alla rinascita di un territorio proprio come sta succedendo per Matera. Questa mostra per la prima volta ci aiuterà a guardare questa fase storica con occhi diversi, e a guardare il Mediterraneo come luogo di vita e di incroci culturali in un tempo così difficile per quest'area". 

Sono 215 le opere in mostra selezionatissime”, frutto di prestiti da importanti musei italiani e europei. L’esposizione, che documenta la fioritura artistica e culturale avvenuta nell’Italia meridionale nel secolo a cavallo tra la metà del Quattrocento e la metà del Cinquecento, rovescia il punto di vista tradizionale e offre una nuova lettura del Rinascimento, mettendo in luce la centralità delle rotte mediterranee, gli scambi e i rapporti tra le culture, i viaggi degli artisti e delle loro opere. 

La grande esposizione materana - racconta Marta Ragozzino, curatrice insieme a Pierluigi Leone de Castris, Matteo Ceriana e Dora Catalano - “rivela la rete potente di circolazioni culturali e scambi, tra nord e sud ma anche tra est ed ovest, che hanno visto la Basilicata e il Sud farsi naturale epicentro di idee, innovazioni, culture. Dalle Fiandre alla Spagna, da Costantinopoli a Venezia, Firenze e Roma. Ad alimentare la fioritura di una vicenda artistica alternativa a quella ben nota e paradigmatica delle capitali del Rinascimento, frutto prezioso di una straordinaria koiné meridiana. Della quale appare importante riconoscere e leggere dinamiche, protagonisti e comprimari e il cui centro gravitazionale presto divenne Napoli, già capitale culturale ‘internazionale’ nel XIV secolo sotto i più importanti re angioini, in particolare durante il regno di re Roberto. Proponendo una rilettura interdisciplinare, attenta alla dialettica tra ‘centro e periferia’”

Tra le opere esposte i curatori segnalano la raffinata Madonna del Maestro di Ladislao di Durazzo, proveniente dal Museo del Santuario di Montevergine, nell’Avellinese, le opere di Colantonio, la Madonna con Bambino del Maestro dei Santi Severino e Sossio o la elegantissima Madonna con Bambino di Francesco Laurana, concessa da Palazzolo Acreide, in Sicilia. E ancora la statua di medesimo soggetto di Domenico Gagini, dal Museo Civico di Castel Nuovo a Napoli, così come il San Felice in cattedra di Lorenzo Lotto dalla Chiesa di San Domenico a Giovinazzo e le opere di Andrea Sabatini da Salerno, il Raffaello del Sud.

Da citare anche gli esempi dei grandi maestri veneti presenti nel territorio. Dalla Santa Eufemia di Mantegna alle pale, tavole e tele di Giovanni Bellini, Bartolomeo e Alvise Vivarini, Paris Bordon, Francesco Vecellio, Pordenone, tra i tanti. O dei maestri provenienti dall’Italia centrale, quali il Pinturicchio, Antoniazzo Romano o Pietro di Domenico da Montepulciano. Ma anche dai paesi nordici come il fiammingo Jan van Eyck o dalla Spagna come Jacomart o Guillermo Sagrera. A giungere invece da Lisbona è la Madonna con Bambino e San Giovannino di Cesare da Sesto, opera oggi tra le più ammirate del Museu Nacional de Arte Antigua e che torna a casa, almeno per lo spazio della mostra.

Il percorso è arricchito da grandi immagini e postazioni multimediali di approfondimento, da dipinti, sculture, miniature, medaglie, oreficerie, arazzi, tessuti, maioliche, libri e stampe ma anche oggetti preziosi, carte geografiche, portolani, strumenti di navigazione. L’obiettivo insomma, attraverso  immagini materiali e immateriali,  è quello di mettere a fuoco una storia originale, diversa da quella sviluppata nelle grandi capitali del centro e del nord. 

INFO 

Ultima modifica il Venerdì, 19 Aprile 2019 15:54


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