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Giovedì, 16 Maggio 2019 11:44

Al MAST di Bologna una mostra indaga l’impatto dell’uomo sul pianeta. Immagini

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Apre il 16 maggio la mostra multidisciplinare “Anthropocene” che presenta delle straordinarie immagini di  Edward Burtynsky, i filmati di  Jennifer Baichwal e  Nicholas de Pencier e installazioni di realtà aumentata

 Edward Burtynsky  Clearcut  #1, Palm Oil Plantation, Borneo, Malaysia 2016  photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto Edward Burtynsky Clearcut #1, Palm Oil Plantation, Borneo, Malaysia 2016 photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto

BOLOGNA - Frutto della collaborazione quadriennale tra il fotografo di fama mondiale Edward Burtynsky e i registi pluripremiati Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, la mostra “Anthropocene”, combinando arte, cinema, realtà aumentata e ricerca scientifica, documenta i cambiamenti che l’uomo ha impresso sulla terra testimonia gli effetti - spesso negativi e indelebili - delle attività umane sui processi naturali. Dalle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio nei monti Urali in Russia alla devastazione della Grande barriera corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama alle cave di marmo di Carrara e ad una delle più grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya, è evidente come le incursioni e l'agire umano sul pianeta sia diventato sempre più impattante. 

La mostra è curata da Urs Stahel, curatore della PhotoGallery e della collezione MAST, Sophie Hackett, curatrice della fotografia dell’Art Gallery of Ontario di Toronto e da Andrea Kunard, curatrice del Canadian Photography Institute della National Gallery of Canada.

Spiega Stahel: “Burtynsky documenta questo proliferare di interventi a danno della natura, sempre più invasivi, e lo fa attraverso la forza essenziale delle sue immagini e lo sguardo attento su simmetrie, figure circolari, griglie e linee geometriche pure. Le opere di grande formato sono un crescendo di forme e colori e sono affiancate al materiale filmico, realizzato da Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, caratterizzato da inquadrature e tagli che si fondono con l’effetto coinvolgente e crudo delle immagini al rallentatore. L’osservatore viene catturato e affascinato esattamente come avviene, per un ascoltatore, con la Quinta Sinfonia di Beethoven”. 

Vademecum

Anthropocene
MAST. Bologna
al 16 maggio al 22 settembre 2019 
www.mast.org

 

Ultima modifica il Giovedì, 16 Maggio 2019 12:48


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